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Ritorno al Barocco: la ML Fine Art espone le opere di Fontana, Leoncillo e Melotti

La mostra è stata prorogata ed è visitabile ancora fino al 29 aprile

Di Tiziana Lorenzelli

19 Aprile 2021

Alla galleria ML Fine Art Matteo Lampertico si tiene la mostra Ritorno al Barocco. Leoncillo Fontana Melotti, curata da Andrea Bacchi

Questa straordinaria mostra a cura di Andrea Bacchi alla ML Fine Art, prorogata al 30 aprile colpisce per la sua concezione e unicità.  Sculture in ceramica anche di eccezionale dimensione di tre massimi artisti dialogano con diversi linguaggi espressivi, che mutano rispettivamente influenzati da susseguenti ferventi periodi.

Al centro della stanza principale troviamo due monumentali Trofei, commissionati da Cipriano Efisio Oppo per l’Esposizione Universale del 1942 al Palazzo della Civiltà all’E.U.R. annullata a causa della guerra.

Per la prima volta insieme ai Trofei è possibile ammirare i loro Bozzetti, di un terzo del vero, esposti in anteprima alla XII Triennale di Milano nel 1940.

Appartengono oggi a due collezioni private, ma sono strettamente collegati.

Tra le altre opere di Leoncillo animate dal colore, tra cui anche il capolavoro Sirena del 1939 spicca la scultura monocromatica San Sebastiano del 1961 che rappresenta un ammicco allo spazialismo.

Non collegata alla mostra, nel retro, troviamo la scultura in maiolica La Centralinista, realizzata da Leoncillo negli anni ’60 in stile cubista.

Lucio Fontana nel 1963 affermava: “per un certo tempo ho fatto una scultura a colori, che si suol dire, impropriamente, barocca. Volevo far entrare la luce nella scultura. Cercavo insomma una nuova dimensione.”

In questa occasione sono esposte opere di Fontana più “barocche” come il Crocifisso del 1949; di passaggio tra figurativo e spazialismo come la Corrida dei primi anni ’50, caratterizzata da colori vividi e riflessi in oro al terzo fuoco; ma anche un Concetto Spaziale del 1957 che fa parte di una serie definita

“i Barocchi” perché pur essendo spazialista, è realizzata con una ricchezza di materiali, tra cui silici e altre materie prime con lo spirito dell’epoca settecentesca.

Fausto Melotti ha consacrato alla ceramica vent’anni di vita e i suoi pieni e vuoti dalle sfumature più inattese hanno abbracciato molti settori, dalle collane alle formelle ai vasi alle sculture vere e proprie, per lui trattate alla stessa stregua. Figurine delicate dall’invetriatura cangiante si contrappongono ai vasi anche di grandi dimensioni realizzati nei primi anni ’50, dai volumi definiti e le strisce quasi ad anticipare lo stile Memphis di Ettore Sottsass, ma con le finiture e gli spessori che riconducono alla sua leggerezza inconfondibile.

 

 

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