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Torre Annunziata: raid contro lo spaccio, 7 arresti

Segnalati 500 episodi in due mesi, preoccupa l'aumento delle tossicodipendenze a causa della pandemia 

19 Luglio 2021

Torre Annunziata: raid contro lo spaccio, 7 arresti

Giro di vite intorno allo spaccio nella zona di Torre Annunziata, in Campania. In un raid contro lo spaccio, che ha portato a 7 arresti tra persone del posto, i Carabinieri hanno scoperto un traffico di stupefacenti dal valore di migliaia e migliaia di euro.

Torre Annunziata: raid contro lo spaccio, 7 arresti

L'operazione anti-droga ha avuto inizio all'alba del 19 luglio e ha coperto una vasta serie di obbiettivi localizzati nell'area di Torre Annunziata. Sette le misure di custodia cautelare notificate dai militari del Comando provinciale di Napoli nei confronti di altrettante persone, su cui ora pendono diversi capi d'accusa legati allo spaccio di sostanze illecite ed evasione.

Le misure sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari di Torre Annunziata su richiesta della Procura nei confronti di sette indagati che detenevano grandi quantità destinate allo spaccio. Tra le droghe identificate: cocaina, crack e marijuana. Le indagini sono state portate avanti da parte dei Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata. Le ricerche hanno fatto luce su oltre 500 episodi sospetti avvenuti in meno di due mesi nella città campana e in altri comuni dell’area vesuviana. Poche ore prima era stato segnalato un altro arresto per detenzione di droga, sempre nello stesso comune, a opera di un uomo che aveva nascosto il proprio 'bottino' sotto il tetto di un teatro.

Torre Annunziata, raid contro lo spaccio: le tendenze del 2020

La pandemia ha messo un freno allo spaccio di droga in Italia, secondo gli ultimi dati della Direzione centrale dei servizi antidroga (Dcsa). Nel loro report annuale si legge infatti che "Le misure di contenimento del contagio adottate a livello mondiale, avendo comportato restrizioni generali alla mobilità delle persone e un rallentamento delle dinamiche dei traffici commerciali internazionali, hanno inciso anche sull’andamento del narcotraffico che, da sempre, sfrutta le opportunità offerte dalla movimentazione transazionale delle merci per spostare ingenti partite di droga." Ma si avverte ora un'inversione di tendenza, data la "notevole capacità delle organizzazioni criminali di adattarsi al mutato contesto socio-economico, hanno rilanciato velocemente i traffici illeciti dopo un iniziale rallentamento".

Anzi, avverte la Dcsa: con l'avvento della pandemia sono cresciuti i consumi pro capite di droga, con conseguente aumento dell'allarme tossicodipendenza tra gli italiani. L'ente segnala infatti, nel suo rapporto al Parlamento, che "risulta quindi evidente come i cambiamenti già in atto da qualche anno, con la pandemia da Covid19, abbiano subito un’accelerazione imponente e generalizzata, che ha segnato in modo irreversibile l’esigenza di un’ampia riflessione su fenomeni molto più fluidi, sfaccettati e polimorfi di un tempo." Tra i fenomeni citati: "È sufficiente pensare alla propensione sempre più accentuata, specialmente nelle nuove generazioni, verso consumi non legati a una sola sostanza, o alla compresenza in molti casi di dipendenze da sostanze insieme a quelle comportamentali." E infine: "Colpiscono i casi in cui l’uso problematico non nasce in presenza di condizioni di emarginazione o
fragilità sociale oppure, all’opposto, i casi in cui la progressione a volte drammatica delle condizioni di fragilità individuale e familiare è dovuta quasi esclusivamente a dipendenze comportamentali."
 

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