Venerdì, 01 Luglio 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Rientro a scuola, il governo ribadisce il no al rinvio: tutti in classe il 10 gennaio

Il governo sarebbe orientato a mantenere il rientro a scuola entro il prossimo 10 gennaio, ignorando di fatto le richieste a un rinvio fatte dagli amministratori locali

03 Gennaio 2022

Rientro a scuola, il governo ribadisce il no al rinvio: tutti in classe il 10 gennaio

fonte: Twitter @mediasettgcom24

Secondo le ultime indiscrezioni il governo sarebbe orientato a mantenere il 10 gennaio come data ultima per il rientro a scuola dalle vacanze di Natale. Una decisione che ignora di fatto gli appelli lanciati dai presidenti di regione in queste ore, i quali auspicavano un rinvio del ritorno sui banchi alla luce dell'impennata dei contagi registrata in questi ultimi giorni. Originariamente il ritorno a scuola era stato previsto per tutti entro il 7, subito dopo l'Epifania, ma diverse regioni hanno preferito approfittare del weekend per allungare il ponte fino al 10 gennaio. Lo stesso premier Mario Draghi aveva anticipato che non ci sarebbero state proroghe delle vacanze invernali.

Rientro a scuola il 10 gennaio, dal governo no al rinvio

Un segnale comunicativo importante quello dato dall'esecutivo sul rientro a scuola. Con questa mossa il governo conferma la fiducia riposta nelle nuove misure inserite nell'ultimo decreto in vigore dallo scorso 25 dicembre. Al momento è previsto infatti l'obbligo di mascherina Ffp2 per gli insegnanti delle scuole primarie e per quelli degli altri ordini nel caso vi siano alunni che non possono indossare la mascherina perché esentati per specifici motivi. Ancora al vaglio invece l'ipotesi di istituire la Dad solo per gli studenti non vaccinati in quelle dove verranno riscontrati almeno due positivi. Una misura questa giudicata però discriminatoria anche da esponenti della stessa maggioranza. 

Sulla fiducia del governo nelle nuove disposizioni è intervenuto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che ha dichiarato come per il rientro "abbiamo stanziato risorse importanti, abbiamo avuto la disponibilità della struttura commissariale del commissario Figliuolo e siamo convinti di rispettare la riapertura dell'anno scolastico: è un obiettivo che dobbiamo assolutamente centrare e siamo convinti che attraverso un monitoraggio e uno screening dei tamponi possiamo creare queste condizioni". Originariamente previsto per il 7 gennaio, il rientro a scuola è stato per ora posticipato al 10 dalle regioni Veneto, Campania, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Valle d'Aosta e dalla provincia autonoma di Bolzano. Vedremo nei prossimi giorni se in base all'evoluzione dei contagi altre regioni decideranno di far slittare il ritorno sui banchi all'ultimo giorno disponibile.

Ignorate le richieste dei presidenti di regione

Con la decisione di mantenere il rientro al 10 gennaio vengono dunque ignorare le richieste a un rinvio fatte da alcuni presidenti di regione. Tra questi spiccava la proposta del presidente Vincenzo De Luca, che suggeriva di "prendere 20-30 giorni di respiro" in modo da consentire "di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un'altra spinta, e di sviluppare la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca". Sulla stessa linea di De Luca anche il presidente della Toscana Eugenio Giani, secondo il quale una proroga delle vacanze sarebbe stata ragionevole a fronte di contagi "così alti".

Più moderato si era dimostrato invece il presidente piemontese Alberto Cirio, che aveva definito quello della scuola "un tema delicato, vogliamo garantirla come abbiamo sempre fatto dal primo giorno della pandemia. È legata ai colori e agli automatismi che vengono previsti dal decreto del governo. Quindi attendiamo dalla riunione del Consiglio dei ministri prevista per il 5 gennaio di avere indicazioni chiare".

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x