26 Dicembre 2025
Il Pranzo di Natale al Don Gnocchi è uno di quei momenti che raccontano la Milano più autentica: quella che non dimentica, che accoglie, che trasforma il giorno più simbolico dell’anno in un gesto di cura. Anche quest’anno, all’Istituto Palazzolo – Fondazione Don Gnocchi, la città si è stretta attorno ai suoi anziani soli, offrendo loro un pranzo caldo, compagnia e un’atmosfera che profuma di casa.
La sala dell’istituto, addobbata con semplicità e calore, si è riempita presto di voci, sorrisi e attese. A rendere possibile l’iniziativa sono stati i promotori storici: Andrea Mascaretti, Milena Polidoro, Carmen Giambelli, Mario e Daniela Javarone da anni parte attiva del comitato organizzativo. Il menù, preparato con cura dalla cucina dell’istituto, ha portato in tavola i sapori più familiari delle feste: piatti caldi, dolci tradizionali, piccoli gesti che per molti rappresentano l’unico vero pranzo natalizio dell’anno. L’atmosfera è stata resa ancora più speciale dalla voce di Annalisa Cantando, che ha accompagnato il pranzo con melodie natalizie capaci di accendere ricordi ed emozioni.
Una tradizione lunga 22 anni: la storia di “Natale Insieme”
Il Pranzo di Natale al Don Gnocchi si inserisce nel più ampio impegno dell’Associazione Natale Insieme, che nel 2025 compie 22 anni di attività. Nata nel 2003 con l’obiettivo di offrire un Natale “in famiglia” a chi la famiglia non ce l’ha più, l’associazione ha realizzato in questi anni oltre 3.900 posti a tavola per gli anziani soli, grazie al contributo di circa 1.400 volontari.
Il lavoro dei volontari non si limita al servizio del pranzo: comprende la preparazione dei regali, l’organizzazione delle attività ludiche, il trasporto degli ospiti, l’allestimento della sala e perfino la consegna a domicilio dei pasti e dei doni per gli anziani non autosufficienti. Un impegno corale che Mascaretti riassume così: «Ogni Natale riceviamo in cambio la cosa più preziosa: la felicità di chi si sente meno solo».
Tra i protagonisti di questa lunga storia di solidarietà ci sono Carlo Monti, presidente dell’associazione e tra i primi mecenati insieme all’On. Andrea Mascaretti, e un gruppo di volontari che ogni anno rende possibile l’iniziativa: Carmen, Wanda, Carlo, Milena, Giulia, Andrea e Ottavia. A loro si affiancano le aziende partner che, con donazioni e generi alimentari, contribuiscono alla preparazione delle borse di “Natale Insieme”, confezionate dalle volontarie nel mese di dicembre.
Il ruolo della Fondazione Don Gnocchi
Anche quest’anno la Fondazione Don Gnocchi ha messo a disposizione i locali dell’Istituto Palazzolo per accogliere oltre 60 ospiti, offrendo loro un luogo sicuro e familiare in cui trascorrere il giorno di Natale. Un gesto che conferma la missione dell’istituto: prendersi cura delle persone fragili non solo dal punto di vista sanitario, ma anche umano e relazionale.
Il Pranzo di Natale al Don Gnocchi è così diventato molto più di un appuntamento annuale: è un simbolo della Milano che ascolta, che si fa prossima, che sceglie di trasformare una giornata potenzialmente difficile in un momento di comunità e di calore. Un Natale diverso, che unisce volontari, associazioni, istituzioni e cittadini in un’unica grande famiglia.
Verso la Befana per i clochard: la solidarietà continua
Pranzo di Natale 2025 al Don Gnocchi 02La solidarietà non finisce il 25 dicembre. Come ogni anno, si è già al lavoro per la tradizionale Befana per i clochard che si terrà all’Hotel Principe di Savoia, resa possibile anche grazie alla generosità del direttore Ezio Indiani. Un evento che trasforma uno degli hotel più prestigiosi di Milano in un luogo di accoglienza per chi non ha una casa: un gesto che racconta una città capace di aprire le sue porte più eleganti a chi vive ai margini.
L’intero percorso solidale – dal pranzo con gli anziani alla benedizione in stazione, fino alla preparazione della Befana per i clochard – racconta una Milano che non si limita a celebrare il Natale, ma lo vive nel suo significato più autentico:
stare accanto a chi ha più bisogno, trasformare la festa in un abbraccio collettivo, ricordare che nessuno deve sentirsi solo.
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