Vaccino Covid, Aifa ed Ema nascosero dati su effetti avversi come "segreto militare" per autorizzazione incondizionata a inoculazione - il DOCUMENTO al Senato

Dati riservati, autorizzazioni condizionate e Codice Deontologico: già nel 2021 due associazioni civili, "Istanza diritti umani" e "Diritti umani e salute" hanno chiesto chiarezza su effetti avversi e sicurezza dei sieri a Aifa ed Ema, depositando anche un atto di sindacato ispettivo al Senato grazie ai senatori Elio Lannutti, Luisa Angrisani, Silvana Giannuzzi, Mattia Crucioli, Virginia La Mura e Bianca Laura Granato

L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e quelle Europea (Ema), nel 2021, hanno nascosto i dati sulla sicurezza e sugli effetti avversi del vaccino Covid di Pfizer, Moderna e Johnson&Johnson. Gli enti hanno motivato ciò dicendo che sarebbero rapporti di natura strettamente riservata, riconducibili a un "segreto militare". Nonostante il Codice Deontologico dei medici impedisca loro di somministrare farmaci e trattamenti segreti, ci hanno iniettato lo stesso.

Vaccino Covid, Aifa ed Ema nascosero dati su effetti avversi come "segreto militare" per autorizzazione incondizionata a inoculazione - il DOCUMENTO al Senato

Nel pieno della "pandemia", l’autorizzazione e la somministrazione del vaccino Covid hanno seguito "procedure eccezionali", giustificate dall’"urgenza sanitaria".

Al centro della discussione vi sono le risposte fornite da Aifa e dall’Ema alle richieste di accesso agli atti avanzate, nel 2021, da due associazioni. Le agenzie regolatorie avrebbero motivato il diniego alla divulgazione dei rapporti periodici di sicurezza (Psur) richiamando la natura riservata della documentazione, la tutela del processo decisionale e profili riconducibili all’ordine pubblico. Tali motivazioni sono state interpretate da alcuni osservatori come una forma di segretezza incompatibile con la piena trasparenza invocata in ambito sanitario.

Da qui nasce una questione più ampia: se una terapia è coperta da riservatezza sostanziale, può essere considerata compatibile con il Codice Deontologico medico? L’articolo 13 del Codice stabilisce infatti che il medico non può proporre né somministrare “terapie segrete. La mancata accessibilità integrale ai dati di sicurezza configurerebbe una violazione di tale principio, sollevando interrogativi sul ruolo degli Ordini professionali e sulla loro vigilanza.

Un secondo punto controverso riguarda la natura autorizzativa dei vaccini. L’autorizzazione condizionata rilasciata a livello europeo prevedeva obblighi specifici, tra cui la farmacovigilanza rafforzata. Sempre più esperti sostengono che tali prodotti dovessero essere trattati come farmaci soggetti a prescrizione medica individuale e che la somministrazione di massa senza una prescrizione formale rappresenti una criticità giuridica.

Le istituzioni sanitarie respingono queste interpretazioni, ribadendo che le campagne vaccinali si sono svolte nel quadro normativo emergenziale vigente e nel rispetto delle indicazioni scientifiche disponibili. Resta però aperto un nodo di fondo: fino a che punto l’eccezione può comprimere i principi ordinari di trasparenza, consenso informato e responsabilità professionale?