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Maurizio Gigola, la voce narrante di Gualtiero Marchesi

Gualtiero Marchesi. The Great Italian. Recensione del film e intervista al regista

Di Alessandra Basile

13 Luglio 2021

Maurizio Gigola, la voce narrante di Gualtiero Marchesi

Il regista, nonché ideatore, di un interessante documentario sul grande maestro italiano Gualtiero Marchesi è Maurizio Gigola.

Subito dopo la recensione, un estratto della mia intervista a Maurizio.

Gualtiero Marchesi. The Great Italian

Genere. Documentario, 2018. Una serie di interviste al protagonista e ai suoi estimatori sull’uomo che ha mutato radicalmente la cucina italiana e le ha donato un senso artistico, identificandola nel mondo. Distribuzione italiana: Twelve Entertainment. Incasso al Box Office: 10,8 mila euro.  

Recensione. ‘Ce ne sarebbero mille di perché’ per girare un film sulla vita di Gualtiero Marchesi, sostiene Maurizio Gigola nel suo film. Il diretto interessato propone di limitarsi a cinque e il regista risponde: ‘te ne dirò uno che racchiude tutti: la tua grande passione’. Così inizia il docufilm sul fu Gualtiero. Magnifici le immagini e i filmati con un focus sulla preparazione dei cibi, accompagnata da sottofondi musicali perfetti. Musica, cucina, pittura sono tutte arti che sembrano armonicamente danzare insieme al protagonista assoluto del film. L’impressione è che quest’ultimo fosse dotato di un’umiltà composta, di modi accoglienti, di una signorilità nei dettagli. Il Maestro pavese, nato nel marzo del 1930, morì, vedovo da un anno, a Milano, nel 2017, lasciando due figlie, l’arpista Simona e la violinista Paola. Tra i vari intervistati da Gigola, Carlo Cracco: ‘Il maestro volava alto (..), però ti faceva capire come avresti potuto vedere, stando là in alto’. Maurizio Gigola, sul finale, ringrazia il maestro della cucina italiana per avere condiviso la sua storia, perché essa ha trasformato un atto di tutti i giorni (il cucinare) in un’arte, nel nome di quel concetto di semplicità che cambia il mondo.

Vederlo? – Sì! Convintamente. Il mio voto per questo bel documentario, elegante e formativo, è 8.
Dove trovarlo. Su Sky e Amazon, ma anche su Chili (streaming) e IBS (dvd):

Alessandra Basile intervista Maurizio Gigola

Intervista. Milano, fine giugno 2021. Intervista telefonica, avvenuta in due momenti.

ALESSANDRA BASILE: Ciao Maurizio. Questo su Gualtiero Marchesi è il tuo primo film?

MAURIZIO GIGOLA: Sì

BASILE: Come ti è nata l’idea di far un film sul grande maestro della cucina italiana?

GIGOLA: Volevo fare un documentario e mi sono attenuto alle tematiche che mi erano (e mi sono) più care, fra le quali la cultura gastronomica e la matrice italiana. Ho pensato di cominciare da chi aveva, a mio parere, compiuto l’operazione più interessante sotto il profilo identitario nell’ambito culinario, dando vita a un’esperienza unica, quella di avere ibridato la cucina italiana con alcune altre cucine, in particolare francese e giapponese, modificando il nostro heritage, che ancora oggi è fortemente basato sulla cucina regionale, rendendolo più essenziale ed elegante, in linea con il suo forte rispetto per la materia prima. Marchesi vi aveva aggiunto il suo mondo estetico e immaginario.

BASILE. Come ti sei mosso inizialmente per realizzare la tua idea cinematografica?

GIGOLA. Semplice. Sono andato da Marchesi, gli ho proposto il film e lui ha detto ‘ fico!’.

BASILE. Come andò l’intervista a Marchesi? E quali sono stati gli step successivi per il docufilm?

GIGOLA. L’ho intervistato a lungo in uno studio radio, poi ho cominciato a girare qualcosa con lui per vedere come si sarebbe comportato in camera. Mi è risultato subito chiaro che Marchesi era un personaggio. Ne ho, poi, tratto una sceneggiatura, fatta, in certi momenti, di alcuni suoi statement: Marchesi faceva spesso citazioni, da Socrate a Bach, e, poi, esprimeva le sue osservazioni personali secondo la visione chiara che aveva su come fare le cose e sul loro valore, a volte risultando rigido.

BASILE. Rispetto a Gualtiero Marchesi, mi sono chiesta come mai nessuno abbia pensato prima di te di farne un film. Ecco pongo a te questa domanda, oltre a chiederti che tipo di persona fosse.

GIGOLA. Forse, l’attenzione generale sul tema della gastronomia, come espressione di cultura e matrice italiane, è piuttosto giovane. Negli ultimi anni, si è sviluppato un forte interesse per gli chef, cui si è così dato spazio. In verità, dei documentari sulla cucina e sul maestro sono stati realizzati in precedenza, ma il mio film ritengo si distingua per essere biografico. Quanto a Marchesi, era molto intelligente e gentile e aveva dei momenti di grande intolleranza, tali da risultare anche antipatico.

BASILE: Hai detto di avere iniziato a fare cinema da ragazzo. Quanti anni avevi?

GIGOLA: 17-18 anni. Avevo iniziato con il teatro di posa, a Milano, grazie alla casa di produzione Filmways, collaborando poi, per un paio d’anni a Roma, con Luciano Emmer, nell’ambito produttivo e creativo.

BASILE: Il tuo percorso professionale, dopo un debutto artistico, è stato vario. Raccontami di te.

GIGOLA: Ho cominciato a lavorare nel mondo del cinema da ragazzo per una casa di produzione milanese, poi sono andato negli Stati Uniti a studiare e, quando sono rientrato in Italia, ho iniziato un lavoro in tutt’altro ambito, quello della consulenza (comunicazione interna, risorse umane, ..). Ero entrato in quel mondo grazie a una società inglese, la P.A. Consulting, che mi aveva offerto la direzione di un ramo aziendale in Italia, la Communication Strategies. Per me, si trattava di una sfida molto interessante, che mi avrebbe permesso l’evoluzione delle mie competenze manageriali internazionali in una realtà creativa. Ho, poi, collaborato con altre aziende del settore.

BASILE: A un certo punto, ti sei messo in proprio.

GIGOLA: Sì. Infatti, ho aperto delle società, legate al gruppo americano Psychological Associates di St. Louis (https://www.q4solutions.com/). Quella italiana fu la Learning Lab, la prima società a lanciare una piattaforma per la formazione a distanza, sviluppata, sul piano digital, insieme alla grande agenzia di pubblicità Ogilvy & Mather[1]. Con le mie società, ho collaborato con vari gruppi aziendali, fra i quali Price Water House e le ‘sette sorelle’, come Accenture[2].

BASILE: Quando hai deciso di tornare al cinema?

GIGOLA: Intorno al 2008/2010. Volevo occuparmi di qualcosa che fosse più vicino alle mie passioni e mi divertisse di più. 5 o 6 anni fa ho fatto partire il progetto su Gualtiero Marchesi.

BASILE. Su che ordine di grandezza viaggiava il budget del docufilm? Sei ricorso a degli sponsor?

GIGOLA. Marchesi era un personaggio molto amato, quindi avere la disponibilità degli intervistati a partecipare al progetto, così come degli sponsor a finanziare il film, non è stato difficile. In più, Marchesi aveva raggiunto una certa età e, per tutti (chef e sponsor), essendosi resi conto della sua importanza come figura di riferimento e come simbolo di un cambiamento radicale della cultura gastronomica italiana, salire a bordo di questo mio progetto significava entrare in un pezzo di storia.

Il cinema documentaristico, come distribuzione, difficilmente porta a coprire gli investimenti fatti; ho optato per le sponsorizzazioni, oltre all’utilizzo di mezzi propri: sono transitati sui 450/ 500.000 euro nella mia (con dei soci) società inglese Food and Media e il film è stato realizzato nei tempi stabiliti. I 4 sponsor: Illy caffè, Parmigiano Reggiano, Ferrari spumanti, San Pellegrino waters.

BASILE. Quanto tempo sono durate le riprese? Per la distribuzione del film come ti sei mosso?

GIGOLA. Le riprese sono durate un paio d’anni. Anche perché i personaggi intervistati sono stati tanti. Grazie allo sponsor San Pellegrino, è stato organizzato un evento dedicato a Cannes, con il coinvolgimento di blogger e giornalisti da tutta Europa. Il film ha avuto successo ed è uscito in 60 cinema del circuito UCI. Inoltre, è volato nelle principali capitali mondiali, da Washington a San Francisco, dove ho fatto le mie personali proiezioni, a Tokyo, Chicago, Parigi, Mosca, Shangai, grazie anche alla Fondazione Gualtiero Marchesi e a 2 società di distribuzione: a livello mondiale, la TriCoast Worlwide ha distribuito il film su delle piattaforme VOD[3]; a livello italiano, con la Twelve Entertainmentin, il film è andato in onda su Sky ed è su Amazon (DVD, sarà in streaming).

BASILE. È un bellissimo progetto armonico fra storia, voice over, montaggio, giochi di luce e musica originale di Giovanni Sollima (https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Sollima). Anche per chi non è, come me, così affine al tema della cucina, questo film è gradevole, interessante, attraente. Ritengo che sia stato realizzato in maniera elegante e raffinata. È decisamente un film adatto a tutti.

BASILE. Per concludere su ‘Gualtiero Marchesi. The Great Italian’, ci sono degli sviluppi futuri?

GIGOLA. Rimarrà su queste piattaforme, poi si vedrà in futuro. Ora ho in atto altri progetti.

BASILE. Ottimo! Ti ascolto. Tutti cinematografici?

GIGOLA. No, ma inizio da quelli di produzione cinematografica. Ho una serie televisiva (2022/23) sul tema della ‘relazione uomo/vino’, Wine Odyssey, di cui ho concluso il primo episodio, Harvest 2020, girato in Friuli. Girerò gli altri 5 altrove: Napa Valley, Georgia, Grecia, Francia e Germania.

BASILE. Produci tu Wine Odyssey. Ma non senza aiuti, immagino.

GIGOLA. Infatti. Wine Odyssey è sostenuto da Promoturismo FVG, dal Comune di Aquileia, che è in fortissimo sviluppo, e da un terzo sponsor, probabile ma non ancora certo.

BASILE. So che hai delle tue case di produzione a Londra. Sono solo lì?

GIGOLA. Ho delle case di produzione a Londra, sì, che associo a delle case di produzione locali, come la Format in Italia. Quelle inglesi, le Single purpose vehicle (su singoli stream di produzione) sono: In vino umanitas (Wine Odyssey), The Great Italian (documentari su Marchesi, Giannini e Olivetti), Food and Media. Creo alleanze e trovo soci diversi per progetto (e relativo sviluppo).

BASILE. Direi che la tua è una vera e propria attività imprenditoriale.

GIGOLA. In realtà, direi piuttosto che mi occupo di progetti culturali che partono dai documentari, ma vanno oltre. Mi affiancano sempre dei soci: Valica, che è leader nel digitale del turismo e del food, con 90 milioni di impressions al mese; ODR (ne sono partner), che è una società, con sede a Udine, che si occupa di intelligenza artificiale, con cui sto sviluppando un museo virtuale del vino.

BASILE. Quali altri progetti filmici stai realizzando?

GIGOLA. Sto lavorando a un documentario su Amedeo Giannini, un personaggio italo-americano. La madre genovese partorì in America colui che sarebbe diventato famoso creando una nuova etica bancaria, basata fortemente sulla mutualità e sull’inclusività delle minoranze. Il docufilm rientrerà nella serie di documentari intitolati ai ‘Great Italian’, come pure quello su Olivetti, che realizzeremo contestualmente. Tre, dunque, sono i ‘miei’ grandi italiani: lo chef, il banchiere e l’innovatore.

C’è, poi, il mio documentario sulla musica venezuelana, con un obiettivo di tipo umanitario. Lo sto sviluppando con mia moglie, Rennea Coutteney, che è del Venezuela. Il titolo è Cambur Pinton.

BASILE. Altri tuoi lavori in itinere?

GIGOLA. Sto lanciando un film festival, il Divine Film Festival, che avrà luogo la prossima estate ad Aquileia, dal 10 al 12 agosto, con una coda a San Francisco, dal 23 al 29 dello stesso mese.

BASILE. Infine, c’è qualcosa che ti piacerebbe fare, anche fosse al momento un sogno?

GIGOLA. Una sfida che potrei raccogliere è quella di fare una fiction. Mi avevano chiesto di girarne una sul tema del bullismo, quando stavo in America. Purtroppo il progetto fu fermato.

BASILE. In quel caso, caro Maurizio, mi informerò sui casting! Perché, se qui mi relaziono con te come contributor e autrice, in quell’occasione mi presenterò come attrice (che sono e rimarrò!).

CONCLUSIONE

In attesa dei suoi vari progetti, saluto Maurizio Gigola. Nato nel cinema, ci è tornato in grande stile. Io credo che al déjà-vu del singolo mestiere si contrappongano, oggi, le attività plurime svolte da persone in gamba, che, grazie al loro bagaglio culturale e d’esperienza, si distinguono dalla massa.

[1] La Ogilvy and Mather è oggi nota solo come Ogilvy: https://it.wikipedia.org/wiki/Ogilvy
[2] Sono chiamate ‘sette sorelle’ le maggiori società di consulenza a livello mondiale: McKinsey, Boston Consulting, Bain & Company, Accenture, Deloitte, Ernst & Young e Kpmg.
[3] Video on Demand

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