16 Marzo 2026
A Palermo c’è un progetto che sfugge alle categorie del sistema moda, si chiama 99Tits e dietro a questo universo visivo c’è Giulia Galioto, videoartista e scenografa, che negli ultimi anni ha costruito un immaginario diretto, ironico e volutamente irriverente. È un linguaggio, il suo, in cui il seno ripetuto, disegnato e moltiplicato, perde ogni carica erotica per diventare semplicemente segno grafico, presenza, ritmo visivo. 99Tits non nasce come brand né segue il percorso classico di una label indipendente: all’inizio è solo pittura, i disegni circolano tra amici, poi tra conoscenti, poi qualcuno chiede di indossarli. Il passaggio al tessuto avviene quasi per naturale conseguenza, la superficie della tela si sposta sulla stoffa, ma senza trasformarsi in produzione seriale, alcuni capi infatti vengono realizzati a mano dopo un percorso di formazione tessile che affianca alla ricerca artistica una competenza tecnica sempre più consapevole. Magliette, gonne, crop-top e costumi da bagno diventano così supporti mobili per questo immaginario, e ogni pezzo viene pensato più come oggetto che come prodotto.
Il seno è concepito come segno, non come manifesto: il cuore del progetto resta il corpo femminile, ma trattato con un approccio che sfugge sia alla censura sia alla retorica militante: le creazioni di Galioto non sono slogan politici né provocazione programmatica, piuttosto elementi di grafica essenziale, quasi infantili nella loro immediatezza.
Dal 2022 i lavori di 99Tits hanno iniziato a circolare negli spazi più informali di Palermo come mercati, feste, serate e pop-up temporanei: lì che il progetto trova il suo pubblico, soprattutto tra i più giovani, senza showroom o passerelle; il contatto coi fruitori è diretto e immediato, spesso casuale.
Galioto dunque rivendica un metodo indipendente, basato sulla costruzione di relazioni umane e su una produzione ben lontana dalle logiche seriali: è un approccio che affonda in una sorta di dimensione familiare, trasformando il lavoro artigianale in pratica quotidiana.
La formazione di Giulia Galioto è quella della scenografia, studiata all’Accademia di Belle Arti di Palermo, ed è il campo d’azione che oggi rappresenta il suo lavoro.
Il progetto 99Tits continua a muoversi senza definizioni rigide, seguendo percorsi imprevedibili, ed è proprio questa libertà — più che il disegno dei seni che lo ha reso riconoscibile — la sua cifra più autentica.
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