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Strage di Ustica anniversario, Mattarella: "Impegno per la ricostruzione dei fatti"

A 41 anni dall'inspiegabile esplosione del DC9 Itavia sopra il cielo di Ustica il ricordo del presidente della Repubblica. La verità secondo le ultime indagini

27 Giugno 2021

Strage di Ustica anniversario, Mattarella: "Impegno per la ricostruzione dei fatti"

Ricorre oggi 27 giugno il 41esimo anniversario della strage di Ustica. L'esplosione del DC9 Itavia di quel giugno 1980 è, come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, "impressa nella coscienza degli italiani come una tragedia straziante". Sempre il Presidente continua: "Ha strappato alla vita 81 persone indifese e ha lasciato la Repubblica senza una verità univoca capace di ricomporre appieno il quadro delle circostanze e dei responsabili. Il tempo non sanerà mai questa ferita."

Mattarella ha poi sottolineato il "senso di riconoscenza per l'impegno civile che i familiari sono stati capaci di esprimere, promuovendo la ricerca della verità anche di fronte a condotte opache e ostruzionistiche, incoraggiando gli uomini dello Stato che sono stati capaci di compiere passi importanti. La Repubblica sente come dovere inderogabile la permanente espressione della solidarietà e l'impegno per una più completa ricostruzione dei fatti". Ora più che mai si chiede verità, e le ultimi indagini fanno luce sulle dinamiche che, minuto per minuto, hanno determinato l'esplosione dell'aereo.

Strage di Ustica anniversario, Fico: "Far emergere tutti i tasselli"

"Abbiamo più che mai il dovere di ribadire l'impegno permanente e incondizionato volto ad accertare cause e responsabilità della strage di Ustica", ha invece dichiarato il presidente della Camera, Roberto Fico. "Alcuni tasselli sono oramai acquisiti, e contribuiscono alla definizione di una verità giudiziaria e storica. Ciascuna istituzione deve ora adoperarsi perché gli altri tasselli emergano e siano posti nel giusto ordine", ha aggiunto.

A seguire, il commento della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. "Ustica è un nome che ogni anno rievoca dolore e indignazione in tutto il Paese. Ma dopo 41 anni le uniche parole che contano sono verità, conoscenza e trasparenza. Per questo, da inizio legislatura, mi sono impegnata a rendere accessibili gli atti delle commissioni parlamentari d'inchiesta del Senato. E fino a oggi sono 134mila le pagine desecretate. Un traguardo importante al quale possiamo e dobbiamo dare un seguito. L'obiettivo è conoscere tutta la verità e, finché non sarà raggiunto, il mio impegno non verrà mai meno, per onorare la memoria delle 81 vittime innocenti e il debito morale che l'Italia ha nei confronti dei loro familiari".

Strage di Ustica anniversario, le cause secondo la Procura di Roma

La Procura di Roma ha ricostruito in questi anni il volo del DC9 minuto per minuto. Dal decollo da Bologna con rotta verso Palermo, fino a pochi istanti prima dell’esplosione nel cielo sulle isole di Ponza e Ustica, le indagini hanno cercato di fare luce su quanto accaduto.

Il risultato dell’incrocio dei tracciati radar disponibili (quelli che non distrutti o manipolati) ha permesso di confermare che sull’Appennino toscano l’aereo di linea venne agganciato da uno o due velivoli militari non identificati e presumibilmente libici, che ne sfruttarono la scia per nascondersi. Rimane ancora in piedi l’ipotesi che la loro presenza sia stata volutamente "cancellata" per evitare che il dato entrasse nel sistema alleato di difesa aerea Nadge.

Sia l'aereo che i presunti intrusi sarebbero stati inoltre incrociati da un F104 biposto pilotato dai capitani istruttori Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Entrambi i possibili testimoni sono morti nel tragico incidente delle Frecce Tricolori a Ramstein in Germania, poco prima di essere interrogati sulla strage di Ustica dal giudice istruttore Rosario Priore. Secondo quanto riportato, i due piloti avrebbero segnalato l'allarme secondo le procedure Nato.

Anche dei velivoli Usa erano presenti nello spazio aereo con manovre che la Procura ha definito "sospette". Sono rimaste tracce radar di caccia americani diretti verso l'area della strage. Questo ha fatto emergere l'ipotesi che il DC9 si trovasse al centro di uno scontro tra caccia Nato e caccia presumibilmente libici (un Mig23 con la carlinga perforata da colpi di cannoncino precipitò sulla Sila dopo essere stato avvistato da diversi testimoni, mentre veniva inseguito da due caccia nel cielo della Calabria) e venne per errore colpito da un missile o collassò dopo una collisione con uno dei velivoli militari.

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