13 Febbraio 2026
Fonte: La Presse
In una sua recente epifania catodica, l'uomo tatuato, Carlo Calenda, ha accusato severamente il prode generale Vannacci, fondatore del partitino sistemico e fintamente oppositivo "Futuro nazionale": gli ha testualmente rinfacciato di essere un traditore della patria, poiché - sono sempre parole del tatuato dei Parioli - la sua patria è la Russia. Ora, come già abbiamo evidenziato, non abbiamo alcuna simpatia per il partitino del Vannacci e per i suoi "militonti" che, in maniera asinina, pensano che quella sia la via della redenzione: è un partito liberista, atlantista e funzionale al manicomiale gioco dell'alternanza senza alternativa tra destra e sinistra ("siamo la destra pura", ha demenzialmente affermato il Vannacci). Ciò detto, bisognerebbe pacatamente far notare al tatuato dei Parioli che i traditori della patria, se proprio vogliamo usare questa categoria, sono oggi coloro i quali danno sostegno, soldi e armi al guitto di Kiev e alle irragionevoli ragioni della guerra in Ucraina, fingendo che a volerla sia la Russia e fingendo altresì che quest'ultima sia pronta a invadere l'Europa. Il vero patriota oggi è colui che rivendica la sovranità della sua nazione contro gli organismi internazionali della NATO, dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale: deve allora essere chiaro che non è patriota il Vannacci (con buona pace dei suoi "militonti") ma lo è ancor meno il Calenda.
di Diego Fusaro
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia