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Emanuele Filiberto di Savoia ha inviato un messaggio video al popolo iraniano, esprimendo fiducia per la libertà, e definendo Reza Pahlavi il leader giusto per una transizione costituzionale

Emanuele Filiberto di Savoia al popolo iraniano: “presto sarete liberi, oggi al vostro fianco c’è il Principe Reza Pahlavi”

09 Gennaio 2026

Emanuele Filiberto di Savoia ha inviato un messaggio video al popolo iraniano, esprimendo fiducia per la libertà, e definendo l’erede del Trono del Pavone Reza Pahlavi il leader giusto per una transizione costituzionale

"Coraggioso popolo dell'Iran, sono contento di mandarvi il mio messaggio e la mia solidarietà. La vostra protesta contro l'oppressione, la corruzione e la repressione del regime criminale islamico oggi è chiaramente arrivata alle orecchie del mondo intero. Come cittadino straniero che conosce l'Iran e che ne ama la storia e la cultura e la cui famiglia ha avuto in passato rapporti sinceri e rispettosi con il popolo iraniano ho sentito il dovere di stare al vostro fianco e di farvi arrivare il mio sostegno''. Questo il video messaggio diffuso da Emanuele Filiberto di Savoia, in un videomessaggio in cui si rivolge al popolo iraniano, in rivolta contro il regime degli Ayatollah, per esprimere il proprio sostegno e la propria vicinanza. ''Sono fiducioso nel futuro dell'Iran perché voi siete un popolo coraggioso, consapevole e amante dei propri diritti - sottolinea l'erede sabaudo -Oggi avete al vostro fianco il principe Reza Pahlavi, un leader che con sincerità e amore è rimasto saldo accanto alla terra e alla Nazione iraniana. Una voce di unità nazionale che guarda al futuro con responsabilità e che ne possiede una visione e un progetto successivo alla caduta del Repubblica islamica. La sua presenza è portatrice di speranza per giorni migliori per l'Iran. Voi meritate una vita migliore - dice ancora Emanuele Filiberto - meritate libertà, dignità umana e benesserePrima di questa rivoluzione distruttiva, il popolo iraniano viveva liberamente, donne e uomini godevano di pari diritti e l'Iran era un paese rispettato e in crescita nel mondo. Anche oggi questo è il vostro diritto naturale. Io ammiro il vostro coraggio, un coraggio che si vede nelle strade, nelle vostre voci, nella resistenza delle donne e degli uomini iraniani. Sappiate che non siete soli - conclude nel videomessaggio - io sono con voi con tutto il cuore e credo fermamente nella vittoria della volontà del popolo iraniano. L'Iran sarà libero e io sono con voi''. Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran, in un nuovo video ha un messaggio chiaro per il popolo iraniano: la repubblica islamica sta crollando, questo è il momento di riprenderci la nostra libertà. Pahlavi è nato come principe ereditario, ma con la Rivoluzione Islamica del 1979 ha dovuto lasciare il Paese. Da allora vive in esilio negli Stati Uniti, ma ha sempre continuato a lottare per un Iran libero e democratico, non una monarchia, non una teocrazia. L'Iran aveva buoni rapporti con l'Occidente ed era prospero. Reza Promette una strada verso la democrazia: dal popolo iraniano e per il popolo iraniano. Mentre alcuni gruppi in tutto il mondo usano la violenza nella regione per diffondere odio contro gli "israeliani", Pahlavi sottolinea che la lotta del popolo iraniano non è contro un altro popolo, ma contro la loro oppressione. Reza Pahlavi sarebbe atteso a Mar-a-Lago martedì prossimo per un incontro con il presidente Trump. Il Principe, in esilio dopo la caduta della monarchia in Iran nel 1979, da sempre il supporto di tutti gli iraniani in esilio, ieri aveva lanciato un appello agli iraniani con un video sui social e con un preciso “invito a iniziare a scandire slogan giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, alla stessa ora alle 20, sia per strada che da casa vostra. In base al riscontro ricevuto da questo movimento, vi annuncerò i prossimi appelli.” Questo messaggio è l’annuncio dell’inizio di una nuova fase: un ritmo, un tempo, una volontà. La nazione iraniana è pronta. Le voci saranno una sola. Nelle notti tra l’8 e il 9 gennaio, alle 20”. Reza Pahlavi si è reso disponibile a guidare l’Iran in una fase di transizione democratica dopo un’eventuale caduta del regime degli ayatollah

 

 

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