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Famiglia nel bosco, La russa a Catherine e Nathan : "Se avesse vinto il sì, la riforma avrebbe affrontato queste inadeguatezze" - VIDEO

Il presidente del Senato ha affermato che era sua "intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda". Egli ha inoltre sottolineato la sua posizione politica e la sua opinione sul referendum che, se vinto, avrebbe potuto "alleviare le sfortune della famiglia"

25 Marzo 2026

Durante l'incontro tenutosi a Palazzo Giustiniani tra il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e i genitori Catherine e Nathan sono stati lanciati messaggi di sostegno proprio alla famiglia nel bosco attraverso una 'moral suasion'. La seconda carica dello Stato ha invitato tutti i protagonisti del caso a "eliminare le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita". Questo invito è arrivato in parallelo a un "punzecchiatura" sul referendum, facendo intendere che "Se avesse vinto il sì, la riforma avrebbe affrontato le inadeguatezze del sistema giuridico".

Famiglia nel bosco, incontro di La russa e i genitori Catherine e Nathan 

L’incontro tra Ignazio La Russa e la cosiddetta famiglia nel bosco si è svolto in un clima informale ma carico di significato politico e umano. Il presidente del Senato ha ribadito di non voler entrare nel merito delle decisioni della magistratura, ma ha scelto di esercitare una moral suasion per favorire un possibile ricongiungimento. "Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell'autorità giudiziaria né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine" ha spiegato, sottolineando però l’importanza di un atteggiamento più flessibile da parte di tutti i soggetti coinvolti. "Spero possa essere utile invitare tutti affinché vengano eliminate le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita" ha aggiunto, insistendo su un concetto ripetuto più volte durante il colloquio.

Il riferimento al referendum resta sullo sfondo ma non scompare. La Russa, pur prendendo atto della vittoria del no, continua a sottolineare come una riforma avrebbe potuto incidere su situazioni simili: "Purtroppo per loro, ma spero con tutto il cuore di sbagliarmi, anche in questo caso l’esito di un referendum che ha mantenuto in piedi tutte le manifeste storture che la riforma intendeva affrontare in radice non credo che gioverà alla causa di una famiglia che ha avuto solo due gravissimi torti: voler troppo bene ai propri figli e l’essersi stabilita in un Paese in cui gli assistenti sociali hanno un potere quasi illimitato sui figli degli altri".

"Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che stare con il proprio papà e la propria mamma" ha detto ancora La Russa, ribadendo l’auspicio di una soluzione che possa riportare insieme il nucleo familiare. Dopo l'incontro, Catherine ha rivendicato il rispetto delle regole e delle istituzioni. "Abbiamo sempre rispettato le leggi dello Stato e non abbiamo mai fatto del male ai nostri bambini" ha dichiarato, concludendo con un appello diretto. "Siamo qui per essere ascoltati e per poter tornare a essere di nuovo una famiglia". La decisione ora attesa è quella della Corte d’Appello, fissata per il 21 aprile, che dovrà valutare le richieste di avvio di un percorso di ricongiungimento. 

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