Dl Ucraina, governo pone la fiducia alla Camera, aumenta dissenso su finanziamenti a Kiev, Avs, M5s e Vannacciani contrari
Il governo Meloni pone la fiducia sul dl Ucraina, tra tensioni nella maggioranza e deputati contrari ai finanziamenti militari a Kiev
Sulla decisione di continuare a mandare finanziamenti e aiuti all'Ucraina, i partiti italiani sono sempre più divisi, tanto da obbligare il governo Meloni a porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto legge. Dopo quasi 5 anni di guerra, la stanchezza è sempre più comune: a essere contrari al dl sono diversi deputati di molteplici fazioni. Le componenti più compatte sullo stop agli aiuti a Kiev sono Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), Movimento 5 Stelle (M5s) e i Vannacciani del neonato Futuro Nazionale.
Dl Ucraina, governo pone la fiducia alla Camera, aumenta dissenso su finanziamenti a Kiev, Avs, M5s e Vannacciani contrari
Il governo Meloni ha deciso di porre la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ucraina, che prevede un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev, compresi forniture militari. La scelta, spiegano fonti di maggioranza, è maturata nel corso di un confronto interno per evitare strumentalizzazioni su un tema sempre più divisivo, che vede crescere il dissenso anche tra i sostenitori tradizionali del centrodestra.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato che la fiducia non è un modo per eludere il dibattito sugli emendamenti, ma serve a chiarire le posizioni dei parlamentari e verificare il sostegno alla linea del governo: “Obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se continuano ad appoggiare l’esecutivo su un tema così rilevante. È un atto serio di posizionamento politico”, ha detto.
Proprio la nascita della componente Futuro Nazionale, guidata da Vannacci e composta da ex membri di Lega e Fratelli d'Italia (FdI), ha accentuato le tensioni. I deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno confermato di voler valutare la propria posizione sulla fiducia, pur dichiarandosi interlocutori del centrodestra, ma con una chiara linea contraria ai finanziamenti militari all’Ucraina. Nei loro ordini del giorno chiedono lo stop all’invio di armi, la desecretazione dei materiali già inviati e l’impiego delle risorse risparmiate per aumentare la sicurezza interna.
Simile la posizione del M5s e di Avs, che hanno presentato ordini del giorno volti a fermare immediatamente la fornitura di armamenti e a garantire maggior trasparenza sulle spese già sostenute. Il Partito Democratico, invece, propone di accompagnare il sostegno militare con un rafforzamento dell’azione diplomatica e umanitaria, secondo principi di riduzione del conflitto e prevenzione dell’escalation.
Anche l’ex Lega Edoardo Ziello ha criticato il suo ex leader Matteo Salvini, sottolineando le contraddizioni sulla politica verso Kiev: “Ha chiesto la fiducia per nascondere le proprie contraddizioni”, ha detto in Aula, accentuando il clima di divisione nella maggioranza.
Il decreto Ucraina si conferma così come uno dei temi più divisivi della legislatura, capace di mettere in discussione il perimetro stesso della coalizione di centrodestra.