Martedì, 21 Settembre 2021

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Europei 2021, polemica sull'Inno di Mameli. "Aboliamolo, non rappresenta l'Italia"

Un tempo era la Lega a chiedere la sostituzione dell'inno nazionale (provvisorio fino al 2017), ora sono anche i consumatori. Ecco perché il Canto di Mameli continua a suscitare polemiche

17 Giugno 2021

italia

Da sempre, l'inno di Mameli dà origine a qualche polemica. Di solito è sempre stata la Lega (soprattutto quando ancora si chiamava per intero, Lega Nord) a considerarlo non meritevole di essere l'inno nazionale d'Italia. Il Carroccio ne ha più volte proposto la sostituzione, o almeno lo hanno fatto alcuni dei suoi esponenti. Era successo nel 2010, ma l'ultima volta anche nel 2017 se ne era parlato, con le altre forze politiche a fare levata di scudi a sua difesa.

Inno di Mameli, quando la Lega chiedeva di cambiarlo

Oggi, invece, non è una forza politica a proporre l'abolizione ma ci sono associazioni e singoli che sono ancora convinti che l'inno di Mameli sia da cambiare. Segno che l'argomento torna ciclicamente di attualità, soprattutto quando gioca la nazionale di calcio in una fase finale di una manifestazione internazionale. E così accade anche questa volta, nel bel mezzo degli Europei 2021 nei quali gli azzurri di Roberto Mancini hanno cominciato decisamente col piede giusto.

La richiesta di ADUC: "Sostituire l'inno nazionale"

La richiesta arriva stavolta dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori. Il presidente di ADUC, Vincenzo Donvito, scrive in un comunicato: "Quand’ero alla scuola elementare e poi media e ci facevano, in alcune occasioni ufficiali, cantare in gruppo l’inno di Mameli, ero sempre perplesso. (...) Ovviamente questa perplessità, al liceo - con la consapevolezza di chi, come e quando aveva usato questo inno nel passato (glorificazione di morte, sofferenze, guerre, fascismi) - ...questa perplessità si è trasformata in avversione e, una volta all’università, in rassegnazione: si può anche vivere con un inno del genere, anche perché in altri Paesi non è che siano tanto differenti (a parte il fascino eterno della Marsigliese, pur sempre una marcetta antica)", prosegue.

"Inno di Mameli? Dimostra che non abbiamo chiuso col passato"

"Nella vita post scolastica, mi è sempre rimasto il dubbio: ma perché l’inno in cui dovremmo tutti riconoscerci per essere fieri di appartenere a questo Paese (quando giro per il mondo non mi vergogno di essere italiano) deve essere così vecchio, pomposo, sovrabbondante di retorica, una di quelle marcette da sfottò. Alcuni dicono che l’inno di Mameli è la nostra storia. E’ probabile che sia così per coloro che, per esempio, non hanno mai voluto chiudere col nostro tragico passato (quanti regi decreti sono in corso, i codici di vario tipo…), e di cui sono evidenti le conseguenze. Oggi se chiedo a mia figlia adolescente cosa ne pensa dell’inno di Mameli, mi fa un sorriso di commiserazione, fa spallucce e si rimette le cuffiette per ascoltare tutt’altro che Mameli. Ho l’impressione che sia un comportamento diffuso. (...) E’ evidente che, pur se non si parla di mandare in pensione il Mameli, sono in tanti che non hanno ancora chiuso col nostro tragico passato fatto anche di ebrei inviati nei campi di sterminio nazista. Ben venga, casomai, Bella ciao. Ma non basta. Occorre scrivere e cantare la nostra storia repubblicana per chiudere con il passato. Occorre mandare in pensione il Mameli", conclude il presidente di Aduc.

La storia dell'Inno di Mameli

Dopo la seconda guerra mondiale l'Italia diventò una repubblica e il Canto degli Italiani fu scelto, il 12 ottobre 1946, come inno nazionale provvisorio, ruolo che ha conservato anche in seguito rimanendo inno de facto della Repubblica Italiana. Nei decenni si sono susseguite varie iniziative parlamentari per renderlo inno nazionale ufficiale, fino a giungere alla legge nº 181 del 4 dicembre 2017, che ha dato al Canto degli Italiani lo status di inno nazionale de iure. Ma, evidentemente, le discussioni sul suo conto non sono destinate a concludersi.

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

Più visti

x