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Tokyo 2020, Malagò: "Accuse di doping a Jacobs? Qualcuno non accetta sconfitta"

Il presidente del Coni: "La mia difesa è a spada tratta"

03 Agosto 2021

Tokyo 2020, Malagò: "Accuse di doping a Jacobs? Qualcuno non accetta sconfitta"

Fonte: lapresse.it

"Jacobs accusato di doping? Le considerazioni di alcuni vostri colleghi sono veramente fonte di grande dispiacere e anche imbarazzo sotto tutti i punti di vista. Dispiace che qualcuno dimostri di non saper accettare la sconfitta". Queste le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò. A 'Radio anch'io Sport' su Rai Radio1 si è infatti scagliato contro le accuse di doping della stampa estera nei confronti dell'oro azzurro nei 100 metri, Marcell Jacobs, alle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Tokyo 2020, Malagò: "Accuse di doping a Jacobs? Qualcuno non accetta sconfitta"

"Oggi ha risposto bene Paolo Camossi, allenatore di Marcell - ha proseguito Malagò -. Parliamo di atleti che vengono sottoposti quotidianamente ai controlli antidoping e quando fanno un record tutto si raddoppia. Il numero dei test è impressionante. Per questo la mia è una difesa a spada tratta di Marcell”.

E ancora: "Conosco bene la forza della squadra e conosco i ranking internazionali. Ho sempre detto che avremmo fatto meglio di Rio e lo abbiamo fatto. Sugli ori ho sempre detto che avrebbero inciso tante variabili, ma abbiamo ancora diverse carte a disposizione e tutte le squadre ai quarti di finale: non solo pallavolo, basket e pallanuoto, ma anche il beach volley. E poi abbiamo le Farfalle e i quartetti della pista". "Mi sembra tanta roba: era difficile immaginare che a cinque giorni dalla fine delle Olimpiadi avremmo avuto tutte le basi piene", conclude il n.1 del Comitato olimpico nazionale.

Jacobs accusato di doping dal Washington Post

Gravi e non provate accuse sono arrivate anche dagli Stati Uniti, paese di origine del padre del centometrista. Qui il Washinton Post ha commentato in modo poco ortodosso il passato dell'atleta. I bookmaker lo quotavano tra 8-1 e 10-1, un outsider. L'americano Fred Kerley, che ha vinto l'argento con il suo record personale di 9''84, ha detto 'Non sapevo niente di lui', parlando dell'uomo che ha raccolto l'eredità di Bolt come campione olimpico". Dopo un ricapitolo sulla vita di Jacobs, ecco la stoccata finale: "Prima del 2021, Jacobs non aveva mai corso i 100 metri in meno di 10''03, un risultato che non lo avrebbe qualificato per i Trials Usa di giugno. Alla fine della serata di domenica, solo 10 uomini avevano corso i 100 metri più velocemente di lui".

"Non è colpa di Jacobs - continua il giornalista americano - se la storia dell'atletica è legata a sospetti per improvvisi e enormi progressi. Gli annali dello sport sono pieni di campioni che esplodono e poi si rivelano dopati. Sarebbe scorretto accusare Jacobs. Sarebbe parziale non riconoscere il contesto dei suoi risultati. Jacobs merita il beneficio del dubbio. Il suo sport, però, no". A cosa serva instillare il dubbio dopo un risultato simile, a poco più di 24 ore da una gara che ha lasciato l'Italia con il fiato sospeso per 9 secondi e 80, non si è ben capito, ma resta che Jacobs, l'italiano, Jacobs, è l'uomo più veloce del mondo.

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