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Droga dello stupro, farmacie di Venezia distribuiscono 2500 braccialetti monouso per testare i drink per Ghb e ketamina

In cento farmacie veneziane distribuiti 2500 braccialetti che rilevano Ghb e ketamina nei drink. L’iniziativa di Federfarma punta a prevenire il fenomeno del drink spiking

09 Marzo 2026

Braccialetto droga dello stupro

Braccialetto droga dello stupro, fonte: Facebook, @metropolitano.it

Le farmacie della Città Metropolitana di Venezia, in vista dell'8 marzo, hanno deciso di distribuire 2500 braccialetti monouso alle giovani donne, strumenti in grado di testare i drink per rilevare Ghb e ketamina, le cosiddette droghe dello stupro.

Droga dello stupro, farmacie di Venezia distribuiscono 2500 braccialetti monouso per testare i drink per Ghb e ketamina

Un piccolo braccialetto che può fare la differenza tra una serata tranquilla e un possibile rischio. A Venezia è partita la distribuzione gratuita di dispositivi in grado di rilevare la presenza di sostanze stupefacenti nelle bevande, spesso utilizzate nei casi di “drink spiking”, la contaminazione dei drink con droghe sedative per facilitare abusi o aggressioni.

L’iniziativa, promossa da Federfarma Veneto in vista dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna, coinvolge circa cento farmacie della Città Metropolitana di Venezia. In totale sono stati messi a disposizione 2500 braccialetti monouso destinati alle giovani donne, anche minorenni, che ne faranno richiesta.

Il funzionamento è semplice e discreto: basta versare una goccia della bevanda sul piccolo dispositivo. Il reagente chimico presente sul braccialetto cambia colore in pochi minuti e segnala l’eventuale presenza di sostanze come Ghb o ketamina, tra le più diffuse cosiddette “droghe dello stupro”. Se il braccialetto diventa blu significa che il drink potrebbe essere stato alterato, mentre il colore giallo indica l’assenza delle sostanze testate.

"L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e prevenire il fenomeno del drink spiking", ha spiegato Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, durante la presentazione del progetto a Palazzo Ferro Fini. Il primo lotto dei braccialetti è stato fornito gratuitamente da un’azienda e, se l’iniziativa dovesse proseguire, i dispositivi potrebbero essere venduti in farmacia a circa quattro euro, con parte del ricavato destinato ai centri antiviolenza.

Secondo Giampietro Frison, direttore della Tossicologia clinica e forense dell’Ulss 3 Serenissima, il test rappresenta soprattutto un primo campanello d’allarme. "Per avere la certezza della presenza di una sostanza è sempre necessario un esame di laboratorio – ha spiegato – ma il dispositivo può aiutare a individuare subito una situazione sospetta".

La consigliera regionale Laura Besio ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: "La libertà delle donne è un principio non negoziabile. Nessuna deve sentirsi vulnerabile durante un momento di svago".

Il fenomeno del drink spiking resta difficile da quantificare in Italia. Le sostanze utilizzate sono spesso inodori e insapori e vengono metabolizzate rapidamente dall’organismo, rendendo complicata la rilevazione e la denuncia.

Per questo, oltre ai dispositivi di prevenzione, gli esperti raccomandano alcune regole di sicurezza: non lasciare mai incustodita la propria bevanda, evitare l’abuso di alcol e prestare attenzione all’ambiente circostante.

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