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Green pass, Paragone: "Atto ipocrita e meschino, altro che prova di libertà"

Il leader di Italexit fa un discorso da 110 e lode in Senato: "Voi volete imporre il vaccino di Stato con la faccina pulita e meschina di chi offre una scelta, che però non è una scelta"

19 Settembre 2021

Gianluigi Paragone, candidato sindaco a Milano e fondatore di Italexit, interviene in Senato per esprimere tutto il suo dissenso riguardo alle ultime decisioni di Governo sull'obbligatorietà della certificazione digitale verde. "Sarò onesto", inizia nel suo lungo (e veritiero) discorso Paragone. "Non la penso affatto come voi. Il vostro Green pass è un atto ipocrita e meschino, altro che prova di libertà, come l'umiliazione cui costringete il parlamento ". E ancora: "Nelle vostre opzioni di scelta c’è la vostra idea infingarda di libertà. La libertà è in Gran Bretagna, è in Danimarca, è in Svezia, è laddove hanno rotto il maleficio di uno stato di emergenza che tenete in piedi per rompere lo stato di diritto". Poi il leader di Italexit si chiede: "Che fine hanno fatto i tamponi gratuiti? E i tamponi salivari? Con l’appoggio di FederFarma voi volete procurare dolore e discriminazione alle persone. Voi state spingendo al vaccino di Stato. E il Green Pass è l’alibi. Spero che almeno Big Pharma vi stia ripagando bene tanto affanno. Quando vi dicevamo che le mascherine realizzate da Fca per la Presidenza del Consiglio erano fallaci ci avete chiamato No Mask, ora siete costretti a ritirarle. Tranquilli, lo hanno già fatto le mamme prima di voi", continua Paragone. "Quelle mamme che oggi difendono i figli dalle vostre angherie. Quelle mamme e quei papà a cui non date la possibilità di andare a prendere i figli all’asilo senza il vostro lasciapassare. Oggi, in quest’aula, rendo omaggio alle migliaia di donne e di uomini liberi che marciano compostamente a difesa delle loro idee. Omaggio quelle marce, in difesa dell’articolo 32 della Costituzione per cui in nessun caso la legge può violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Marciamo in difesa della libertà di manifestare il nostro pensiero dissidente. Marciamo in difesa del lavoro e dei lavoratori che voi state discriminando barbaramente. Voi - conclude infine Gianluigi Paragone - volete imporre il vaccino di Stato con la faccina pulita e meschina di chi offre una scelta. Che però non è una scelta: perché i vostri tamponi sono a pagamento, dolorosi e con la data di scadenza più breve del latte intero. Il Green Pass non immunizza, i vaccinati contagiano senza saperlo. Il Green Pass discrimina a norma di legge e chi promuove discriminazione è un delinquente! Come questo governo!"

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