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Pfizer, Bassetti smonta la bufala: "Mai fatto parte di advisory board sui vaccini"

L'infettivologo commenta per Il Giornale d'Italia la notizia in cui avrebbe "nascosto" la sua partecipazione come consulente per Pfizer nel 2018

25 Agosto 2021

Pfizer Bassetti smonta la bufala: "Mai fatto parte di advisory board sui vaccini"

Matteo Bassetti (fonte Facebook)

Matteo Bassetti smonta la bufala di aver "nascosto" i suoi legami con Pfizer dal curriculum vitae. Il Giornale d'Italia ha intervistato il direttore della clinica di Infettivologia presso l'ospedale policlinico "San Martino" di Genova, con l'obbiettivo di fare luce sulla notizia bomba pubblicata sulle pagine del quotidiano romano Il Tempo. In data 25 agosto il giornale ha pubblicato due immagini del curriculum del virologo. Il primo, afferma la testata, risale al 10 marzo 2018, quando ancora Matteo Bassetti non era salito alla ribalta dell'opinione pubblica. Il secondo, da cui sparirebbe un intero paragrafo, sarebbe invece datato a luglio 2021

Il pezzo mancante, come denuncia il giornale, riporta la partecipazione di Bassetti in qualità di "membro del Global advisory board delle seguenti industrie farmaceutiche", e a seguire un elenco di note aziende del settore. In cima alla lista, la casa farmaceutica del vaccino contr il Covid19 più diffuso a oggi in Italia, niente di meno che l'americana Pfizer.

Pfizer, Bassetti smonta la bufala: "Mai fatto parte di advisory board sui vaccini"

Interrogato da il Giornale d'Italia, Matteo Bassetti ha voluto mettere in chiaro che la notizia in sé non è errata. Racconta infatti: "In qualità di ricercatore accade spesso di fare consulenza anche per aziende farmaceutiche, un elemento che viene sempre evidenziato soprattutto in quelle situazioni dove potrebbe sorgere un conflitto d'interesse, per esempio in caso di coinvolgimento in ruoli pubblici, congressi, ruoli ministeriali." Ma, precisa: "Non è obbligatorio farlo presente sul proprio curriculum vitae".

E sulla cancellazione dell'elenco delle case farmaceutiche, tra cui l'incriminata Pfizer, ammette: "Ho semplicemente cancellato quella parte, e non ho problemi ad affermarlo. Non è necessaria, soprattutto alla luce del fatto che da oltre due anni non sono stato parte praticamente di nessuna di queste borad di consulenti per le case farmaceutiche". E aggiunge: "Non ho nulla da nascondere. I progetti a cui ho partecipato sono rintracciabili su internet. La ricerca scientifica è estremamente trasparente. Si può anche ottenere l'elenco delle retribuzioni per ogni incarico che ho ricoperto".

Matteo Bassetti e il curriculum modificato: "Polemica meschina e sterile"

Bassetti tira un sospiro, prende fiato, e inizia a elaborare sull'accusa de il Tempo: "Dire che sono favorevole ai vaccini perché ho collaborato con una delle case farmaceutiche oggi coinvolte nella campagna vaccinale contro il Covid19 basandosi su questo elemento del mio curriculum è un'azione meschina e sterile".

Anzi, aggiunge: "Vorrei fare presente, se proprio deve essere aperta una polemica su questa vicenda, che io non ho mai partecipato né ora, né in passato a consulenze che coinvolgessero i vaccini, qualsiasi vaccino. Tutto il mio lavoro in questo campo si è sempre sviluppato nel settore della ricerca sugli antibiotici. Che è come dire che all'interno della Fiat un reparto produce camion, e l'altro finestrini per automobili".

"Voglio che sia chiaro, ripete l'infettivologo, io non ho mai percepito un euro per ricerche, consulenze o chicchessia che abbia a che vedere con i vaccini anti Covid19 della Pfizer, o di qualsiasi vaccino in generale. E non ho problemi a doverlo dimostrare pubblicamente." E sottolinea: "Se proprio dovessi essere attaccato, avrebbero dovuto puntare su AstraZeneca, dato che sono stato uno dei pochi a esporsi a favore di questo vaccino, nonostante le polemiche."

Infine, Bassetti ritorna sulle sue posizioni a favore della scienza: "Quello che mi dispiace di più di tutto questo è che come sempre si cerca di scaricare qualsiasi errore sulla scienza. Scienza e medicina non sono mai state così lontane dalla vita pubblica, e questo lo dobbiamo soprattutto ai politici che stanno basando le loro decisioni su notizie fuorvianti, e a pagare siamo soprattutto noi cittadini."

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