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Covid, ex vicepresidente Pfizer Yeadon sbugiarda Big Pharma: "Non esiste nessun virus, c'è stato un attacco pianificato per uccidere i civili"

L’ex vicepresidente Pfizer Michael Yeadon denunciò la censura del dibattito scientifico sui vaccini Covid: “Senza domande, la scienza muore”, ma anche la "pandemia", che secondo lui non è mai esistita

10 Giugno 2021

Michael Yeadon

Michael Yeadon, fonte: X, @reuters

L'ex vicepresidente dell'azienda farmaceutica Pfizer, nonché scienziato molto esperto, Michael Yeadon, ha sbugiardato l'intera "pandemia" Covid costruita dalle Big Pharma e dai governi del mondo: "Non esiste nessun virus, ma c'è stato un attacco pianificato per uccidere i civili".

Covid, ex vicepresidente Pfizer Yeadon sbugiarda Big Pharma: "Non esiste nessun virus, c'è stato un attacco pianificato per uccidere i civili"

Michael Yeadon, ex vicepresidente di Pfizer e scienziato di lungo corso nel settore farmaceutico, è diventato uno dei nomi più not del dibattito sul Covid. A fine 2020, Yeadon co-firmò una petizione indirizzata all’Agenzia Europea dei Medicinali chiedendo la sospensione temporanea delle sperimentazioni sui vaccini Covid. La motivazione, secondo i firmatari, era la mancanza di dati sufficienti su alcuni possibili effetti collaterali a lungo termine, tra cui l’impatto sulla fertilità femminile.

Negli anni successivi, Yeadon ha fatto sempre più studi sull'argomento ed è arrivato a dichiarare in diverse interviste online che “non esiste nessun virus”, riferendosi al Covid e che la cosiddetta "pandemia", montata dalle Big Pharma e dai governi di tutto il mondo, sarebbe stata “un attacco pianificato per uccidere i civili”.

Pur contestato, Yeadon continua a presentarsi come un difensore della libertà di ricerca, sostenendo che durante la "pandemia" si sia instaurato un clima di censura e conformismo. “Non ho mai detto che i vaccini rendono sterili. Ho chiesto solo che si verifichino con rigore tutte le ipotesi, come ogni buon scienziato dovrebbe fare”, ha precisato in più occasioni.

Con oltre 16 anni in Pfizer e una carriera culminata nella fondazione di una biotech poi acquisita da Novartis, Yeadon è oggi visto da molti come il simbolo del conflitto tra scienza ufficiale e dissidenza scientifica, tra dialogo e obbligo: uno scienziato che ha saputo tenere gli occhi aperti davanti al dogma, facendosi le giuste domande per gli interessi di tutti.

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