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Milano, Giorgio Galanti, preside liceo classico Tito Livio: "Incongruenze nei decreti su Dad e quarantene per vaccinati e non vaccinati"

In esclusiva per Il Giornale d'Italia il preside del liceo classico Tito Livio di Milano

15 Gennaio 2022

Giorgio Galanti, il preside del liceo classico Tito Livio Milano al momento sospeso a causa delle attuali misure governative, in esclusiva per Il Giornale d'Italia parla dell'attuale difficoltà organizzativa e gestionale nelle scuole. "Qui al Tito Livio di Milano abbiamo usato i giorni 7 e 8 che sarebbero stati quelli di ritorno dalla Dad e per poter essere pronti per il 10 gennaio per un rientro consapevole. Un rientro in cui avremmo saputo i numeri avrebbero terminato alcune quarantene e alcuni isolamenti di nostri alunni, per cui noi il 10 mattina avevamo in aula solo personale e alunni negativi. Eravamo certi. Poi ha avuto inizio la comunicazione da parte di qualcuno dei nostri docenti di positività e ci siamo comportati così come il decreto intende. Con la difficoltà che non abbiamo ancora incontrato direttamente della presenza di due positivi in una classe che metterebbe in campo la distinzione tra alunni vaccinati e alunni non vaccinati. E' una complessità molto forte che è stata forse sottovalutata dai decisori. Perché non è possibile un controllo sistematico di tutti i nostri alunni. Quindi occorre affidarsi alla loro coscienza e formalmente a una loro autodichiarazione. Siamo abbastanza tranquilli, abbiamo una situazione sotto controllo, anche se abbiamo penato moltissimo per quanto riguarda le sostituzioni dei docenti positivi e dei docenti sospesi in quando non in regola con la vaccinazione".

"Io tendenzialmente sulle questioni di ordine sanitario tendo a non esprimermi. Mi rendo conto che ci sono molti casi adesso con questa ultima variante Omicron di persone asintomatiche o che presentano malesseri di lieve entità, però il mio campione è un campione relativo a quello che conosco e che vedo attorno a me. Se leggo i numeri e ascolto i virologi e mi devo affidare a quello che dicono gli appelli".

!Sicuramente c'è una forma di utilizzo dei dati e della situazione non direttamente collegata alla virulenza della situazione ma anche alla possibilità di decisioni di ordine politico che non sono direttamente legate alla emergenza. Sull'obbligo vaccinale per i minori la penso come per altri obblighi: se si ritiene che sia soluzione per i problemi allora è come per le altre e accetto quello che gli esperti dicono. Una segnalazione importante che abbiamo fatto anche agi ordini competenti è che ci siamo resi conto che dall'ultimo decreto discendono alcune incongruenze rispetto ai tempi, soprattutto, di quarantena che i ragazzi hanno a seconda che i loro compagni positivi siano uno, due o tre per classe. Questo perché ci sono situazioni in cui le quarantene sono molto più lunghe ed altre più brevi e non si capisce come gestirle".

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