Domenica, 25 Luglio 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Funivia Mottarone, altri 11 indagati: anche due società coinvolte. L'inchiesta si allarga

Sotto accusa anche Ferrovie del Mottarone e Leitner, titolare della manutenzione

02 Luglio 2021

Funivia Mottarone ultime notizie: accertamenti su fune e freni al via

Funivia Mottarone (fonte foto LaPresse)

Ultime notizie sulle indagini che cercano di fare chiarezza sulle dinamiche che hanno portato all'incidente sulla funivia del Mottarone che lo scorso 23 maggio ha causato quattordici vittime. Sono infatti quattordici gli indagati elencati nella richiesta di incidente probatorio, tra cui due società, Ferrovie del Mottarone e la Leitner, che si occupava della manutenzione dell'impianto. 

Funivia Mottarone, altri 11 indagati: anche due società coinvolte. L'inchiesta si allarga

Sono undici gli indagati che si aggiungono ai tre fermati e poi scarcerati nei giorni successivi all'incidente, ovvero il gestore della funivia, Luigi Nerini, il direttore d'esercizio Enrico Perocchio, e il capo servizio Gabriele Tadini, l'unico ai domiciliari. Tra questi figurano Anton Seeber, presidente del Consiglio d'amministrazione della Leitner, Martin Leitner, consigliere delegato della stessa azienda.  

Funivia Mottarone, 11 nuovi indagati: ecco chi sono

E ancora Peter Rabanser, dirigente responsabile del Customer Service della Leitner, delegato per l'ambiente e la sicurezza relativa agli impianti a fune. Tra i nuovi indagati anche Rino Fanetti, dipendente Leitner, che ha eseguito la testa fusa della fune traente superiore della cabina 3 precipitata lo scorso 23 maggio.

Tra gli indagati anche Alessandro Rossi della Sateco srl, "che ha effettuato in prima persone le prove magneto-induttive a novembre 2019", e Davide Moschitti, che per conto della stessa azienda ha operato il controllo nel novembre 2020.
Indagato anche Federico Samonini, legale rappresentante della Scf Monterosa srl, "che ha fatto interventi di manutenzione e controllo visivo delle teste fuse" e le ha sostituite a scadenza", ad eccezione della testa fusa della cabina n.3 precipitata, la cui sostituzione era prevista per novembre 2021.

C'è anche Rino Fanetti, "dipendente Leitner" che "in data 22 novembre 2016 ha eseguito la testa fusa della fune traente superiore della cabina 3" tra i nuovi indagati. Tra gli altri indagati ci sono Fabrizio Pezzolo, rappresentante legale della Rvs Srl, che si occupava della "manutenzione delle centraline idrauliche" e il suo dipendente Davide Marchetto, "responsabile tecnico degli impianti a fune". 

Funivia Mottarone, la gip "garantista" scarcera i tre indagati e viene mandata via

Cambia tutto a Verbania: la Gip che aveva scarcerato i tre indagati della strage della funivia al Mottarone è stata esonerata e non si occuperà più del caso. La notizia è stata riportata dal sito di Nicola Porro, che ha rivelato in esclusiva la decisione del presidente del Tribunale di Verbania nei confronti di Danatella Banci. Nella tragedia avevano perso la vita 14 persone.

Funivia Mottarone, la gip "garantista" scarcera i tre indagati e viene mandata via

La faccenda può apparire di secondo piano. Tuttavia, come sottolinea Il Giornale, avrebbe una rilevanza pubblica non di poco conto. Per quanto, infatti, la Gip avesse preso una decisione corretta dal punto di vista giuridico, ha fatto scalpore ed è stata ritenuta "scomoda". 

Il pm aveva arrestato tre persone e li aveva fatti rinchiudere in galera. Uno aveva per altro confessato di aver manomesso i freni della cabina. Si chiama carcerazione preventiva. Tuttavia, questa, in Italia, è prevista solo per gravi motivi e nel caso in cui vi sia il rischio che i presunti colpevoli possano fuggire, reiterare il reato o inquinare le prove. Per Donatella Banci i tre indagati, Luigi Nerini, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, non meritavano di stare dietro le sbarre, almeno fino a una condanna. La Gip infatti si è letta le carte e ha ritenuto che l'arresto fosse stato eseguito "al di fuori dei casi previsti dalla legge". A carico di Perrocchio e Nerini vi era una "totale mancanza di indizi". Le accuse, sosteneva il Gip, si basavano su prove "mere, anche suggestive supposizioni". Non vi era per questo "alcun elemento" per immaginare un pericolo di allontanamento.

"Quante volte avete sentito che a un giudice si toglie un fascicolo specifico e per di più così importante?". Questa la domanda che si è posto Nicola Porro sul suo sito. E che giudice, la signora è anche presidente della sezione penale del medesimo tribunale. E senza mai un’ombra sul suo operato". Ora - rivela il sito di Porro - il fascicolo verrà affidato a un giudice "che la stessa Banci dal primo febbraio aveva esonerato per i suoi ritardi, ritenuti cronici, nella redazione delle sentenze".

Funivia Stresa Mottarone, il giorno prima era stato rilevato un guasto di mezz'ora

Stando a quanto emerso subito dopo la tragedia, a meno di 24 ore prima del disastro, la funivia si sarebbe bloccata per mezz’ora e sarebbero intervenuti i tecnici. A riferirlo è stato un testimone oculare. Non si sa ancora tuttavia se esiste o meno una correlazione tra i due episodi.

Inoltre, nella giornata di lunedì 24 maggio, a Stresa si è diffusa la voce che a bloccare il funzionamento dei freni possa essere stata una dimenticanza. Un attrezzo usato per le prove a vuoto della funivia, che impedisce alle ganasce di scattare. Il suo nome è appunto "forchetta" o "forchettone". Tale strumento viene spesso inserito nei test a vuoto in modo che non scatti il freno senza nessuno dentro che lo possa ripristinare. Ebbene, potrebbe esser stato lasciato sulla funivia, causando il tutto. Per il momento, però, il suddetto "forchettone" non è ancora stato rinvenuto sul carrello della funivia.

Funivia precipitata sul Mottarone: al via le indagini

Oltre alla rottura del cavo, l'inchiesta della Procura di Verbania dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina precipitata dalla funivia dello Stresa-Mottarone. "Sono tutte supposizioni, ma credo ci sia stato un doppio problema” ha detto il responsabile provinciale del Soccorso alpino, Matteo Gasparini, “la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza”.

“Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato". La mancata attivazione del freno, ha spiega, "ha fatto sì che la cabina, dopo la rottura del cavo, abbia preso velocità, iniziando a scendere, finendo così catapultata fuori dai cavi di sostegno". 

Chi è Luigi (Gigi) Nerini, il gestore della della funivia Stresa Mottarone

56 anni, imprenditore locale, di Baveno, paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, ecco chi è Luigi (Gigi) Nerini, gestore della società che ha in gestione la Funivia del Mottarone. La società si chiama Ferrovie del Mottarone ed è al 100% di proprietà appunto di Luigi, chiamato Gigi da amici e conoscenti Nerini.

Come ha riportato il Corriere della Sera, i bilanci degli ultimi anni hanno segnato risultati molto soddisfacenti con fatturati stabili intorno a 1,7-1,8 milioni (l'ultimo noto è quello del 2019) e utili in crescita da 200mila fino a 440mila euro. I debiti sono complessivamente pari a 2,6 milioni. Almeno fino a ieri, domenica 23 dicembre, giorno della tragedia, le cifre, anche i debiti, risultavano del tutto compatibili con un’azienda che realizza un utile pari a oltre il 20% del fatturato.

Nerini prende un compenso di 96 mila euro dalla sua società e ha in concessione la funivia dal Comune di Stresa fino al 2028, riporta sempre il Corriere della Sera. Il Comune, che eroga un contributo annuo intorno ai 130mila euro, ha incamerato due fideiussioni dall'imprenditore per poco più di 100mila euro. Il numero dei dipendenti, come spesso accade per le aziende che vivono di turismo, cambia di mese in mese. Si va da un massimo di 18 tra maggio e agosto al minimo di 8 a novembre. I turisti pagano 20 euro il biglietto di andata e ritorno. 



 

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x