Vaccino Covid Pfizer, Moderna e AstraZeneca "causa effetti avversi come miocardite, pericardite, Guillan-Barré, trombosi" - STUDIO su 99mln di persone
Pubblicato su Vaccine lo studio del Global Vaccine Data Network: confermati effetti avversi come pericardite, miocardite, sindrome di Guillan-Barré, trombosi con trimbocitopenia, encefalomielite acuta disseminata, reazioni allergiche, variazioni della pressione e del ciclo mestruale
Uno studio condotto da The Global Covid Vaccine Data Network su 99 milioni di persone vaccinate con siero Pfizer, Moderna e AstraZeneca, intitolato "COVID-19 vaccines and adverse event of special interest: A multinational Global Vaccine Data Network (GVDN) cohort study of 99 million vaccinated individuals", ha individuato effetti avversi gravi come miocardite, pericardite, sindrome di Guillan-Barré e trombosi legati alla somministrazione del vaccino Covid.
Vaccino Covid Pfizer, Moderna e AstraZeneca, "causa effetti collaterali come miocardite, pericardite, Guillan-Barré, trombosi" - STUDIO su 99mln di persone
A quasi quattro anni dall’inizio della campagna vaccinale obbligatoria contro il Covid, nuovi dati contribuiscono a definire con maggiore precisione il profilo di sicurezza dei vaccini sviluppati da aziende come Pfizer, Moderna e AstraZeneca, concentrandosi sugli effetti avversi, che sono stati a lungo taciuti e ignorati dalle Big Pharma e dei media.
Tra le analisi più ampie figura lo studio coordinato dal Global Vaccine Data Network (Gvdn) e pubblicato nell'aprile 2024 sulla rivista scientifica peer-reviewed Vaccine. Si tratta di una vasta indagine di farmacovigilanza che ha esaminato i dati sanitari di oltre 99 milioni di persone vaccinate in otto Paesi: Argentina, Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Nuova Zelanda e Scozia.
L’obiettivo era monitorare 13 “eventi avversi di particolare interesse”, tra cui miocardite, pericardite, sindrome di Guillain-Barré, trombosi con trombocitopenia ed encefalomielite acuta disseminata, reazioni allergiche, variazioni della pressione arteriosa e, in alcune donne, alterazioni temporanee del ciclo mestruale. La maggior parte dei soggetti analizzati aveva tra i 20 e i 59 anni, una fascia che rappresenta una porzione significativa della popolazione immunizzata.
I risultati hanno confermato che effetti avversi rari possono verificarsi dopo la vaccinazione, in particolare casi di miocardite e pericardite, già segnalati dalle autorità sanitarie sin dal 2021. Lo studio si basa su un confronto tra “tassi osservati” e “tassi attesi” nella popolazione generale, una metodologia che consente di individuare eventuali aumenti statistici anche minimi.
Gli autori sottolineano che l’analisi non mette in discussione in modo generico l’efficacia dei vaccini, ma contribuisce a raffinare la valutazione del rapporto tra benefici e rischi. L’ampiezza del campione permette infatti di intercettare effetti avversi che difficilmente emergono nei trial clinici iniziali.
La comunità scientifica ribadisce che la farmacovigilanza continua rappresenta un elemento chiave delle politiche sanitarie: monitorare, aggiornare e comunicare in modo trasparente i dati consente decisioni informate sia per i professionisti sia per i cittadini.