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Iva assorbenti, passi in avanti per eliminare la Tampon Tax: l'Iva scenderà dal 22 al 10%

Come parte della manovra 2022, il Consiglio dei ministri ha deciso che l'iva imposta sui prodotti sanitari femminili sarà ridotta

20 Ottobre 2021

Tampon tax

Fonte: Unsplash

L'iva sugli assorbenti, altresì conosciuta come tampon tax, scenderà dal 22 al 10%. Lo conferma il Consiglio dei ministri come parte della Manovra 2022, in una nota che segue l'approvazione del Dpb. I prodotti per l'igiene femminile saranno ancora tassati, ma meno di prima. In diversi paesi dell'Unione europea sono già gratuiti, ma questo passo è una vittoria significativa per l'Italia, che fino a questo momento considerava assorbenti e tampax come "beni di lusso" al pari di vino, sigarette e vestiti.

Tampon tax, il Cdm decide: scenderà da 22 al 10%

La strada è ancora lunga per raggiungere la parità di genere in Italia, ma le misure per ridurre la tampon tax segnano un passo in avanti. Il Cdm ha stabilito che come parte della Manovra 2022 ci saranno provvedimenti per ridurre l'iva sui prodotti igienici femminili al 10%. Ancora troppo, considerato che fino a questo momento assorbenti e tampax sono stati considerati alla stregua di beni di lusso, paragonati a sigarette e alcolici. Una scelta che ha infuriato gli attivisti di tutto il mondo, anche quelli italiani. Da quasi 50 anni lo stato italiano tratta le mestruazioni come un lusso, senza considerare la percentuale femminile della popolazione, sempre più incidente anche a livello economico. 

Quello che femministi e associazioni legate alla parità dei diritti di genere rivendicano è infatti che i prodotti igenici femminili diventino beni di prima necessità, così come accade per alcuni prodotti alimentari, per i quali l'imposta sul valore aggiunto è fissa al 4%. La tassa in Italia è vigente dal 1973, ma non era una cifra così assurda come il 22% appena dismesso. Inizialmente gli assorbenti avevano un Iva del 12%, un valore dunque simile a quanto imposto adesso, che però è cresciuto nel tempo. Nel tempo, però non sono diminuite le discriminazioni su questa tematica, che è stata rilanciata più volte in parlamento. Nel 2016 ci ha provato l'ex Pd Pippo Civati, poi nel 2019 anche Laura Boldrini ha proposto un emendamento che mettesse gli assorbenti al 5% dell'Iva. Nessun risultato all'epoca, ma adesso, le cose potrebbero finalmente cambiare.

Tampon tax, l'Italia impallidisce nel confronto con l'estero

Nel frattempo però, il paragone con l'estero fa impallidire l'Italia. In Scozia le università presentano già da diversi anni tampax e assorbenti gratuiti in tutti i bagni degli istituti. Francia e Lussemburgo hanno ridotto la loro imposta sui beni sanitari femminili fino al 5 e al 3% rispettivamente. Bene anche la Germania, che è passata dal 19% al 7%. Nel Regno Unito invece gli assorbenti rimangono al 5% dal 2000, mentre l'Irlanda regna sovrana nella parità dei diritti, avendo eliminato del tutto la tassa sugli assorbenti.

Con la manovra 2022 però, la Camera ha finalmente preso posizione e ribadito che "il ciclo non è un lusso". Grande sospiro di sollievo per le donne di tutta Italia. L'intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità ha accolto la notizia dichiarando che "le prime notizie da questo punto di vista ci sembrano positive". Ricordano però che "va superata una tassa ingiusta, che tratta beni di prima necessità come fossero beni di lusso". In una nota hanno poi fatto richiesta di "un aiuto reale  alle tante ragazze e alle tante donne che, in Italia, hanno pagato pesantemente la crisi". In questo senso, abbassare l'iva sugli assorbenti è una misura necessaria. La nota dell'intergruppo conclude poi citando: "Abbassare l’Iva sugli assorbenti è una richiesta indirizzata, ancora una volta, alla politica, al parlamento e al governo da diverse associazioni di donne attraverso varie iniziative, dalla campagna Stop Tampon tax a quella di Tocca a noi. Non perdiamo questa occasione preziosa". 

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