03 Febbraio 2026
Il corteo pro-Askatasuna ha rappresentato una "resa dei conti con lo Stato" il cui "livello di scontro", alimentato dalla "galassia anarco-antagonista", ricordava le "dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato". È intervenuto così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi in sede di informativa sui violenti scontri consumatisi a Torino tra i manifestanti pro-Askatasuna e le forze dell'ordine.
Riferendo in Aula alla Camera con un'informativa ai deputati, Matteo Piantedosi è tornato a mostrare il pugno duro dello Stato contro i "numerosi attivisti delle diverse anime dell'antagonismo nazionale": il centro sociale Askatasuna, sgomberato "dopo 30 anni di illegalità e violenze" ha rappresentato la "tempesta perfetta" per una "resa dei conti con lo Stato". Aprendo il suo discorso con un omaggio agli agenti feriti, tra cui il 29enne Alessandro Calista violentemente picchiato a calci, pugni e martellate dai dimostranti, Piantedosi ha assicurato come il "grande lavoro svolto" abbia risparmiato "danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti". "Sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell'aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera" ha comunicato Piantedosi prima di bollare la manifestazione dello scorso sabato come una "resa dei conti" ben pianificata.
Nelle parole del ministro, il clima di scontri ed escalation registratosi a Torino sembrerebbe richiamare "per certi versi e pur con delle varianti, le dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato", proprio come lo stesso ministro della Difesa Crosetto aveva definito domenica i manifestanti: nuove "Brigate rosse". "I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità".
Dopo aver chiamato all'appello "tutte le forze politiche presenti in Parlamento" per condannare le aggressioni e le violenze, Piantedosi ha aperto all'introduzione delle nuove misure che dovrebbero servire a stringere la morsa dello Stato per garantire sicurezza e controlli. Tra cui "il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini": uno strumento che, continua Piantedosi, già esiste in altri Paesi Ue democratici. "Tutti devono prendere atto - prosegue Piantedosi- che non ci troviamo più in presenza di modalità più o meno discutibili dell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero, bensì ad una vera e propria, sistematica strategia di eversione dell'ordine democratico".
Le opposizioni si sono duramente opposte alle parole di Piantedosi, a partire da Angelo Bonelli di Avs: "Da ministro degli interni doveva tutelare i manifestanti pacifici. Non ci venga a parlare di rispristino della legalità, lei che sgombera i centri sociali, mentre noi diciamo che nel Paese c'è un problema serio perchè mancano spazi sociali e le periferie sono un deserto. Voglio ricordarle che ancora aspettiamo lo sgombero del centro sociale di CasaPound". Anche la pentastellata Chiara Appendino è intervenuta, definendo gli "anarchici" la "scusa" del Governo per "varare misure liberticide, attaccare i giudici e soprattutto nascondere il vostro clamoroso fallimento sulla sicurezza".
Intanto, la Procura di Torino ha aperto un fascicolo d'indagine per devastazione in merito agli scontri di sabato 31 Gennaio. Al momento risultano 24 iscrizioni nel registro indagati; tre dimostranti sono stati arrestati in flagranza di reato e stanno aspettando l'esito dell'udienza di convalida in carcere.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia