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ReiThera, il vaccino contro il Covid italiano rischia di finire in Messico

Il vaccino italiano contro il Covid in Italia è stato bloccato dalla Corte dei Conti

27 Luglio 2021

ReiThera, il vaccino contro il Covid italiano rischia di finire in Messico

Fonte: lapresse.it

ReiThera, il vaccino contro il Covid italiano, rimane bloccato dalla Corte dei Conti e adesso rischia di finire all'estero, in Messico. Sembra una barzelletta, ma non lo è. Il prodotto di cui l'Italia dovrebbe andare fiera, sembra funzionare, anche più di altri vaccini. I risultati dell’azienda di Castel Romano sono infatti molto incoraggianti. I risultati preliminari - è bene ricordare che siamo alla fase due della sperimentazione - hanno detto che  il 93% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi contro il Covid già alla prima dose. La percentuale sale ancora di più se si tiene conto anche della seconda dose, dove il 99% dei vaccinati è risultato immune al Coronavirus

ReiThera, il vaccino contro il Covid italiano rischia di finire in Messico

I test sono stati svolti su 900 volontari. Nessuno ha sviluppato, o risulta aver sviluppato effetti collaterali. Ora manca la fase tre, per cui si ricercano tra i 5 e i 10mila volontari. Ed è qui che c'è il grave scoglio da superare, e si tratta di uno scoglio finanziario. Per procedere con la fase tre servirebbero infatti circa 60 milioni di euro. "Noi semplicemente non li abbiamo", ha fatto però sapere Stefano Colloca, uno dei fondatori di ReiThera e responsabile dello sviluppo tecnologico dell’azienda italiana.

Il Governo italiano non interviene, forse perché convito che comprare vaccini da multinazionali estere sia meglio. Qui si inserisce però il Messico, pronto a cogliere l’occasione e candidarsi a ospitare la fase tre di ReiThera. La notizia è stata resa nota da Marcelo Ebrard, ministro degli Esteri del Paese centroamericano. "Con l’Italia faremo il possibile per portare in Messico la fase III di ReiThera, il vaccino italiano che è in uno stadio abbastanza avanzato", ha fatto sapere il Ministro, collega di Di Maio. Ma il Messico si è accordato anche con la Francia, per la fase tre del vaccino prodotto dalla Sanofi. “Con questo aumentiamo le opzioni per vaccinare la popolazione", conclude il ministro messicano.

Covid, Sileri: "Soluzione per Green pass vaccinati con Sputnik e Reithera"

"Bisogna trovare una soluzione per i moltissimi italiani che, loro malgrado, si trovano in una sorta di limbo in attesa di capire cosa fare per avere il Green pass", ha intanto annunciato il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri, intervistato da Il Messaggero. "Ho fatto inoltrare diverse richieste formali dal mio ufficio, spero che entro la fine del mese vengano finalmente sciolti tutti questi nodi". E, precisa, "purtroppo ce ne sono tanti".

"In primis - inizia a sciorinare Sileri - i nostri concittadini all'estero ai quali è stato somministrato un vaccino diverso da quelli approvati in Ue dall'Ema e, quindi, non riconosciuto qui in Italia. Pensiamo a quanti hanno ricevuto il vaccino russo Sputnik: sono tanti gli italiani che risiedono per lavoro all'estero e che ora non possono rientrare qui in Italia per rivedere la propria famiglia. C'è poi la questione dei cittadini di San Marino dove è stato somministrato il vaccino russo. Ebbene, in Italia non risultano vaccinati ed è assurdo. Bisogna invece concedere il Green pass, magari dopo aver valutato il titolo anticorpale". Per la soluzione "l'ipotesi più semplice che si sta valutando è quella di riconoscere lo Sputnik al pari dei vaccini ricompresi nell'elenco dell'Oms, e quindi procedere al rilascio del Green pass a quanti siano stati immunizzati con questo vaccino".

"Oggi - evidenzia il sottosegretario e medico - i 600 volontari che hanno generosamente preso parte alla sperimentazione del vaccino italiano Reithera non hanno l'opportunità di accedere al Green pass. Anche in questo caso si può valutare di concederlo dopo aver verificato la presenza degli anticorpi", dice Sileri, sottolineando di aver fatto "numerose richieste alla direzione generale Prevenzione" del ministero "perché si potesse trovare una soluzione al più presto con il Cts. Ne va anche delle future sperimentazioni cliniche di nuovi vaccini in sviluppo - puntualizza - non solo di quelle già in corso". Per chi si è vaccinato all'estero, poi, "ci sono stati problemi tecnici. Ma sono stati risolti o sono in corso di risoluzione", conclude il sottosegretario.

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