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Emergenza clima, la stoccata del premio Nobel Parisi a Draghi: "Governi non all'altezza"

Secondo il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, alla scienza spetta fare ricerca, ma sono i governi a dovere fare di più

08 Ottobre 2021

Giorgio Parisi

Giorgio Parisi (foto LaPresse)

Secondo il premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, l'emergenza climatica è da affrontare con maggiore serietà da parte dei governi, che fino a questo momento non hanno fatto abbastanza. La critica tinta di amarezza da parte del fisico trova nella crescita del Pil un ostacolo da superare se si vuole risolvere il problema del clima sul lungo termine. Il commento di Parisi in occasione della riunione preparatoria della Cop26 avvenuto a Montecitorio ha dato molto da pensare a cittadini e politici, che dopo le proteste in corso allo Youth4Climate non possono più ignorare il pressante dossier climatico.

Emergenza clima, Parisi critica i governi ma non perde la speranza

Un discorso duro, quello di Giorgio Parisi alla preparatoria della Cop26 avvenuto venerdì 8 ottobre a Montecitorio. Ma uno nel quale la speranza rimane, molto diverso dal tono di scherno del "bla bla bla" di Greta Thunberg di qualche giorno fa. Parisi ha rivolto le sue critiche direttamente ai governi, le cui azioni non sarebbero state sufficienti per affrontare l'emergenza climatica. Si pone deciso ma cauto nei suoi toni il fisico appena insignito del riconoscimento del premio Nobel, ritenendo i risultati sul fronte climatico ottenuto dai governi "estremamente modesti". Un eufemismo senza dubbio utile per non dare voce a quelle che sono le pressanti preoccupazioni in materia di cambiamenti climatici.

Parisi si è rivelato molto pragmatico nel suggerire ai parlamentari presenti per il suo discorso la via da seguire. Il fisico ha infatti individuato nell'economia la chiave di volta per affrontare la sfida climatica. Secondo Parisi è necessario cambiare "misura per l'economia", superando il prodotto nazionale lordo come metro per la crescita del paese. Se il Pil come base per lo sviluppo "rimarrà al centro dell'attenzione", quello che ci aspetta è "un futuro triste", a detta di Parisi.

Clima, Parisi bacchetta i parlamentari: "Siete guidatori nella notte"

Il j'accuse del Nobel per la fisica, contrariamente alle aspettative, è stato accolto con applausi sinceri da parte dei deputati presenti. Il discorso di Giorgio Parisi ha avuto il pregio di andare oltre alla semplice critica e di esporre, in modo alquanto poetico, un problema che romantico non è. "La scienza sono i fari, ma poi la responsabilità di non andare fuori strada è del guidatore, che deve anche tener conto che i fari hanno una portata limitata". Con questa metafora l'accademico del Lincei ha invitato i politici ad "affrontare le problematiche e risolverle" prima che sia troppo tardi.

Ha poi ribadito il suo amore per la scienza e l'importanza della ricerca accademica, ricordando che "l'umanità deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico". La scienza, ricorda Parisi "ci ha avvertito che i comportamenti umani stavano mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta". I politici però, hanno fatto orecchie da mercante, e ora ne paghiamo lo scotto con delle conseguenze che "sono sotto gli occhi di tutti".

Il Nobel per la fisica ha poi concluso chiedendo che le misure da adottare nel prossimo futuro siano concrete e "decisamente più incisive" e che non si tratti di campagne elettorali o parole vuote utili per "salvare la nostra coscienza".

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