29 Novembre 2025
Un gruppo di manifestanti ha oggi devastato la sede del quotidiano “La Stampa”, ritenuto da loro d'accordo con il Governo italiano in merito al decreto di espulsione dell’Imam del quartiere San Salvario, Mohamed Shahin. Il religioso era stato arrestato e trasferito in un Cpr dopo aver affermato, durante una manifestazione, di ritenere comprensibili l'attacco del 7 ottobre 2023, interpretandolo come “una reazione a 80 anni di occupazione israeliana” nella Striscia di Gaza e in Palestina in generale.
La redazione de "La Stampa", a Torino, è stata dunque presa d’assalto e gravemente danneggiata oggi, venerdì 28 novembre, durante un corteo organizzato in occasione dello sciopero generale, che ha visto scendere in strada circa duemila persone.
Una parte dei manifestanti — all’incirca un centinaio — si sarebbe staccata dal corteo principale per dirigersi verso la sede del giornale, in via Ernesto Lugaro. Contro i cancelli dell’edificio sono state lanciate quantità di letame e i muri esterni sono stati imbrattati con diverse scritte, tra cui "Fuck Stampa", "Free Palestine" e "Free Shahin". Successivamente, decine di persone hanno fatto irruzione all’interno della redazione, dopo aver forzato un ingresso secondario del palazzo.
Il Comitato di redazione de La Stampa ha espresso una ferma condanna dell’episodio, definendolo “un attacco gravissimo all’informazione e ancora più vile perché accade nel giorno dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa della qualità dell’informazione democratica, libera e plurale”, come si legge nella nota diffusa dal cdr.
La nota prosegue evidenziando che “Senza che le forze dell’ordine lo impedissero, i manifestanti in parte a volto scoperto e in parte con passamontagna hanno forzato due porte della sede, e al grido di ‘Giornalista terrorista, sei il primo della lista' hanno invaso la redazione, imbrattato i muri con scritte e buttato all’aria libri e carte preziose che usiamo quotidianamente per il nostro lavoro. Un violento attacco al nostro giornale e all’informazione tutta. Ringraziamo per le numerose manifestazioni di solidarietà immediatamente giunte in redazione da parte dei colleghi della Federazione nazionale della stampa, dell’Ordine dei giornalisti, dell’associazione Stampa subalpina, e inoltre del ministro dell’Interno, del presidente della Regione e del sindaco di Torino che è subito giunto in redazione manifestando solidarietà e condannando l’accaduto. Non abbiamo paura. Siamo giornalisti. E continueremo a fare il nostro lavoro senza farci intimidire”.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato al direttore Andrea Malaguti e a tutta la redazione de “La Stampa” un messaggio di vicinanza, accompagnato da una ferma condanna della violenta incursione avvenuta nella sede del quotidiano. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha contattato telefonicamente Malaguti “per esprimere a lui e a tutti i giornalisti della testata la solidarietà per ciò che è accaduto oggi a Torino”, come dichiarato in una nota diffusa da Palazzo Chigi.
La nota aggiunge inoltre che “Nel corso della telefonata, Meloni ha sottolineato che l'irruzione nella redazione centrale del quotidiano da parte di un gruppo di manifestanti dei centri sociali e dell'area propal rappresenta un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna. Il Presidente auspica, inoltre, una condanna unanime e ha ribadito che la libertà di stampa e informazione è un bene prezioso da difendere e tutelare ogni giorno”.
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