09 Ottobre 2021
Un convegno voluto da Banca Generali Private, che oltre a promuovere iniziative culturali, ha messo a punto un sistema di servizi dedicati a costituire e a valorizzare l’arte nelle collezioni private, con l’aiuto di massimi esperti nel campo della gestione e della protezione di questo tipo di beni.
Giuseppe Iannaccone avvocato e collezionista, racconta: ”Normalmente non si usa domandare cosa farai alla tua morte? I collezionisti sono la sola categoria di persone a cui non ci si pone problemi nel parlare del trapasso e del destino dei propri beni. Purtroppo questa è la domanda sostanziale che anche ogni collezionista a sua volta si pone, perché l’ambizione che ci accomuna è che l’operato di una vita trovi l’ambito riconoscimento possibilmente in un luogo permanente godibile dal maggior numero di persone“.
La scelta di un artista e di un’opera costituisce un fatto personale ma è sempre meglio puntare su un’opera rappresentativa, che ti emozioni e che manifesti le caratteristiche peculiari che rendono riconoscibile e unico il lavoro.
“E’ l’opera stessa che viene da te” sentenzia Iannaccone, nello spiegare i criteri che lo inducono a scegliere le opere che fanno di lui uno dei maggiori collezionisti di arte degli anni ’30 oltre che uno scopritore di nuove generazioni di autori di arte contemporanea internazionale. E’ lui stesso a raccontare del rapporto con l’amica e competitor Claudia Gianferrari, nota gallerista milanese con cui era solito viaggiare anche in luoghi remoti alla ricerca di artisti promettenti, artisti che i due si contendevano e aggiudicavano in un sodalizio di amicizia, condivisione e anche di rivalità.
A Claudia Gianferrari e al suo impegno nell’arte e nella promozione dei giovani artisti vengono dedicate e presentate due pubblicazioni, la prima curata da Banca Generali Private con autrice Rischa Paterini è basata sulla tesi di laurea di Claudia Gianferrari del 1979; uno spaccato sul mercato dell’arte in molti casi anticipatore dei temi attuali, corredato da suoi testi inediti recuperati dall’archivio del museo del ‘900 a cui li aveva donati.
La seconda pubblicazione, è conseguenza del lavoro di tesi di Elisabetta Pagella, e tratta il mondo di Claudia Gianferrari attraverso le parole di chi la conosceva. “Ci teniamo a ringraziare in particolar modo Federica Bossi di Banca Generali, per averci fortemente appoggiate nel nostro progetto e per il sostegno alla cultura dimostrato nel diffondere le pubblicazioni sull’ arte.” Ringraziano le autrici.
A proposito delle donazioni, l’esperta Clarice Pecori Giraldi sottolinea quanto sia importante affidarsi ad un interlocutore esperto perché paradossalmente anche superbe collezioni di indiscutibile valore possono trovare difficoltà ad essere collocate in adeguati spazi pubblici per problemi burocratici, e come spesso alcune collezioni debbano essere divise per potersi inserire chirurgicamente in percorsi significativi museali di interesse collettivo.
Presente Sharon Hecker, storica dell’arte che ha brevettato il marchio The Hecker Standard, un processo che si basa su evidenza scientifica nella catalogazione di un’opera d’arte, nell’analisi rigorosa di fatti evidenti che dimostrino l’esatta provenienza e autenticità dell’opera d’arte, possibilmente risalendo al momento in cui l’opera lascia lo studio dell’artista.
Hecker ha raccontato situazioni grottesche di mostre anche pubbliche con quadri completamente falsi, dell’abilità di falsari di replicare i documenti usando tecniche di invecchiamento. Di come un carattere tipografico, una carta, la tipologia di una tela, di pigmenti e talvolta anche un tipo di fiore rappresentato la cui specie non apparteneva al periodo possono evidenziare, con un’analisi professionale accurata, un’opera falsa o testimoniarne la veridicità.
Nello spaccato dedicato alla successione, sono state anche rappresentate le modalità con cui vengono tassati gli oggetti d’arte. Alessandro Montinari, avvocato tributarista, ha evidenziato come l’Agenzia delle Entrate tratti in maniera differente il collezionista amatore privato, praticamente esentasse, e lo speculatore saltuario o il mercante d’arte, che sono invece esposti a IVA e a tassazione e quali siano i parametri per le differenti classificazioni.
Secondo Alessandro Guerrini, Amministratore Delegato di Art Defender, spesso i collezionisti non desiderano lasciare ai figli perché non manifestano lo stesso interesse verso l’arte. Oggi però i giovani dimostrano di apprezzare l’arte a cui si avvicinano attraverso i nuovi canali commerciali digitali e pur avendo idee differenti possono valorizzare le collezioni apportando il proprio contributo e la propria visione. Secondo i resoconti delle principali case d’aste, i giovani millenials hanno conquistato un terzo del mercato degli acquisti di opere d’arte online mentre i boomer nati negli anni ’60, fino a poco tempo fa lo zoccolo duro del collezionismo, stanno avendo una fase di calma.
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