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Liliana Segre compie oggi 91 anni: 3 cose che non sapevi sulla sopravvissuta della Shoah

Dall'asteroide con il suo nome all'incontro con il marito così somigliante al padre. 3 curiosità su una donna incredibile

10 Settembre 2021

Liliana Segre compie oggi 91 anni: 3 cose che non sapevi sulla testimone della Shoah

Fonte: twitter

Liliana Segre, senatrice della Repubblica Italiana superstite dell'Olocausto e testimone della Shoah italiana, compie oggi, 10 settembre 2021, 91 anni. La donna dal 15 aprile 2021 è presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Il 19 gennaio 2018 è stata nominata senatrice a vita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale". Una donna forte, controversa, che molto si è battuta per fare in modo che le atrocità dell'Olocausto rimanessero sempre ben fissate nella nostra memoria. Ecco 3 curiosità su Liliana Segre

Liliana Segre: un asteroide con il suo nome

Si chiama 75190 Segreliliana l’asteroide conosciuto anche con la sigla 1999 VD169, scoperto alla fine degli anni Novanta nella Fascia principale degli asteroidi, situata tra le orbite di Marte e Giove. Lo ha ufficializzato, lo scorso 17 novembre, l’Unione astronomica Internazionale (Iau), intitolando il corpo minore del Sistema solare a Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah italiana e alla deportazione al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. La nomina è stata annunciata in apertura del convegno “Convivere con Auschwitz, edizione 2021”, organizzato dall’Università di Trieste in collaborazione con il Memoriale della Conferenza di Wannsee e l’Istituto italiano di cultura di Berlino. "Che il mio nome e il numero a cui ciascuno di noi era ridotto ad Auschwitz, traslato in un corpo celeste, possa valere da memento e monito ‘che questo è stato’ e potrebbe accadere di nuovo senza informazione, conoscenza, coscienza e responsabilità", aveva commentato Segre in una lettera inviata agli organizzatori del convegno.

A Liliana Segre è stato intitolato un asteroide molto particolare: il corpo minore numero 75190, lo stesso numero che le era stato assegnato al suo arrivo ad Auschwitz e che porta tatuato sull’avambraccio. 75190 Segreliliana è un asteroide di 1498 metri di diametro e di magnitudine assoluta di 15,8, appartenente alla Fascia principale, situata  tra le orbite di Marte e Giove, con un periodo di rivoluzione di 3,74 anni. 

"Alla fine della giornata, il mio mondo di fantasia, al quale mi aggrappavo per ‘fuggire’ dal campo, era diventato una piccola stella che vedevo nel cielo. Sempre la stessa. L’avevo notata una sera di cielo terso, quando i nostri aguzzini ci davano pochi minuti di tregua, Da quella sera, ogni giorno quando arrivava buio la cercavo, le parlavo. Ero felice di ritrovarla, significava che un altro giorno era passato". Così ricorda la stessa Liliana Segre nella sua autobiografia Fino a quando la mia stella brillerà, scritta con Daniela Palumbo nel 2015. E racconta che lei, allora tredicenne, vedendola ogni sera le diceva: "Finché io sarò viva, tu, stellina, continuerai a brillare nel cielo. Stai tranquilla, io non morirò. Io sarò sempre con te".

Venuto a conoscenza di questo aspetto della vita della senatrice, Gianni Peteani (figlio di Ondina Peteani, prima staffetta partigiana e anch’ella sopravvissuta ad Auschwitz) ha pensato di dedicarle un asteroide. "Appena verificato che l’asteroide 75190 era ancora libero da attribuzioni, ho scritto a Grant Stokes, responsabile del progetto Linear (The Lincoln Near-Earth Asteroid Research) per il Massachusetts Institute of Technology, che lo aveva scoperto il 14 novembre 1999 a Socorro, proponendogli la nomina e ricevendo una sua immediata e partecipata adesione", racconta Paolo Molaro, astronomo dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Trieste.

Liliana Segre marito: come si sono conosciuti 

La prima curiosità riguarda il suo rapporto con il marito. Nel 1948 conobbe a Pesaro, mentre era in vacanza al mare, Alfredo Belli Paci, cattolico, avvocato, anch'egli reduce dai campi di concentramento nazisti per essersi rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Lei fu colpita dalla somiglianza fisica e caratteriale di Alfredo, più vecchio di Liliana, con il padre Alberto Segre. Già battezzata con rito cattolico prima delle leggi razziali fasciste, si sposarono nel 1951 ed ebbero i due figli Alberto e Luciano e la figlia Federica. Alfredo Belli Paci, deceduto nel 2007, presidente di Unione Popolare Nazionale - "Costituente per la Libertà", antifascista conservatore, aderì in seguito alla lista del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale, partito neofascista e nazionalista guidato dall'ex funzionario della RSI Giorgio Almirante, candidandosi per la Camera dei Deputati nelle elezioni politiche del 1979 in quanto anticomunista; ciò causò un'incrinatura del matrimonio, che si ricucì quando l'uomo abbandonò la politica su richiesta di Liliana.

Liliana Segre la testimonianza sulla prigionia 

Per molto tempo non ha voluto parlare pubblicamente della sua esperienza nei campi di sterminio. Come per molti bambini dell'Olocausto, il ritorno a casa e a una vita diversa rispetto alla precedente fu tutt'altro che semplice. Anche Liliana Segre ricorda di non aver trovato in quegli anni orecchie disposte ad ascoltarla. Poi nel 1997 è stata fra i testimoni del film-documentario Memoria, presentato al Festival internazionale del cinema di Berlino. Nel 2004 era, con Goti Herskovits Bauer e Giuliana Fiorentino Tedeschi, una delle tre donne ex-deportate intervistate da Daniela Padoan nel volume Come una rana d'inverno. Conversazioni con tre donne sopravvissute ad Auschwitz (Bompiani, Milano). Nel 2005 la sua vicenda veniva ripercorsa con maggiori dettagli in un libro-intervista di Emanuela Zuccalà: Sopravvissuta ad Auschwitz. 

"Era molto difficile per i miei parenti convivere con un animale ferito come ero io: una ragazzina reduce dall'inferno, dalla quale si pretendeva docilità e rassegnazione. Imparai ben presto a tenere per me i miei ricordi tragici e la mia profonda tristezza. Nessuno mi capiva, ero io che dovevo adeguarmi ad un mondo che voleva dimenticare gli eventi dolorosi appena passati, che voleva ricominciare, avido di divertimenti e spensieratezza". 

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