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No Green pass, su Telegram è caccia all'uomo per stanare medici e politici favorevoli

Nel gruppo "Basta Dittatura!" si scambiano informazioni private sui soggetti ritenuti "criminali". Nel mirino anche Di Maio: "Deve Crepare"

31 Agosto 2021

Telegram

Caccia ai pro Green Pass sui gruppi Telegram

I "no green pass", questa volta su Telegram, si stanno organizzando e dalle proteste vorrebbero passare ai fatti. Dopo le aggressioni a medici e giornalisti degli ultimi giorni, come quella avvenuta al dott. Bassetti, ora si tenta di "punire" politici più in alto. Tra questi c'è per esempio il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, colui che fino a qualche tempo fa "ammiccava" ai No-vax (da non confondere con i No-pass) salvo poi fare marcia indietro pur di restare attaccato alla sua poltrona. "Serve il piombo", ha scritto qualcuno, parlando appunto di come trattare l'esponente pentastellato. Tra i contrari all'introduzione del certificato verde c'è chi (una minoranza) si è riunito sulla piattaforma di messaggi crittografati per condividere numeri di telefono e indirizzi dei "criminali" favorevoli al green pass.

No Green pass, su Telegram è caccia all'uomo per stanare medici e politici favorevoli

A quasi un mese esatto dall'introduzione del certificato verde digitale che attesta l'avvenuta vaccinazione contro il Covid, chi è contrario al Green pass continua a fare sentire la propria voce. Non bastavano le manifestazioni in piazza e la minaccia di bloccare le ferrovie di alcuni gruppi di oppositori alla nuova regolamentazione, quella a cui si sta assistendo negli ultimi giorni è una vera e propria "caccia alle streghe". I destinatari? Medici, politici, ma anche giornalisti che supportano apertamente il green pass o la possibilità della vaccinazione obbligatoria.

"Inviate numeri e indirizzi di tutti i criminali". Questo il grido con cui l'inferocita orda di leoni da tastiera contrari al green pass si è espressa su Telegram, l'app di messaggeria crittografata. Un paradosso evidente ai più, il fatto che su una piattaforma che di caratteristico ha la privacy dei dati e delle conversazioni degli utenti, stiano invece venendo condivisi dati sensibili di personaggi ritenuti "criminali" per le loro posizioni in merito al certificato verde. Il gruppo Telegram in questione si chiama "Basta dittatura" e nel giro di poche ore ha raggiunto oltre 42 mila iscritti. Sono mesi che chi si oppone al vaccino contro il Covid e, di rimbalzo, al green pass, manifesta contro la "dittatura sanitaria". Ma adesso chi è scontento per le restrizioni sembra avere portato la questione su un altro livello.

No Green pass, aggressione a medici e giornalisti. La chat: "Vanno schedati"

Tra i personaggi più colpiti, il primario Matteo Bassetti e il virologo Roberto Burioni, da sempre molto attivi sui social media nel dare voce alla loro opinione in materia di vaccino e green pass. Non sono immuni anche i giornalisti, in particolare quelli del Fatto Quotidiano, e politici come Licia Ronzulli. Nella chat, gli utenti si alimentano vicendevolmente e invitano a mandare "video e registrazioni audio per far divertire anche gli altri". Una schedatura sotto gli occhi di pochi, ma accessibile a tutti, quella messa in atto dai "no green pass", che vorrebbe individuare i "responsabili" della dittatura sanitaria. "In meno di 24 ore sono tutti terrorizzati, tutti i canali di manipolazione ne parlano. Bastava mettere i loro numeri e indirizzi, com'è che nessuno ci aveva pensato prima?", legge un commento.

No Green Pass, sulla chat si organizza il blocco fisico dei treni

Altri invece, stanno utilizzando la chat per organizzare il sabotaggio di binari ferroviari come modo per protestare contro le restrizioni alla mobilità in vigore da domani 1 settembre 2021. Ma non finisce qui. Nel mirino dei no-green pass anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil: "Che ne dite di fare una bella visita anche alle sedi di questi sindacati di me...?", si legge in un commento. Sullo stesso gruppo poi, messaggi contrastanti in merito alla protesta nelle 53 stazioni ferroviarie: "Portatevi tranquillamente i vostri bambini al blocco dei treni, come nei 6 sabato di proteste precedenti, sarà tutto pacifico", precisano gli amministratori del gruppo. Ma nello stesso, un utente con ampio seguito commenta: "Al mio segnale scatenate l'inferno". 

Tra chi si organizza per bloccare i treni e chi rintraccia i "criminali" favorevoli al green pass, nessuno all'interno del gruppo sembra avere notato che, mentre chiedono di avere indietro la loro libertà, fisica e di opinione, si sta a tutti gli effetti invadendo quella degli altri.

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