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Jacobs stravince ai 100 metri alle Olimpiadi, ma gli inglesi lo accusano di doping

I media inglesi e statunitensi si sono scagliati contro l'atleta con velate accuse di doping dopo il suo straordinario risultato olimpico

02 Agosto 2021

Tokyo 2021, Jacobs segna il nuovo record italiano: batteria da 100 in 9''94

Fonte: Instagram Lamont Marcell Jacobs

L'italiano Lamont Marcell Jacobs festeggia l'oro ai 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ma da Stati Uniti e Regno Unito piovono le critiche e c'è chi accusa l'atleta di doping durante la gara. Non è la prima volta che la stampa in lingua inglese accusa i nostri connazionali di scorrettezze, soprattutto alla luce dei recenti successi del Bel Paese, prima all'Eurovision, poi agli Europei, e adesso anche alle Olimpiadi. Nessuna preoccupazione da parte di Jacobs, intento a godersi nella commozione generale il suo meritato successo.

Jacobs stravince ai 100 metri alle Olimpiadi, ma gli inglesi lo accusano di doping

Un italiano è l'uomo più veloce del mondo. Se ancora non ci credete, non siete gli unici. Se buona parte della stampa internazionale si è congratulata con Lamont Marcell Jacobs per lo straordinario risultato a una delle gare più importanti di tutti i giochi olimpici, i 100 metri, non tutti hanno apprezzato e c'è chi tra le grandi testate ha insinuato che l'atleta di Desenzano del Garda abbia fatto uso di sostanze per aumentare le sue prestazioni di gara.

L'accusa choc arriva da niente di meno che il Washington Post che insinua: "Gli annali dello sport pieni di campioni che esplodono e poi si rivelano dopati". Non un'attacco diretto ma una frecciatina ben assestata per lo sportivo italiano, già sotto le mire degli invidiosi per la sua provenienza per metà americana. Un dubbio ingiusto, o quantomeno non verificato e senza prove a supportarlo, quello trasmesso dai media inglesi e statunitensi, che non fa altro che gettare fango su un'esperienza come quella sportiva che dovrebbe unire, non dividere. Sottile è per esempio il commento dell'inglese Matt Lawton, corrispondente per il Times alle Olimpiadi 2020: "Il nuovo campione olimpico dei 100 metri, Marcell Jacobs, è sceso sotto i 10 secondi per la prima volta a maggio. È venuto qui, ha corso 9''84 in semifinale e 9''80 per vincere. Ah, bene". Un tweet sterile e di una bassezza inaspettata da parte di un giornalista, che nulla aggiunge sulla performance dell'atleta e lascia trasparire un solo sentimento: l'invidia. Che gli inglesi non sanno perdere, d'altronde, lo avevamo capito anche durante gli europei, quando sono piovute critiche sugli azzurri a seguito della finalissima, ma l'accusa di doping contro Jacobs lascia l'amaro in bocca

Jacobs accusato di doping dal Washington Post

Sospetti invidiosi anche dagli Stati Uniti, paese dal quale il padre del centometrista proviene, dove il Washinton Post commenta in modo poco ortodosso il passato dell'atleta: Un 26enne che fino a questa primavera si esibiva alla periferia dello sprint d'elite, Jacobs, ha vinto i 100 metri in 9''80 e si è guadagnato il titolo non ufficiale di uomo più veloce del pianeta. Solo i più caldi appassionati dell'atletica avevano sentito parlare di Jacobs. I bookmaker lo quotavano tra 8-1 e 10-1, un outsider. L'americano Fred Kerley, che ha vinto l'argento con il suo record personale di 9''84, ha detto 'Non sapevo niente di lui', parlando dell'uomo che ha raccolto l'eredità di Bolt come campione olimpico". Dopo un ricapitolo sulla vita di Jacobs, ecco la stoccata finale: "Prima del 2021, Jacobs non aveva mai corso i 100 metri in meno di 10''03, un risultato che non lo avrebbe qualificato per i Trials Usa di giugno. Alla fine della serata di domenica, solo 10 uomini avevano corso i 100 metri più velocemente di lui".

"Non è colpa di Jacobs - continua il giornalista americano - se la storia dell'atletica è legata a sospetti per improvvisi e enormi progressi. Gli annali dello sport sono pieni di campioni che esplodono e poi si rivelano dopati. Sarebbe scorretto accusare Jacobs. Sarebbe parziale non riconoscere il contesto dei suoi risultati. Jacobs merita il beneficio del dubbio. Il suo sport, però, no". A cosa serva instillare il dubbio dopo un risultato simile, a poco più di 24 ore da una gara che ha lasciato l'Italia con il fiato sospeso per 9 secondi e 80, non si è ben capito, ma resta che Jacobs, l'italiano, Jacobs, è l'uomo più veloce del mondo.

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