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Benedetto Croce

La casa segreta di Carlo Mollino

"Ma nessuno ha mai bevuto da quei bicchieri, nessuno ha mai pranzato a quel tavolo, nessuno ha mai dormito in questa casa. Di essa nessuno conosceva l’esistenza"

Di Carlo Pilo di Boyl

28 Aprile 2021

Famoso per i suoi iconici oggetti di design, nel 2005 un suo tavolo in legno e cristallo è stato venduto da Christie’s a New York per il fantastico prezzo di 3’824’000 USD, l’architetto Carlo Mollino, per circa un decennio, a partire dal 1960, ha meticolosamente arredato questo appartamento d’affitto in riva al fiume Po a Torino, al piano nobile di una impeccabile villetta di fine ottocento, in stile francese, con mansarda e marquise, nascosta dietro un grande platano al civico 2 di via Napione.

 

Il luminoso salone si affaccia sul fiume che scorre con forza tranquilla, ai lati della porta finestra che conduce al terrazzo riposano due grandi e sinuose conchiglie. A sinistra il soggiorno, con il caminetto in stile rococo, a destra la sala da pranzo, con il tavolo da otto. Un prezioso servizio di bicchieri di cristallo Baccarat da sessantaquattro pezzi attende i suoi ospiti nella credenza.

 

Ma nessuno ha mai bevuto da quei bicchieri, nessuno ha mai pranzato a quel tavolo, nessuno ha mai dormito in questa casa. Di essa nessuno conosceva l’esistenza, nemmeno i pochi amici più stretti del proprietario, il quale vi si recava in segreto, di notte, le persiane chiuse. E proseguiva il suo misterioso lavoro.

 

E’ forse la fascinazione per questo enigma che ha spinto il dott. Fulvio Ferrari, chimico di formazione, molliniano per vocazione, alla missione di ricostruire in modo pedissequo l’arredo di questi ambienti che, dopo la morte di Mollino nel 1973, sono stati occupati da uno studio di ingegneria fino al 1999, anno in cui il Ferrari ha incominciato la sua ricerca.

 

In questo modo sono stati ricostruiti, oltre al soggiorno ed alla sala da pranzo, gli altri ambienti: la camera padronale, il bagno, la camera degli ospiti. 

 

L’illuminazione circa il significato di questo misterioso appartamento al Ferrari è arrivata da un libro di fotografia di cui Mollino è autore, “Il Messaggio dalla Camera Oscura”, un libro di fotografia che, stranamente, riporta in frontespizio l’immagine di una scultura egizia, raffigurante la regina Taja, moglie del faraone Amenofi III. Immagine del tutto incongruente col tema del libro, a ben pensarci... A meno di intendere il termine “camera oscura” come il riferimento alla “camera mortuaria” delle piramidi egizie…

 

Ed è seguendo questa chiave interpretativa che il Ferrari guida il visitatore alla scoperta della casa e dei suoi arredi, indicandone e sciogliendone uno dopo l’altro gli enigmi, mentre una visione sorprendente incomincia a formarsi nello sempre più stupefatto ospite.

 

Mentre il fiume Po si trasforma lentamente nel Nilo, e la corrente del fiume scorre come il tempo della vita, le conchiglie ai lati della porta finestra rimandano al tema della nascita e della rinascita, il tavolo da pranzo, sostenuto da due colonne, le colonne d’Ercole, simbolo del termine del mondo conosciuto, sostengono un piano di marmo che riprende la forma del cartiglio e del sarcofago. Attorno al tavolo sono disposte otto seggiole Tulip di Eero Saarinen, come otto sono i petali della corolla del fiore di loto, fiore che si richiude la sera per riaprirsi e rinascere al mattino.

 

Ma le meraviglie continuano.

 

Accanto alla camera da letto padronale, con la moquette verde prato, le gigantografie in bianco e nero di boschi ed alberi e le tende in velluto color bordeaux, il bagno, con allegre piastrelle di Vietri vintage, fotografie di giovani donne al mare e ricchi asciugamani frangiati in tela di Fiandra, è una delizia per gli occhi.

 

E soprattutto la camera degli ospiti, dalla moquette blu come l’acqua del fiume, sempre il fiume…, dove, al centro di un’alcova, illuminata da un lampadario a forma di uovo, citazione pierfrancescana, è collocato un letto a barca in stile impero, che altro non è che quella barca, peraltro ricamata su un cuscino adagiato a lato, che porta a Abydos l’anima dei defunti. Questa è la cripta di una casa che Mollino pensa e realizza al modo dei faraoni egizi, per la vita oltre la morte, circondato dagli oggetti che desidera portare con sè nel viaggio per l’oltretomba. Ed alle pareti, su una tappezzeria leopardata, la meravigliosa collezione di farfalle di Mollino, quelle farfalle, simbolo della trasformazione e della rinascita, che, come gli shabti, servi del faraone, accompagnano con il loro volo l’anima del defunto nel cielo al momento del trapasso.

 

Il Museo Casa Mollino, a Torino in via Napione 2, è visitabile su appuntamento comunicando alla email: cm@carlomollino.org od al numero +39 011 8129868. La visita dura circa due ore, il biglietto 40 EUR per persona ( 20 per gli studenti).

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