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Alessia Pifferi, la casa in cui è morta Diana, tra degrado e indifferenza - Le FOTO degli ORRORI

Il Giornale d'Italia nella casa che è stata la culla e poi la tomba della piccola Diana, bimba morta di fame e di sete nell'indifferenza di chi l'ha generata: il passeggino, i vestitini stesi, la fatiscenza e il degrado

Di Maria Melania Barone

28 Luglio 2022

MILANO - Il viaggio de Il Giornale d'Italia nel degrado delle case di via Parea a Ponte Lambro, tra tossicodipendenti e storie di famiglie strappate da affidi per forte disagio socio economico, esprime tutta la negligenza e la noncuranza, finanche l'indifferenza del luogo in cui è terminata la vita di Diana Pifferi. Almeno l'indifferenza accertata è quella di sua madre Alessia Pifferi, che in quel momento era impegnata a recuperare la relazione con l'elettricista di Bergamo. Ma i vicini di casa non si rassegnano: "Che visino che aveva quella bambina, com'è possibile che nessuno ha sentito niente!". Ad aprirci la porta e consentirci di entrare e scattare queste foto è, a sorpresa, la stessa nonna della neonata, la madre di Alessia Pifferi. Presenti anche il suo compagno e l'ex marito di Alessia Pifferi che ha la mansione di "curare i cani", come rivela la stessa vicina.

Alessia Pifferi, la relazione con l'elettricista di Bergamo

Era dal 2 giugno che avevano ripreso a frequentarsi più assiduamente "vedendosi nel weekend" come avrebbe dichiarato lui stesso agli inquirenti. Talvolta si vedevano a Leffe e talvolta si vedevano a casa di Alessia. Lui stesso ha dichiarato: "Quando veniva Alessia da me, Diana rimaneva con la sorella che credo si chiami Viviana di cui non ho alcun contatto, oppure rimaneva con la baby-sitter che non conosco".

Ma della baby-sitter gli inquirenti non hanno trovato traccia e della sorella che vivrebbe vicino ad Alessia, secondo quanto reso pubblico sulla stampa, si sa solo che i rapporti erano stati troncati da tempo. Di sicuro in quel palazzo di Via Parea, Alessia non era sola, come una vicina ha confessato a Il Giornale d'Italia: "Da tempo era tornato a vivere" nel pianerottolo antistante l'ingresso dell'abitazione in cui è morta la piccola Diana "per guardare i cani".

IGDI - I cani?

Vicina - "Sì, quando si erano lasciati i cani li ha voluti lei, perché diceva che da lei stavano bene, aveva l'aria condizionata. Poi però stavano facendo la fine della bambina e lui è andato ad accudirli, me lo ha detto lui stesso".

Morte Diana, la vicina non si rassegna: "Dovevano adottare quella bambina, che visino che aveva"

A tanto degrado la piccola Diana non ha resistito: tra i vestitini rosa stesi da oltre una settimana dalla stessa Pifferi, prima ancora di partire per Leffe in una stanzetta ad angolo al primo piano dello stabile, si è consumata, fra stenti e degrado, la vita della piccolissima Diana. Una bambina che non è sopravvissuta più di 18 mesi al degrado di quel luogo, di persone abituate a "non curarsi", degli altri, di sé stessi, così come la stessa Alessia Pifferi pare non essersi nemmeno accorta di essere incinta per poi partorire a sorpresa nel bagno dell'ex compagno.

Vicina - "Secondo me li chi ha colpa è la madre di lei (la nonna di Diana, n.d.r.) perché lo sapeva che la figlia era così. Io mi ricordo un anno fa la bambina appena nata, nata prematura e tutto ... e lei lasciava che la figlia se ne andasse con questo qua..."

Il Giornale d'Italia - "Ma chi?"

Vicina - "Non so se è lo stesso compagno di adesso. Dovevano fare in modo di farla adottare quella bambina lì, perché se la mamma non la voleva e se aveva come idea quella di fare i cavoli suoi, che la adottassero, ci sono tante mamme che l'avrebbero amata, è nata in un bagno a quanto sembra..." (...) "Dovevano darla in adozione, l'avrebbero amata, invece così ha avuto solo sofferenza" e ancora "io non mi rassegno, sapessi che visino che aveva quella bambina, piccolo amore".

E i dubbi sono anche sugli altri familiari e vicini: "Possibile che non abbia frignato la bimba? Nessuno ha sentito niente?". Ed infatti l'ex marito di Alessia era venuto a stare nello stesso stabile, alla sua casa si accedeva mediante il pianerottolo antistante l'ingresso della casa in cui è morta la piccola Diana. L'ex marito sarebbe venuto perché così avrebbe aiutato Alessia a badare ai cani.

Alessia Pifferi, la vicina: "Aveva manie di grandezza"

La vicina intervistata da Il Giornale d'Italia afferma che la donna, già dopo il divorzio dal marito aveva manie di grandezza: "Nessuno dei due ha mai lavorato da che io sappia", in realtà su altri quotidiani si apprende che l'ex compagno si arrangiava con qualche lavoretto al mercato e dava 200 euro ad Alessia ogni mese. ma è vero, Alessia era disoccupata, ma non mancava di indossare "vestiti alla moda, diceva di avere l'aria condizionata e che non le mancava niente, da dove prendesse i soldi non lo so".

L'unica cosa che si sa è che la donna era solita intrattenere relazioni con uomini adescati sui social, Tinder, Meetic. Proprio su Meetic avrebbe conosciuto l'uomo gravemente malato a cui Diana si era affezionata e che le avrebbe lasciato la boccettina di En, le benzodiazepine di cui si sospetta fossero state usate per sedare il latte nel biberon. Lo stesso uomo è attualmente stato raggiunto dagli inquirenti che lo avrebbero interrogato come persona informata sui fatti.

La tomba di cemento in cui è morta la piccola Diana

Certo se Alessia Pifferi fosse tornata un poco prima, almeno 24 ore prima, invece di partecipare a Leffestate, una ricorrenza che si tiene nel paese del compagno, Diana sarebbe ancora viva. Lo ha detto l'autopsia effettuata dai medici che comunque si riservano di ripetere altri accertamenti visto che "il caldo altera alcuni parametri". Ma la descrizione non lascia spazio a dubbi: "Aveva il viso pallido, la bocca semi aperta, gli occhi appena socchiusi e le mani e i piedini violacei".

Per chi ha analizzato il corpicino della bambina, la spiegazione è una sola: Diana è morta di fame e di sete e, segregata in casa col caldo, ha avuto un arresto cardiaco.
La vicina che deve aver letto dai giornali queste descrizioni afferma: "Ma t'immagini cosa ha sofferto quella piccolina? Dicono che deve aver mangiato persino un pezzo di cuscino".

Per adesso Alessia Pifferi ha deciso di cambiare difesa: i due nuovi legali chiamati a sostituire quello d'ufficio puntano tutto alla perizia neuro-psichiatrica

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