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Tokyo 2020: Marcell Jacobs, origini e storia dell'azzurro oro nei 100 metri piani

Chi è l'atleta che ha portato l'Italia per la prima volta alla finale dei 100 metri piani? Vi raccontiamo qualcosa di Jacobs, record europeo e primo oro italiano

01 Agosto 2021

Tokyo 2020, Marcell Jacobs, origini dell'azzurro da record pronto in finale

Lamont Marcell Jacobs ha dato spettacolo ai Giochi di Tokyo 2020, vincendo finale dei 100 metri piani e battendo il record europeo  durante le qualificazioni con 9.84, dopo quello italiano scattato nella giornata di ieri, sabato 31 luglio. Nessun italiano prima di lui era riuscito ad arrivare a questo traguardo della finale olimpica. Oggi festeggia la vittoria portandosi a casa la medaglia d'oro e un nuovo tempo che batte quello già impressionante del giorno prima: 9.79 secondi.

Il nome di Jacobs, per chi non lo conosceva prima dell'inizio delle Olimpiadi di Tokyo, risveglia tanti interrogativi: da dove arriva questo talento che sta emergendo nella squadra dei velocisti azzurri? Qui aggiungiamo qualche informazione per conoscerlo meglio.

Tokyo 2020, Marcell Jacobs, origini dell'azzurro da record pronto in finale

Marcell Jacobs nasce il 26 settembre 1994 negli Stati Uniti, a El Paso, in Texas, città da film western al confine con il Messico, confine tracciato dal letto del Rio Grande. Il padre, soldato della marina militare originario della Florida, con parenti divisi tra Miami, Jacksonville e Orlando, aveva conosciuto la futura madre di Marcell, Viviana, durante un periodo trascorso alla base di Vicenza. Da lì Jacobs senior era stato trasferito nuovamente in Texas.

"Da dove, racconta Marcell, insieme a mamma, nel frattempo separatasi da papà, sono arrivato in Italia quando avevo meno di due anni. Cosa ricordo di El Paso? Nulla, non ci sono mai più tornato. Fossi rimasto lì chissà che fine avrei fatto: magari sarei diventato anch’io un marine, oppure un giocatore di football. Oppure ancora, non avessi avuto le spalle coperte da una famiglia di livello medio-alto, sarei già morto, come purtroppo succede a tanti in un Paese dalle molte diseguaglianze sociali... Negli Stati Uniti ci sono stato in vacanza. E nel 2008, quando nonna e uno zio hanno promosso una riunione di famiglia. Avevo 13 anni: sono stati giorni difficili, per me papà non esisteva, non l’avevo mai più visto, né sentito. Era un estraneo, tra noi non c’era alcun legame. Tanto che sino a qualche tempo fa, in inglese, non riuscivo nemmeno a dire una parola... Resta che sono italiano al 99,9%. Da papà ho ereditato il colore della pelle e le fibre veloci".

Tokyo 2020, Marcell Jacobs, origini, famiglia e successo sportivo

Marcell Jacobs è diventato padre a 20 anni, il 14 dicembre 2014. Il figlio, Jeremy, nasce dal rapporto con Renata, che però non durerà molto a lungo. A settembre del 2015 svolta, decidendo di trasferirsi a Gorizia per farsi allenare da Paolo Camossi, campione del mondo indoor del triplo 2001 con un personale da 17.45, l’artefice dei successi di oggi.

"Il nostro rapporto, racconta Marcell, è nato in occasione di alcuni raduni. Quando mi ha proposto una collaborazione, ho subito accettato. Ero reduce da due stagioni a singhiozzo per via di seri infortuni a un tendine rotuleo e a un bicipite femorale: mi ispirava fiducia. Ma gli inizi non sono stati facili: mi piaceva divertirmi e lui mi dava del ragazzetto, dello scavezzacollo. In realtà siamo cresciuti e abbiamo fatto progressi insieme. Prima eravamo un gruppo di 6-7 saltatori del giro della Nazionale. Poi, per un motivo o per l’altro, sono rimasto solo io. Le critiche, che non sono mancate, non ci hanno sfiduciato. Le delusioni, anche quelle numerose, non ci hanno fermato. E il lavoro di tanti anni, adesso ha cominciato a pagare". 

Marcell dimostra di avere un vero e proprio talento per la corsa veloce sin da giovanissimo: ottiene un 10”23 nei 100 e, ai campionati italiani under 23 di Bressanone, firma un esagerato 8.48 che non può essere ufficializzato solo perché al momento del tentativo spira una folata di vento di poco superiore al consentito (+2.8 m/s). Nessun atleta italiano, con qualsiasi condizione, a oggi ha mai saltato così lontano.

Marcell Jacobs, figli e vittorie

Nel 2018, poi, un'altra svolta. "Insieme, dice riferendosi al compagno di squadra Camossi, abbiamo deciso di stravolgere le nostre vite per provare a fare davvero sul serio con la velocità. Così abbiamo lasciato Gorizia, dove la pista si stava consumando e dove eravamo un po’ isolati, tanto che era Paolo stesso a farmi da fisioterapista, per trasferirci a Roma e sfruttare le strutture dell’Acquacetosa". Nel mentre anche la vita sentimentale di Marcell si è rivoluzionata: nascono due figli dal fidanzamento con Nicole, ragazza di Novi Ligure di origine ecuadoregna, nel maggio 2019. Anthony - "Un testone!" - al quale, nel settembre 2020, seguirà Meghan - "Una viziatona", come racconta Marcell.

Marcell torna appena può torna nella sua Desenzano per trovare mamma Viviana, gli amici e il figlio Jeremy. "Pochi, ma ai quali resto legatissimo". L’accento bresciano, però, sta lentamente lasciando il posto a qualche inflessione romanesca. Che la famiglia e gli amici siano il grande amore di Marcell, insieme allo sport, lo si vede subito. Ha tatuato gli affetti familiari sul proprio corpo, 84 chili distribuiti lungo 186 centimetri: "Tatuaggi ne ho tanti, spiega, e tutti hanno un significato. Sul costato ne ho uno fatto uno una decina di anni fa insieme a due carissimi amici di Desenzano. Poi sulla schiena ho una tigre, il mio animale preferito, perché è solitario, ma può graffiare ed essere pericoloso. Ho la data di nascita di Jeremy e, in numero romani, quella di Meghan, poi quella di mamma e dei miei fratelli e il nome Anthony sulla pancia. Un mappamondo con nel mezzo la rosa dei venti, per non perdere i riferimenti e rimanere concentrato. Ho anche le scritte carpe diem, crazylongjump, che è il mio nome su Instagram, quindi un’ancora fatta insieme alla mia compagna. Su un braccio ho un Colosseo con gladiatore e, unico riferimento all’atletica, i cinque cerchi olimpici".

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