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Takeda Italia, Gentile: “Malattie rare, va rivoluzionato il sistema. Migliorare la qualità di vita dei pazienti per noi è una mission"

“In cinque anni investiremo 275 milioni per incrementare i nostri siti di Rieti e Pisa dedicati alla lavorazione di plasma derivati. PNRR, ci poniamo come partner strategico delle istituzioni per creare il sistema salute del futuro”. L’intervista a Il Giornale d’Italia

21 Luglio 2022

Un lavoro sinergico tra aziende e istituzioni per incanalare gli investimenti del PNRR nella giusta direzione. Avanguardia, innovazione, ricerca: queste le armi da mettere in campo per intervenire sul settore che maggiormente in questi ultimi due anni ha visto l’Italia scoprire il fianco: il sistema salute.
Lo sviluppo della telemedicina sta infatti velocemente cambiando il settore mentre assistiamo alla rivoluzione del concetto stesso di cura, sempre più concepita in una dimensione di lunga durata. Ne abbiamo parlato con Luca Gentile, pubblic affairs e communication director presso Takeda Italia.

L'intervista de Il Giornale d'Italia a Luca Gentile di Takeda Italia

Che ruolo ha Takeda in Italia?

Takeda è un’azienda biofarmaceutica globale che opera in Italia da circa quarant’anni (dal 1982) focalizzata su una serie di aeree specifiche: neuroscienze, gastroenterologia, oncologia, malattie rare, plasma derivati e vaccini. Nel paese abbiamo circa 1100 dipendenti e due siti produttivi a Rieti e Pisa. Takeda in Italia oggi vanta una posizione molto importante e i suoi obiettivi sono quelli di posizionarsi all’interno del dibattito istituzionale come partner strategico e di valore, potendo contribuire al PNRR e indicando le aree d’azione per creare il sistema di salute del futuro.

Di recente avete annunciato un importante piano di investimenti..

Abbiamo annunciato un piano di investimenti quinquennale di 275 milioni di euro che ha l’obiettivo di incrementare i nostri siti dedicati alla lavorazione di plasma derivati. Un piano ambizioso che mira a valorizzare il territorio e le specializzazioni presenti a Rieti e Pisa, eccellenze globali.

Come può in incidere il PNRR sul sistema salute e voi cosa farete?

Crediamo fortemente nel PNRR come motore per trasformare il sistema salute. La telemedicina rappresenta in questo ambito un elemento strategico, perché permette di creare rete e consentire il movimento dei dati piuttosto che quello dei pazienti. Realizziamo dei progetti pilota che rappresentano delle possibili soluzioni al miglioramento della vita dei pazienti e dei loro care givers, specialmente in ambito delle malattie rare.

Ecco perché vediamo le aziende come partners strategici di valore che possano indicare la strada alle istituzioni per focalizzare al meglio l’utilizzo delle risorse in un’ottica di razionalizzazione e snellimento della macchina burocratica. Solo in questo modo si può pensare infatti di attrarre nuovi investimenti nel paese.

A proposito di malattie rare, cosa sono e perché avete deciso di creare una divisione dedicata?

Le malattie rare sono una parte fondamentale della nostra attività. Nella nostra pipeline prevediamo già il 50% di molecole con definizione di farmaco orfano (ndr. medicinali utilizzati per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle malattie rare). La nostra è una mission perché parliamo di circa 8000 patologie che riguardano un numero basso di pazienti. La società deve farsene carico, non solo per il paziente ma anche per tutto il sistema che ruota attorno ad esso. Il sistema deve essere rivoluzionato dal nostro punto di vista, quindi non solo bisogna puntate sulla cura ma alla creazione di sistemi virtuosi che possano consentire non solo una diagnosi tempestiva ma anche un percorso di post-diagnosi. In questo senso la tecnologia e l’innovazione non devono solo garantire la miglior cura possibile ma anche una migliore qualità di vita.

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