12 Marzo 2026
Famiglia nel bosco, fonte: X: axe_xx_
Il caso della famiglia nel bosco ha messo in luce le criticità sulle procedure con cui i tribunali dispongono l’allontanamento dei minori dalle famiglie. Da questa vicenda nasce la proposta di legge presentata dalla deputata Michela Vittoria Brambilla, che punta a ridurre il rischio di errori nelle decisioni dei giudici e a evitare che i provvedimenti si basino esclusivamente sulle relazioni dei servizi sociali. L’obiettivo è rafforzare le garanzie nelle istruttorie e costruire un collegamento più solido tra famiglia e istituzioni, introducendo nuove figure tecniche a supporto dei magistrati chiamati a decidere su situazioni particolarmente impegnative.
La proposta di legge sugli allontanamenti dei minori è stata illustrata a Montecitorio dalla presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza Brambilla. Il testo nasce anche dalle criticità emerse in diversi cas, tra cui quello della famiglia nel bosco, e punta a rendere più approfondita la fase istruttoria che precede decisioni così rilevanti. “Ridurre la possibilità di errori, evitare che le conclusioni del giudice si fondino esclusivamente sulla relazione dei servizi sociali, creare un ponte tra la famiglia e i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela”, ha spiegato Brambilla illustrando le finalità dell’iniziativa legislativa.
Uno dei punti centrali della proposta riguarda l’introduzione di un collegio tecnico multidisciplinare che affianchi il magistrato sin dall’inizio del procedimento. Questo gruppo di esperti dovrebbe contribuire alla valutazione delle condizioni del nucleo familiare prima di un eventuale allontanamento dei figli. Nel dettaglio il collegio sarebbe composto da un neuropsichiatra infantile, uno psicologo dell’età evolutiva e un pedagogista o educatore socio-pedagogico con almeno cinque anni di esperienza. Nella vicenda di Palmoli lo psicologo Tonino Cantelmi aveva contestato come una dottoressa coinvolta, la psicologa Garrapetta, non avesse maturato i 5 anni necessari per lavorare con i minori.
Le loro valutazioni diventerebbero obbligatorie nell’istruttoria, modificando gli articoli 473 bis e seguenti del Codice di procedura civile. La struttura sarebbe coordinata da una nuova figura professionale, l’esperto delle relazioni familiari fragili, formato specificamente per intervenire nelle situazioni di maggiore vulnerabilità. Questa figura potrebbe presentare istanze per modificare o revocare il provvedimento di allontanamento, oppure chiedere la revisione del progetto educativo stabilito per i minori.
Nel suo intervento la parlamentare ha evidenziato anche alcune contraddizioni presenti nelle relazioni tecniche sul caso Travallion. “Il padre è descritto come un padre modello, con un ottimo rapporto con i bambini che vivono con entusiasmo gli incontri con lui. Allora perché non restituirgli i suoi figli?”, ha osservato. Per Brambilla la priorità ora è evitare ulteriori errori e consentire alla famiglia di ricomporsi. “Chiedo che si metta fine a questa catena di errori e che questa famiglia possa riunirsi al più presto nella propria casa”, ha concluso.
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