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Il dj Alessandro Zuber: “Faccio ballare tutto il mondo ma il ruolo più bello è quello del padre”

Tra una tappa in Italia e una ad Ibiza, toccando pure New York, il produttore di Milano Due si destreggia nel far divertire i ragazzi, dando loro anche dei consigli per come vivere il futuro in maniera serena

Di Stefano Bini

26 Maggio 2022

Il dj Alessandro Zuber: “Faccio ballare tutto il mondo ma il ruolo più bello è quello del padre”

Dj-produttore e promotore nei club più importanti ed esclusivi al mondo, Alessandro Zuber dal 2016 è il protagonista indiscusso della musica urbana nella isla blanca. Ale nel 2019 ha contato nel suo calendario più di 200 date tra cui le sue residenze estive nei format da lui creati: mucho all’ushuaia di Ibiza e richbitch all’hi di Ibiza. Alessandro ha condiviso i palchi di mezza Europa con artisti dal calibro di Daddy Yankee, Ozuna, Nicky Jam, Bad Bunny, Trey Song, Don Omar ma anche di Sfera, Guè, Capo Plaza ed Electra Lamborghini. In questo momento di emergenza sanitaria, conduce un programma radiofonico su Disco Radio, gruppo Rds, mentre in Spagna è impegnato a girare un documentario autobiografico della sua ascesa, che andrà in onda su Mediaset Play nel 2022; per chi ancora non lo conoscesse e non lo sapesse, quello che suona varia tra un genere urbano (hip-hop) e le sonorità latine (reggaeton). Il suo calendario può solo che attrare attenzione e stupore per quello che questo giovane uomo ha fatto; in meno di quattro anni è diventato una vera e propria icona nel genere urbano dell’isola spagnola.

Da promoter a dj, da scrittore a speaker radiofonico, fino all’organizzazione di eventi e producer, ma Alessandro Zuber cosa vuole fare da grande?

«Alessandro Zuber da grande vorrebbe tornare bambino per giocare con i suoi compagni al campetto di Milano Due. Ricordi indelebili e tanta spensieratezza!»

 

Nei vari ruoli in cui si è giostrato, qual è quello che Le piace di più?

«Quello che mi piace di più è quello di padre, un ruolo impagabile e che ti dà più di ogni altra cosa.»

 

Da Ibiza a Madrid, fino a New York, ha fatto ballare e divertire migliaia di ragazzi. Come ha vissuto la pausa forzata dovuta al Covid?

«La pausa è stata lunga forse anche troppo lunga. Non ho mai avuto una pausa lavorativa così duratura e stressante, penso di non aver mai avuto così paura nella mia vita come durante il covid. Ovviamente, non per la malattia ma per come è stata gestita. Mi sono sentito abbandonato ed inerme.»

 

Per quest’estate 2022, si vedono buoni spiragli?

«Quest'anno è ripartito a bomba, ho un’estate piena pienissima di date in tutta Europa. Sono molto felice di questo!»

 

Al di là del suo lavoro, sente anche una certa responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e dei giovani? Alla fine, con il suo libro Come affrontare le difficoltà della vita credendo in te stesso e diventando artefice del tuo successo, e con la sua musica, ha sempre mandato segnali positivi al prossimo.

«Guarda, in realtà molti di loro sotto certi aspetti hanno da insegnare a me. L’unica responsabilità che mi sento di avere nei loro confronti è il rispetto e l’educazione verso il prossimo.»

 

Si divide tra Milano Due, dove abita, e il resto del mondo, ma dove si trova davvero a casa?

«Sono anni che mi fanno questa domanda ed ancora oggi sono in difficoltà a rispondere su dove abito. Milano la porto negli anni della mia vita, Ibiza la porto nella mia svolta lavorativa, Napoli la porto nel cuore e i sogni li porto nel mio futuro.»

 

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