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Q-Force Netflix, arriva la serie con i supereroi queer. Ma la comunità Lgbtq dice no

È polemica su Twitter dopo che Netflix ha rilasciato il trailer della serie animata con protagonisti queer. Il coro dei dissidenti? È proprio la comunità Lgbtq

25 Giugno 2021

Netflix cerca il favore della comunità Lgbtq con il rilascio del trailer di "Q-Force!", commedia animata in uscita a settembre 2021 con protagonisti un team di spie apertamente Lgbtq. La serie animata per adulti avrebbe dovuto aggiungersi al catalogo Netflix dedicato all'universo Lgbtq, dopo che la comunità gay e trans ha più volte lamentato la mancanza di rappresentazione su piccolo schermo. Ma dopo l'uscita del trailer i commenti sui social media hanno preso di mira i creatori del programma, ridicolizzando la produzione e ritenendo offensiva la rappresentazione di "sterotipi pericolosi". A non apprezzare il trailer, non radicali e omofobi come si sarebbe potuto anticipare, ma la stessa comunità Lgbtq.

Q-force Netflix, la commedia con le superspie omosessuali e transessuali

Q-force è una serie animata per adulti che sotto le vesti di un cartone animato punta ad approfondire tematiche di genere e dare rappresentanza a individui spesso ignorati nel piccolo schermo. La trama vede Steve Maryweather, per gli amici "agente Mary", essere discriminato dalla American Intelligence Agency per cui lavora dopo avere dichiarato di essere gay. Costretto al trasferimento a Hollywood per non dare nell'occhio, l'agente non si scoraggia e non vuole nascondere il proprio orientamento sessuale. Decide così di accogliere in toto la sua identità di genere e di creare un team di spie tutte Lgbtq per affrontare le avventure più disparate e risolvere casi. Nel suo team sono presenti diversi stereotipi della comunità omosessuale e transessuale: c'è il twink, ci sono le drag queen, c'è l'hacker donna in abiti maschili.

La serie è il prodotto di nomi illustri della commedia tv americana, è scritta da Gabe Liedman (Brooklyn nine-nine) e prodotta da Michael Shur (The Good Place, The Office, Parks&Rec). Tra i doppiatori, membri e alleati della comunità Lgbtq come Wanda Skyes e Sean Hayes (Will&Grace). Lo show puntava quindi chiaramente a essere un esempio di rappresentazione della minoranza Lgbtq fuori e dentro lo schermo, ma non è riuscito a proteggersi dai commenti negativi del web.

Q-force Netflix, per la comunità Lgbt è un grande no

Il video del trailer mostra la squadra in azione, tra battute sconce e riferimenti sessuali per niente velati. A giudicare dai primi secondi trasmessi della serie, Q-force giocherà moltissimo sulla sfrontatezza del team di spie queer. Un elemento in completa opposizione con la tradizione etero-cis del genere di super spie alla James Bond. Tra urletti, abbigliamenti spettacolari da drag e sfilate al gay pride, i protagonisti sono fieri di essere "la prima squadra di agenti queer della storia".

Ma contrariamente alle aspettative, la comunità Lgbtq non ha apprezzato. In questi giorni il canale Twitter di @Most, la sezione dedicata ai contenuti Lgbtq di Netflix, sta venendo inondata da commenti negativi, insulti ai produttori, ma anche scherzose battute autoironiche. Il trailer di Q-force, secondo i più, non solo non è rappresentativo della comunità a cui si rivolge, ma pecca di "rinforzare sterotipi dannosi". 

"Questa serie non fa niente per aiutare la comunità Lgbtq", riporta un commento. "Sono sicuro che il creatore di Q-force si lamenterà dicendo 'ci abbiamo messo tutto il cuore nel fare questa seria - riporta un altro Tweet - la comunità queer è f* ingrata!!!!, e poi vinceranno un grammy o due solo perchè agli eterosessuali cis piace da morire ridere di questi sterotipi dannosi". Profusione di meme e giochi di parole su Twitter, alcuni utenti però, principalmente gay, hanno preso in maniera più leggera la questione e commentano dicendo che il trailer (e quindi la serie) è così brutta da avergli causato ripensamenti sul loro orientamento sessuale. "Dopo avere visto il trailer di Q-force sento improvvisamente voglia di non avere mai fatto coming out!", è quanto riporta uno dei commenti più condivisi.

Un inizio decisamente poco promettente per la nuova serie targata Netflix, che già dovrà fare fronte alle critiche di chi la rappresentazione Lgbt non la vuole vedere per niente in televisione. La serie uscirà il 2 settembre anche in Italia. La visione sarà vietata ai minori di 13 anni a causa dei contenuti espliciti e del linguaggio volgare. Che Q-force sia un tentativo di coinvolgere la comunità Lgbtq nel mondo dello spettacolo è sicuramente ammirevole, ma se il risultato è quello di rafforzare stereotipi che alimentano l'odio e rischiano di mettere a repentaglio la sicurezza delle persone Lgbtq, gli autori dovranno chiedersi se il loro show ha effettivamente contribuito alla lotta per i diritti Lgbtq. O se, come insinuato da molti su Twitter, si tratta semplicemente di una mossa superficiale per guadagnare il consenso del politicamente corretto.

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