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Chi è Serena Mollicone: padre, funerale, autopsia, colpevole, perché è stata uccisa

Nella serata di lunedì 15 novembre lo speciale de Le Iene su Serena Mollicone: chi è, madre, padre, funerale, autopsia, colpevole, perché è stata uccisa

15 Novembre 2021

Chi è Serena Mollicone: padre, funerale, autopsia, colpevole, perché è stata uccisa

Fonte: Facebook

Ecco chi è Serena Mollicone, oggetto di una puntata speciale de Le Iene in onda lunedì 15 novembre: madre, padre, funerale, autopsia, colpevole, perché è stata uccisa. La ragazza, nata il 18 novembre 1982, è stata uccisa il l 1º giugno 2001 ad Arce in provincia di Frosinone, proprio in quello stesso Paese in cui la giovane è nata. Il delitto, soprannominato poi Il delitto di Arce, aveva all'epoca sconvolto i media e ancora adesso rimane irrisolto.

Chi è Serena Mollicone: omicidio e indagini

La ragazza all'epoca era appena diciottenne. La sera del 1º giugno 2001 scomparve nel nulla. Nessuno sapeva nulla, nessuno aveva sentito nulla. Dopo due giorni il corpo viene ritrovato in località Fontecupa, nel territorio di Fontana Liri. Sono passati vent'anni da quel giorno, e i responsabili non sono mai stati condannati, sebbene siano state indagate numerose persone. A seguito degli accertamenti del RIS svolti anni e anni dopo i fatti, è stato accertato che l'omicidio è avvenuto all'interno della caserma dei carabinieri di Arce. Basandosi su queste risultanze probatorie, nell'aprile 2019 la Procura della Repubblica di Cassino ha chiuso le indagini preliminari notificando il relativo avviso agli indagati: 5 persone, di cui 3 carabinieri.

si arriva così a luglio del 2019, quando la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio degli indagati. A seguito dell'udienza preliminare, il GUP di Cassino Domenico Di Croce nel luglio 2020, accoglie la richiesta della Procura di rinvio a giudizio. Le 5 persone indagate sono: il maresciallo Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco (accusati di omicidio aggravato), il sottufficiale Vincenzo Quatrale (concorso in omicidio e per istigazione al suicidio di Tuzi, e il carabiniere Francesco Suprano per favoreggiamento). Secondo la ricostruzione del delitto, a colpirla sarebbe stato il figlio di Mottola, Marco. Il ragazzo forse ha fatto sbattere la testa di Serena contro una porta all'interno della caserma. Questa ipotesi, tuttavia, è stata ritenuta inverosimile ed errata dal criminologo Lavorino.

Omicidio Serena Mollicone: autopsia

A effettuare una prima autopsia sul corpo della ragazza fu la dottoressa Antonella Conticelli. Il medico legale effettuò dapprima una ricognizione cadaverica e poi asportò gli organi che dovevano essere analizzati. Tra questi anche l'intera zona pelvica e il fondoschiena. I primi accertamenti esclusero che la studentessa avesse avuto, prima della morte, un rapporto sessuale. 

Gli organi di Serena Mollicone, l'intera zona pelvica e parte del fondoschiena, sono resi inutilizzabili da una mal conservazione. "In realtà questo aspetto è cosa nota a tutti, sia investigatori che avvocati di indagati e parte civile, da quasi due anni. Da quando cioè il medico legale, la dottoressa Cristina Cattaneo ha consegnato la perizia che racchiude l'esito delle indagini tanatologiche effettuate sul corpo della povera Serena, una volta riesumato. La perizia è stata resa pubblica sin dalle ore successive alla consegna", aveva fatto sapere un membro del pool interrogativo dell'epoca. 

Serena Mollicone, la morte del padre

Il padre di Serena, tra i più agguerriti a voler la scoperta della verità sulla fine di sua figlia, è morto il 31 maggio 2020 all'ospedale Spaziani di Frosinone dove era in coma dal 27 novembre 2019 in seguito a un infarto. In una sua intervista all’agenzia Dire aveva dichiarato: "Ogni giorno una notizia qui diventa vecchia. Si va speditamente verso la verità", e tutto ciò che è emerso dovrebbe "finalmente portare a cosa è successo, ai motivi che hanno portato alla morte di Serena".

E ancora: "Io ho sempre detto che in caserma c’era l’origine della sua morte. Nel 2001 l’Arma non eseguiva ciò che le era demandato, ovvero mantenere l’ordine pubblico. In quel periodo Arce era una giungla, a causa soprattutto dell’incuria di chi doveva controllare e salvaguardare le vita delle persone: in quegli anni tanti ragazzi sono morti per droga ed e’ stato il periodo peggiore della storia di Arce. C’era malaffare e nessuno controllava".

Chi è Serena Mollicone: perché è stata uccisa e chi l'ha uccisa

Il cadavere della ragazza è stato ritrovato verso le ore 12:15 di domenica 3 giugno 2001 da una squadra della Protezione Civile. Il corpo è stato rinvenuto in mezzo a un bosco, coperto con rami e foglie. Era inoltre nascosto dietro un grosso contenitore metallico abbandonato. Sulla testa. avvolta in un sacchetto di plastica, era presente una vistosa ferita vicino all’occhio sinistro. Mani e i piedi erano legati con scotch e fil di ferro.

Tanti i dubbi ancora rimasti irrisolti. Perché la ragazza è stata uccisa. E soprattutto chi l'ha uccisa? Sono le stesse persone che hanno occultato il cadavere? Su questa triste vicenda, inoltre, sono circolate molte storie, pompate dai media e frutto di tentativi di depistaggi. Si pensò - e per certi versi si continua a pensare - a Sette sataniche e alla Mafia. Tuttavia, sono state le dichiarazioni del brigadiere dell’arma Santino Tuzi ha dare una svolta alla indagini. Il 28 marzo 2008 Tuzi affermò di aver visto Serena entrare in caserma la mattina del giorno in cui è scomparsa. Da qui in poi le indagini si sono concentrate sulla caserma dei carabinieri di Arce. Le sue rivelazioni di Tuzi confermavano i sospetti del maresciallo Gaetano Evangelista, che aveva preso il comando della stazione dei carabinieri di Arce dopo Franco Mottola. Secondo quest'ultimo la verità era ancora nascosta nella caserma sopracitata.

Qui però c'è stato un altro intoppo nella vicenda. Il carabiniere Tuzi viene trovato morto l'11 aprile dello stesso anno. Secondo una prima versione, si sarebbe trattato di suicidio. Passano altri 8 anni prima che venisse collegato quel suicidio all’omicidio di Serena. Secondo la Procura il brigadiere e il collega Quatrale si trovavano in caserma nelle ore in cui la ragazza sarebbe stata uccisa. Sempre secondo la Procura, Quatrale avrebbe fatto pressioni sul collega per ritrattare, istigandolo forse a uccidersi.

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