03 Gennaio 2026
Corte Costituzionale
Con il “pronunciamento” n. 199/2025 sull’Obbligo Vaccinale Covid la Corte Costituzionale ha semplicemente agito in contrasto con tutte le regole che ne disciplinano il funzionamento:
Il Parlamento, su necessaria ed indispensabile iniziativa del Governo, deve necessariamente agire per fermare l’evidente Commissariamento Illegale che in tal modo si prospetta dei poteri Esecutivo e Normativo e, conseguentemente, dell’attualmente non più esistente Democrazia italiana.
Ciò appare del tutto necessario di fronte allo stravolgimento totale e consapevole dell’altissima funzione giurisdizionale attribuita alla Corte Costituzionale ma, nel caso, del tutto tradita e compromessa dai suoi attuali occupanti con scelte che erano e sono del tutto privi del potere di formulare.
I passi concreti vanno (andrebbero) necessariamente nella necessaria sospensione dell’attività della Corte Costituzionale, con immediata richiesta in sede parlamentare di fornire in maniera argomentata dimostrazione delle evidenze che si asseriscono utilizzate e del perché, trattandosi di consesso di giuristi chiamato a pronunciarsi su questioni strettamente scientifiche, non abbia inteso avvalersi, nell’ambito dei suoi poteri, di personale capace di fornire informazioni adeguate ed
indipendenti sul tema e piuttosto piegarsi a documentazione (ignota) proveniente da meri organismi governativi che erano solo una parte del giudizio. Nonché del perché abbia palesemente ignorato e stravolto la propria anche recentissima giurisprudenza e decisioni molto chiare in materia della CEDU.
Stabilita quindi la decadenza degli attuali componenti e dato corso al perseguimento delle loro responsabilità, occorrerà chiaramente normare, in sede di interpretazione autentica del sistema legislativo italiano per come vigente, il divieto assoluto di utilizzo nel percorso argomentativo a supporto delle decisioni di espressioni come Ragionevolezza, Buon Senso e simili o equivalenti che non fanno altro che portare elementi di pura e incontrollabile soggettività, in assenza di previsione del precedente giudiziario vincolante, oltre che di presenza di giuria con caratteristiche specifiche, che sono estranee al sistema stesso.
Occorrerà quindi ribadire chiaramente che in Italia, NON essendo la Giurisprudenza in alcun modo fonte del diritto, ci si debba richiamare alla Legge vigente in tutte le decisioni giudiziarie con le uniche ed espressamente previste limitate eccezioni rappresentate dalla possibilità di decidere secondo equità.
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