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Green pass, iniziano le proteste. I manifestanti: "No dittatura, no dittatura. Libertà, libertà"

Oggi, sabato 24 luglio, alle 17.30, in tutta Italia, sono iniziate le proteste contro il Green pass obbligatorio per entrare nei ristoranti, che in pratica si traduce in vaccino obbligatorio. Paragone: "Non mi vaccino, sono free vax"

24 Luglio 2021

Oggi, sabato 24 luglio, intorno alle 17 e mezza sono iniziate in tutta Italia le proteste contro il Green pass obbligatorio per entrare nei ristoranti, che in pratica si traduce come obbligo di fare il vaccino contro il Covid. Sono attese manifestazioni in oltre 80 città. Ma la voce, in tutte le città, è chiara: chi protesta non ci sta a farsi chiamare "no vax" o "complottista". "Siamo free vax", si sente scandire dai motori delle proteste. 

Green Pass, la protesta parte in 80 città

Chi non è d'accordo al Green pass e all'obbligo vaccinale scende in piazza oggi, sabato 24 luglio, nel pomeriggio, in svariate città italiane. Le manifestazioni sono in programma alle 17.30 in circa ottanta di città, indette attraverso un canale Telegram dal movimento autonominatosi "Basta dittatura".

"Siamo free vax", è il grido che si eleva dalla folla di molte piazze italiane. A unirsi alle proteste anche molti vaccinati. "Ognuno dev'essere libero di scegliere", hanno sostenuto questi ultimi. Con il green pass "siamo in uno stato di polizia, in una dittatura. E ci stiamo arrivando a passi molto veloci", ha detto anche l'avvocato Maurizio Giordano. 

"No dittatura, no dittatura", "Libertà, libertà", queste le altre grida che si elevano dalle piazze. In parecchi sono scesi per le strade per protestare con i giornalisti che "censurano". Il green pass "è inconcepibile non solo dal punto di vista costituzionale e della normativa europea, ma anche dal punto di vista umano". Le norme "sono efficaci solo perché voi le rispettate. Bisogna comportarsi come prima del marzo 2020, come se queste norme non ci fossero", si sente scandire ancora.

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Green pass, Paragone: "Si alza vento nuovo che crescerà"

Uno dei motori di tali proteste è il leader di Italexit Gianluigi Paragone. "Sono assolutamente contrario al nuovo decreto Draghi", ha detto l'ex giornalista. "E ritengo che le parole del presidente del Consiglio sui vaccini siano un atto di vigliaccheria". "Se come dice Draghi l'appello a non vaccinarsi coincide a far morire, allora per quale motivo non si ricorre all'obbligatorietà? In quanto capo del governo dovrebbe avere la responsabilità di rendere obbligatorio il vaccino e di non chiedere una malleva da parte di chi si vaccina, altrimenti significa che non è vero quello che stanno dicendo e io ritengo che sia così". E ancora: "Ieri ero in piazza Duomo a Milano, dove si è creato un raduno spontaneo, per manifestare contro l'obbligo del Green pass. Oggi sarò molto probabilmente a Varese", sottolinea il senatore ex M5S. "Domani poi quella nostra sarà a Milano, appuntamento alle 11 in piazza San Babila. Parteciperanno in molti, anche vaccinati che considerano comunque il Green pass un atto illiberale, di arroganza da parte del Governo. Le manifestazioni saranno tante, poco alla volta la marea salirà, è un vento nuovo".

"Non sono un no vax (colui che respinge l'obbligatorietà vaccinale), sono un free vax - specifica Paragone -. Quando ero piccolo ho fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie e se i miei figli volessero vaccinarsi non mi opporrò ma io no, non mi vaccino. A questo punto diventa un fatto politico. L'atto del Governo costringe di fatto a giocare con le parole: vogliono arrivare alla vaccinazione utilizzando il Green pass, una vigliaccata in piena regola. Se vogliono raggiungere l'obbligo vaccinale senza assumersene le responsabilità, diventa un atto di arroganza, di prepotenza".

Il fondatore di Italex lancerà quindi il 'No green pass tour': "toccherà almeno ogni regione, stiamo già raccogliendo le firme, ieri abbiamo raccolto quasi mille firme contro il Green pass e questa mattina altre 700. Un atto che si inserisce nella nostra iniziativa politica: il governo di fatto ancora una volta consente alle multinazionali di avere il massimo profitto e zero responsabilità, perché nessuno potrà fare causa in caso di danni da vaccino alla multinazionali del farmaco, perché sono tutte mallevate".

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“I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green Pass è diventato il nuovo ‘mantra’ da imporre. Il resto non conta", scrive su Facebook Giorgia Meloni. "A questo punto, vorrei avanzare delle domande alla nuova scienza di Governo: i Paesi europei che sconsigliano il vaccino a bambini e adolescenti, stanno quindi invitando la popolazione a morire? Con questa affermazione Draghi sta dicendo che sono condannati a morte coloro che non possono vaccinarsi, come chi affronta radio e chemioterapia? Il Premier Draghi è sicuro quando afferma che i possessori del Green Pass avranno la garanzia di non ritrovarsi tra persone contagiose?"

E ancora: "Ci può fornire i dati scientifici a sostegno di questa tesi? Se a settembre i contagi saranno aumentati nonostante un obbligo vaccinale di fatto - ma per il trasporto pubblico e la scuola non sarà ancora stato fatto nulla - con chi se la dovranno prendere gli italiani, e in particolare gli imprenditori e i lavoratori che avranno pagato per queste misure inefficaci”.

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