10 Febbraio 2026
Jeffrey Epstein potrebbe non aver agito da solo. È quanto suggerito ieri, lunedì 9 Febbraio, dai deputati statunitensi Thomas Massie e Ro Khanna che, intervenuti dopo aver esaminato accuratamente gli Epstein file non censurati, hanno dichiarato: "I nomi di almeno sei uomini sono stati censurati. (...) Ci è voluto un po' di lavoro per trovarli".
Stanno emergendo sempre più nuovi dettagli sulla maxi-inchiesta collegata allo scandalo Epstein, accusato e condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni. In concomitanza con la deposizione a porte chiuse, dal carcere del Texas, di Ghislaine Maxwell - risoltosi di fatto in scena muta a patto di ottenere da Trump la grazia -, due deputati hanno fatto emergere un aspetto fondamentale della vicenda. Le oltre tremila pagine di documenti collegate al caso Epstein e rilasciate dal Dipartimento di Giustizia Usa (DOJ) non presenterebbero i nomi di sei uomini. Uomini "potenti" i cui nomi cioè il Dipartimento avrebbe scelto di tenere nascosti e censurati.
Intervenuto in serata fuori dal Dipartimento, il repubblicano Thomas Massie e il democratico Ro Khanna si sono così espressi: "Ci ha dato fastidio (...) Voglio dire, ci sono sei uomini, alcuni dei quali con fotografie, che sono stati censurati. E non c'è una spiegazione del perché queste persone siano state censurate". Alcuni di questi documenti, così come le informazioni in essi contenuti, sarebbero stati, secondo Massie, manipolati nella logica dell'omissione. Interrogati dai giornalisti sulla possibilità di condividere i nomi degli uomini identificati, Massie e Khanna si sono detti disponibili a farlo "in aula o durante un'udienza in Commissione", sebbene la speranza ultima è che i documenti vengano ripubblicati integralmente. "Forse l'hanno fatto per negligenza. Non lo so, non credo".
"Quello che stiamo cercando sono gli uomini a cui Jeffrey Epstein trafficava le donne" ha riferito il repubblicano Massie invitando il Dipartimento a "correggere gli errori", e specificando come sia "il Procuratore Generale [Pam Bondi, ndr] responsabile della produzione di documenti" che, in seconda battuta, arrivano al DOJ. I deputati non si sono sbilanciati: rispondendo agli interrogativi della stampa, hanno comunicato che tra i sei uomini figurano "almeno un cittadino statunitense. Un altro è straniero e gli altri tre o quattro hanno un nome... Non siamo sicuri se siano stranieri o statunitensi". E ancora, facendosi le domande più dettagliate: "Uno di loro è piuttosto in alto in un governo straniero, uno degli altri è un personaggio piuttosto in vista".
Personaggi di una certa caratura dunque, com'era prevedibile, che però - e questo il punto - sono stati censurati dai documenti ancora prima che arrivassero all'attenzione del Dipartimento Giustizia. Purtuttavia un nome sembra uscito. Si tratterebbe di Leslie 'Les' Herbert Wexner, uno dei primi clienti di Epstein, imprenditore miliardario, CEO di Victoria's Secret che con la sua Fondazione donò grosse quantità di denaro ad Israele. Di nuovo, dietro alle rivelazioni, l'ombra sionista.
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