Domenica, 25 Settembre 2022

Seguici su

"La libertà al singolare esiste solo nelle libertà al plurale"
Benedetto Croce

Il capolavoro "The whale" di Aronofsky: un professore obeso cerca il perdono della figlia abbandonata. Fraser da Oscar!

Leoncino d'oro a "The whale", ispirato all'omonimo testo teatrale di Samuel Hunter; il film è diretto e interpretato magistralmente da Darren Aronofsky e Brendan Fraser

Di Alessandra Basile

09 Settembre 2022

Brendan Fraser e Darren Aronofsky

Brendan Fraser, Hong Chau, Darren Aronofsky, Sadie Sink-"The whale". Ph. Fonte LaPresse

CONCORSO UFFICIALE - Vincitore del Leoncino d'oro

"The whale", appartenente al genere dramma psicologico e diretto dal regista dell'indimenticabile "Black swan", con una Portman vincitrice dell'Oscar alla migliore attrice nel 2011, è un capolavoro tratto dal romanzo "The Whale" di Samuel D. Hunter. La storia è quella di un appassionato insegnante inglese, innamorato della poesia e della sua metrica, che soffre di un'obesità peggiorata nel tempo, pericolosissima per la sua salute. Il suo modo di rapportarsi con gli studenti online è quello di stare a telecamera spenta, perché non vedano lo stato in cui si trova, cosa che potrebbe terrorizzarli e allontanarli all'istante da lui. Il più grande dolore di Charlie si chiama Alan, un suo studente omosessuale suicidatosi per le accuse del padre mormone contro la sua scelta di vita, mentre il suo più grande rimorso, fino a quel momento, è dato dall'aver abbandonato, in tenera età, la figlia per vivere con il suo nuovo amore. Proprio con la ragazza, Charlie cerca di riallacciare i rapporti, con estrema difficoltà, data anche dall'apparente odio dell'adolescente verso di lui e verso la vita; lo fa nella speranza, prima di morire, di poter essere perdonato, redento. Il suo atto non è giustificabile, ma - come da battuta del protagonista - "io mi sono innamorato". Grande amica, nonché sorella di Alan, è Liz, colei che lo soccorre in continuazione e lo accudisce, pur rispettando il desiderio autodistruttivo di Charlie di non andare in ospedale. Alla fine del film se ne capirà il motivo e ciò ci farà apprezzare il sistema medico italiano. Altri personaggi, tutti interessanti, tutti con un arco importante di crescita psico-emotiva, sono l'ex moglie, capace di amarlo ancora e di comprendere il suo sconforto, e il giovane mormone che bussa alla sua porta, convinto di aiutarlo spiritualmente, mentre sarà 'illuminato' da Ellie a trovare la strada migliore per lui da percorrere. Tutti si mettono in discussione ed evolvono. Un film strepitoso, che merita il massimo riconoscimento a Venezia, anche e soprattutto, per regia, interpretazioni e sceneggiatura. Il Charlie di Brendan Fraser arriverà agli Oscar 2023 senza ombra di dubbio: l'emozione è potente. Straordinaria performance, quella di Fraser, vera, intelligente e profonda, così ben condotta da un regista enorme. Voto al film: 10, voto a Fraser: 10elode!

Una curiosità. Darren Aronofsky ha dichiarato che il progetto del film è durato dieci anni, poiché non trovava l'interprete giusto per il protagonista. Solo nel 2021, Hong Chau (Liz), Sadie Sink (Ellie), Samantha Morton (Mary) e Ty Simpkins (Thomas) sono entrati nel cast. Le riprese del film sono state fatte fra l'8 marzo e il 7 aprile dello stesso: solo un mese! Con risultati strepitosi.

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=iIKCH9MjbMg  

standing ovation per Brendan Fraser (Twitter) 

Seguici su

Commenti Scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Più visti

x