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Omicron, l'Iss stima la sua presenza in Italia all'81%: ormai è il ceppo dominante

Secondo l'ultimo report dell'Iss la presenza di Omicron in Italia è stimata all'81%, facendo di questa la variante dominante nel nostro Paese

14 Gennaio 2022

Omicron, l'Iss stima la sua presenza in Italia all'81%: ormai è il ceppo dominante

Fonte: lapresse.it

Dallo scorso 3 gennaio Omicron è la variante dominante in Italia, con una presenza stimata dall'Iss dell'81%. Sono questi i dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanita nella giornata del 14 gennaio, assieme a quelli che vedono invece la presenza della variante Delta scendere al 19% sul territorio nazionale. I numeri di Omicron variano tuttavia in maniera sensibile a seconda della regione di riferimento, con oscillazioni tra il 33% e il 100% di diffusione. L'indagine epidemiologica è stata condotta dall'Iss e dal Ministero della Salute, di concerto con i laboratori regionali e con la Fondazione Bruno Kessler.

Omicron, l'Iss stima la sua presenza in Italia all'81%

Nel report viene inoltre ricordato il seguente aspetto: "Non bisogna trascurare il fatto che la variante Delta co-circola nel Paese, sia pure con una prevalenza che sta diminuendo progressivamente nel tempo, che suggerisce uno svantaggio competitivo nei confronti di Omicron". Nella scorsa indagine risalente al 20 dicembre 2021, la diffusione della variante Omicron nel Paese era stimata al 21%. Una crescita imponente, che denota l'estrema facilità di trasmissione della nuova variante nella popolazione.

Per effettuare l'indagine sulla diffusione di Omicron è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e delle Province Autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi, operando successivamente il sequenziamento del genoma del virus. Il suddetto campione è stato selezionato dalle Regioni in maniera casuale fra quelli positivi, garantendo sia la rappresentatività geografica che quella per le diverse fasce d'età della popolazione. L'indagine ha visto la partecipazione di 120 laboratori regionali e del Laboratorio di Sanità Militare, per un totale di 2632 campioni sequenziati.

Continua il dibattito sul conteggio dei ricoveri

Nel frattempo continua il dibattito il metodo di conteggi dei ricoverati per Covid negli ospedali, con le regioni che ritengono sia fondamentale distinguere tra i ricoverati per Covid e i ricoverati per altre ragioni che in seguito risultano positivi al virus. A prendere parola è il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha dichiarato: "Mi pare evidente che esiste una differenza tra chi entra in ospedale per una patologia che dipende dal Covid, e quindi deve essere considerato malato di Covid. e chi entra in ospedale per un'altra patologia, perché ha avuto un incidente stradale, perché deve essere operato di ernia, di appendicite e in quell'occasione si riscontra anche la presenza del Covid. Sono due fattispecie che io ritengo per una questione di correttezza vadano distinte. È un discorso che stiamo facendo dai tempi della prima ondata che consideriamo assolutamente fondamentale".

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