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Luciano Fontana: "Con Bergamini Il Giornale d’Italia divenne un concorrente formidabile del Corriere della Sera, superando tutti i giornali romani"

Il Direttore del Corriere della Sera alla festa dei 120 anni del Giornale d'Italia: "Ruolo fondamentale nella storia del nostro Paese"

19 Novembre 2021

Il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, ospite alla Festa dei 120 anni de Il Giornale d'Italia, è intervenuto sul tema “Il ruolo e la storia dell’Informazione da Bergamini ad oggi": "Oggi stiamo festeggiando i 120 anni di un giornale che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia dell'Italia. Io vorrei partire da una citazione che mi riguarda e che riguarda 25 anni prima il fondatore del Corriere della Sera. Lo dico perché la storia di Bergamini si intreccia in una maniera incredibile a quella del Corriere della Sera, soprattutto per quello che riguarda lo spirito, l’idea di società, di giornalismo e di rapporti civili seri e cortesi del dibattito pubblico che tutti quei giornali interpretano. Il primo direttore del Corriere della Sera scrive nel primo numero: “Noi vogliamo un giornale che non guarda in faccia né chi sta in alto né chi sta in basso. Vogliamo essere oggettivi e vogliamo avere uno spirito di critica soprattutto nei confronti degli amici”. Questo è un modo incredibile di concepire l’informazione che Alberto Bergamini riprende quasi completamente nel Giornale d’Italia. Partiamo da alcuni elementi di storia che fanno capire che mondo diverso fosse. Bergamini diventa direttore del Giornale d’Italia a 30 anni, adesso se va bene siamo al secondo o terzo contratto di co.co.co. Era un giornalista importante del Corriere della Sera, era il segretario di direzione, dunque l'anello di congiunzione fra il direttore e tutti i giornalisti. Ad un certo punto lo stesso Albertini che era il direttore che ha fatto grande il Corriere della Sera decise di suggerirlo a Sonnino e Salandra che stavano cercando di fondare questo nuovo giornale a Roma che interpretasse lo spirito liberale della società. Albertini consigliò loro Bergamini molto a malincuore anche se l’idea che a Roma potesse nascesse qualcosa di simile nello spirito al Corriere della Sera gli piaceva. Bergamini prese in mano Il Giornale d’Italia e divenne un concorrente formidabile del Corriere della Sera, superando tutti i giornali romani in termini di copie. È una persona completamente dedicata al suo lavoro. Quello che mi piace ricordare è quel direttore che dalla mattina alla sera passava le giornate a cercare notizie, incontrare persone, dare istruzioni e coraggio ai suoi redattori".

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