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Green pass lavoratori ristorazione, come funziona

A poche ore dall'entrata in vigore della certificazione verde sono ancora tante le incognite, prima tra tutte quella su chi lavora nei ristoranti e bar al chiuso

04 Agosto 2021

Green pass lavoratori ristorazione, come funziona

Bar Milano (fonte foto LaPresse)

Se il Green pass entra in vigore a partire dal 6 agosto nei locali chiusi, cosa accade per i lavoratori del mondo della ristorazione? È questo il quesito più scomodo di questi ultimi giorni, a poche ore dallo scattare del primo giorno di restrizioni. In bar e ristoranti, a meno che non siano dehors all'aperto, la certificazione verde dovrà dimostrare che il cliente è vaccinato (anche solo con la prima dose), oppure guarito di recente dal Covid19 (quindi da considerarsi immune per i successivi 6 mesi).

A logica, dunque, anche chi opera all'interno di questi contesti dovrebbe rispettare la stessa regola. Ma potrebbe essere ben più complesso di così, soprattutto in un ambiente dove il personale è lontano dallo svolgere il ruolo di sanitario o docente - due delle categorie su cui pende il rischio vaccino obbligatorio.

Green pass lavoratori ristorazione, da quando entra in vigore

Il problema, in realtà, è che il Governo a questa contraddizione ancora non ha dato una risposta. Stando a quanto trapela da fonti vicine a Palazzo Chigi, però, l'obbligo di Green pass per i lavoratori della ristorazione potrebbe essere presto realtà. Dal personale di cucina ai camerieri, dai baristi ai sommelier: tutti potrebbero a breve essere vincolati alla certificazione verde. La conseguenza logica di questa misura sarebbe quindi l'obbligo vaccinale per tutti, o il tampone negativo ogni due giorni, a meno che non siano guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi. Una proposta che certo potrebbe creare non pochi problemi.

Al momento non esiste alcun obbligo di questo tipo, ma il decreto potrebbe arrivare già nel mese di agosto. In particolare è il ministro della Salute Roberto Speranza a premere per una soluzione di questo genere. Il timore di una quarta ondata di casi di Covid19 nelle prossime settimane, dato l’aumento dei contagi cui stiamo assistendo, è infattiin cima alla lista delle priorità del Governo.

Nei prossimi giorni dunque chi lavora all’interno di locali adibiti alla ristorazione non solo dovrà controllare che i propri clienti siano muniti di Green pass, come richiesto dal nuovo dpcm, ma potrebbe presto dover sottostare allo stesso criterio. Con il rischio di perdere il lavoro, se i tempi della vaccinazione non sono vicini, e in ogni caso permettono di accedere alla certificazione verde solo dopo 15 giorni dalla prima dose. Una coincidenza drammatica, in un momento in cui si registra il boom di ingressi nei locali.

Certificato verde per i lavoratori: tante polemiche, poche soluzioni

L’ipotesi di imporre il Green pass ai lavoratori è uno dei tanti punti che non tornano nel nuovo dpcm, tra aziende che lo hanno già imposto (come nel caso di Sterilgarda) ed altre che iniziano a strizzare l'occhio a questo nuovo strumento. Il fatto di introdurre l'obbligo nella ristorazione, come per molte altre categorie, fa ovviamente discutere e divide il dibattito politico. Per il premier Mario Draghi non bisogna superare un certo limite, laddove potrebbe sopraggiungere un'ondata di licenziamenti in tutti i settori dell'economia.

Al riguardo si era espresso anche il direttore generale di Fipe-Confcommercio, Roberto Calugi, che ha dichiarato che il tema è delicato, e che misure del genere, utili per sconfiggere la pandemia, devono essere discusse. 

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