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Green, la geologa Fedora Quattrocchi: “Le politiche sono tutte in mano a politici pseudo-ambientalisti di sinistra, che ci speculano, fregando il cittadino”. ESCLUSIVA

La scienziata è stata licenziata per aver registrato e divulgato i malaffari della sinistra tra pubblico e privato, soprattutto in campo ambientale. Ha vinto tre cause, per cui reintegro e tanti soldi di risarcimento sono dietro l’angolo, alla faccia di chi l’ha allontana dal posto di lavoro

Di Stefano Bini

22 Giugno 2022

ESCLUSIVA. L’ingegnere Fedora Quattrocchi: “Le politiche green sono tutte in mano a politici pseudo-ambientalisti di sinistra, che ci speculano, fregando il cittadino”

Fedora Quattrocchi è attualmente Presidente della Federazione Civica Italiana Bene Comune. Dopo un Master di II livello Internazionale Greenhouse Gas Control Technologies all'Università di Perugia, molti anni all'estero e a gestire contratti/convenzioni scientifiche sul campo, è docente universitario a contratto presso l'Università Roma 2 Tor Vergata, in Ingegneria d'Impresa (corso Stoccaggio gas e geotermia). Per quasi 30 anni, ha lavorato all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fino a divenire Dirigente Tecnologo. Docente di materie scientifiche in varie università, scuole e scuole internazionali, come quella Ettore Majorana ad Erice (come direttore di corso per argomenti energetici), svolge anche il ruolo di opinionista saltuario su varie testate: Blitz Quotidiano, Huffington Post ma anche su Il Sole 24 Ore, Il Corriere del Mezzogiorno. Ha preso un premio alla carriera dalla Business School de Il Sole 24 Ore nel 2014.

Quanta politica c’è nella ricerca e nelle cosiddette “politiche green”? E in che forma?

«Al momento attuale e da circa 10 anni la cosiddetta “Green Economy” è totalmente politicizzata a sinistra, e parlo per cognizione di causa e per aver “annusato” lì dentro cosa accade, tramite prove, ed è in mano a delle “Fondazioni“ private di politici area DEM, ovvero con all’interno politici chiamati proprio “eco-dem”, che non hanno nulla o quasi a che fare con la scienza energetica e termodinamica priva di conflitti di interesse, ovvero quella portata avanti da noi scienziati e professori universitari  privi di conflitti di interesse pubblico-privato. In particolare, mi riferisco alle Fondazioni private intestate a politici di sinistra, con donatori fiscalmente occulti. per questo i politici scelgono di fare le Fondazioni giuridicamente! Esse sono popolate spessissimo da una pletora di ditte private di installatori di pannelli solari, turbine eoliche o consimili tecnologie a basso rendimento energetico e molto consumo di suolo o da ditte edili senza lavoro che si convertono a svolgere “efficientamento energetico degli edifici”, esempio è il SuperBonus 110 o consimili fin dal 2006, con “Conto Energia 1-2-3” e via via fino allo sfascio del Paese, i quali per convenienza privata loro si iscrivono alle fondazioni di “green economy” di quei politici, per avere in cambio che i sindaci dove loro vanno a fare le installazioni gli elargiscono i permessi per farlo, “guidati e sollecitati” dalle fondazioni politiche stesse. Un giro di vite a ciclo chiuso che tra l’altro, mettendo incentivi solo sull’installazione e non sul MWh elettrico prodotto, comporta installazioni che spesso non producono elettricità/abbattimento di CO2 reale, ma i cui installatori comunque prendono gli incentivi statali, essendo gli incentivi sulla installazione e non sul vero prodotto elettrico/decurtato della CO2. Ovvio che questi incentivi statali vengono caricati sulle bollette elettriche dei cittadini e delle industrie e queste ultime scappano letteralmente dall’Italia, andando ad investire dove questo giochetto dei politici è assente o minore. L’Italia è morta per questo motivo e a causa della giustizia lenta che fa scappare gli investitori.»

 

Ci può fare i nomi di politici di peso che mettono i bastoni tra le ruote o hanno interessi tra pubblico e privato nel settore ambientale?

«Io ricordo che ebbi un confronto pubblico in tv con un tal Pecoraro Scanio su questo argomento, che era Ministro dell’Ambiente del Governo Prodi nel 2008, e siccome l’argomento era spinoso ed eclatante, ovvero colpiva chi può avere conflitti d’interesse tra il proprio ruolo politico pubblico, addirittura ministeriale, si trovò molto in difficoltà. Ricordo che il Governo Prodi cadde poco dopo e poco dopo successe la stessa cosa a me, ma proprio per le mie opinioni e per il mio operato scientifico/opinionista ebbi un Premio alla Carriera della Business School de Il Sole 24 Ore. La vera “Green Economy” sta in una “carbon tax” che rende moneta la CO2 e livella tutte le tecnologie senza far arricchire nessuno, ovvero in primis nell’abbattimento della anidride carbonica dai grandi impianti energivori, come le grandi centrali elettriche a carbone, a gas naturale, cementifici, acciaierie, raffinerie e finanche termovalorizzatori, con una tecnologia che io insegno all’università, ora fortemente voluta anche da ENI, con cui collaboro da molti anni e ho svolto lavoro nel campo petrolifero della Val D’agri in Basilicata. Altri nomi? Già mi han licenziato per aver messo il naso in Fondazioni private ma connesse con convenzioni attive con enti pubblici di ricerche e ministeri, come il Centro EuroMediterraneo sui cambiamenti climatici, molto vicina al fratello di Romano Prodi, in mano a personaggi con grossi presunti conflitti di interessi pubblico-privati da loro stessi riconosciuti. In tutto questo, io sono stata prima isolata e poi licenziata. Inoltre, basta vedere quali Fondazioni Dem frequenta l’attuale Amministratore Delegato Enel che di fatto, dal 2012 circa, ha impartito la sua politica energetica Enel in Italia su rinnovabili ed efficienza energetica, magari chiudendo grandi centrali a gas naturale o a carbone: si pensi al “gioiello” di Torrevaldaliga a Civitavecchia, che anche dalla Cina vengono per imitarcela, ovvero grandi centrali che non hanno ancora fatto in tempo a far recuperare l’investimento di capitale iniziale. Chiudere le grandi centrali che producono tanta energia in pochi ettari è una follia termodinamica e al momento attuale, come ho già spiegato nelle mie recenti interviste. Vista la crisi Russo-Ucraina, bisogna riaprire le centrali a carbone, magari aggiungendoci vicino un impiantino di cattura e il relativo stoccaggio di CO2. Abbiamo già sottoposto pubblicazioni recentissime al riguardo, su riviste internazionali scientifiche, oltre a lavori meno recenti come su Applied Energy, con grande Impact Factor della rivista.»

 

Ma poi, queste politiche green funzionano davvero o sono fatte per ingrassare i politicanti di una certa parte? Come le fondazioni sull’ecobonus 110%.

«Sono dei grandi flop energetico/climatici, e personaggi come Greta sono del tutto costruiti, altrimenti lei o loro consulterebbero le 10-15 persone che come me hanno in Italia il Master Universitario di II livello Internazionale “Greenhouse Control Tecnologies”. Non lo han fatto perché hanno paura della verità, possono giusto gabbare una semplice adolescente. In altri termini, le loro “green technologies” finora hanno portato pochissimo vantaggio all’atmosfera per quel che riguarda la riduzione di CO2, che infatti continua imperterrita a salire in atmostera: è come se rinnovabili ed efficienza energetica fossero dei “cerottini” mentre l’emorragia, ovvero la crescita di CO2 in atmosfera dalle attività umane, responsabile per una percentuale tra il 10 ed il 20% dei cambiamenti climatici, si cura prioritariamente e con urgenza fermando la fuoriuscita di CO2 dai grandi impianti e quindi solo con cattura e stoccaggio di CO2. O tornando al nucleare. Solo dopo si può dare spazio a ciò che non ferma l’emorragia, ovvero le rinnovabili, l’efficienza energetica e la chimera delle auto elettriche. Infine, piccola nota etica dolente: tornare al nucleare in Italia, con questa corruzione dilagante, con la Giustizia lenta e con politici che vogliono trovare il vantaggio personale per qualsiasi legge/emendamento/decreto elargiscano, è impossibile. Il nucleare è possibile solo in paesi molto onesti e meritocratici. Il nucleare è un sistema di vita. Han fatto fuori Mattei, Olivetti, Felice Ippolito e persone come me, quindi fine dei giochi: finchè questi pseudo-ambientalisti non se ne vanno nessun progresso “green” è possibile in Italia.»

 

Dice di essere stata licenziata per aver fatto il suo dovere. Ci spieghi meglio.

«E’ una lunga storia, fantastica, che ripeterei istante per istante, anche avendo perso momentaneamente uno stipendio da 3800 euro/mese, che recupererò visto che ho già vinto 3 Procedimenti penali e mi dovranno rimborsare personalmente, oltre al reintegro giuslavorista. E’ una bella storia, di cui vado fiera, possibile solo per chi dietro ha un minimo di famiglia che ti dia un pezzo di casa e aiuti mese per mese, ma lo rifarei, poiché registravo le conversazioni per avere le prove. E meno male!. Lo facevo come Dirigente Tecnologo dello Stato ed anche come Dirigente Sindacale di una piccola sigla come ANPRI, Associazione Nazionale Professionale della Ricerca Italiana, che certo non è sigla sindacale asservita a certi meccanismi di comodo come lo sono CGIL-CISL-UIL. Anche qui, è inutile querelarmi tanto ho le registrazioni di tutte le cose che dico e che scrivo! E’ una storia di de-mansionamento progressivo fino al licenziamento, ovvero una storia molto legata al fatto che io ho “sgamato” questi conflitti di interessi nel mondo delle rinnovabili, della geotermia speculativa delle piccole ditte con sede in paradisi fiscali. Paradossalmente, allora sarebbe meglio, a questo punto, rimettere le cose come era prima, lasciare il tutto in mano alle grandi aziende che possono scavare pozzi geotermici in sicurezza, ed eliminare questi piccoli speculatori energetici da quattro soldi, con poco capitale estero, magari riciclato, che aprono dittarelle “familiari”, che agiscono tramite politici corrotti, per prendere permessi di ricerca/perforazione/impiantisitica e poi rivenderli a 100 volte la cifra che han preso per prendere i permessi dai politici amici.»

 

Era una componente di rilievo del Partito Democratico, per poi distaccarsene. Cos’è andato storto?

«Ero lì, senza aver alcun ruolo chiave, come osservatore scientifico per educarli, su un mandato sovra-partitico di sicurezza energetica ben preciso, ovvero educarli alla vera politica energetica priva di conflitti di interessi personali: ma fu impossibile, son comitati d’affari di pseudo-sinistra che si fan la guerra tra di loro pur di guadagnare in competizione: Ong, Coop, Fondazioni private di politici. Un orrore! Ed ho pubblicato tutta la questione anche per come mal gestiscono le cosiddette primarie. Più o meno la stessa cosa ho svolto nei M5S: impossibile educarli, “uno vale uno” se sei di una certa lobby chiusa di persone con certi particolari gusti nella vita personale a e privata, e non dico altro perché lo fanno in modo palese ed anche di fronte alle loro scorte che paghiamo noi cittadini peraltro. Ma hanno i giorni contati, si stanno sgretolando e non accettano certi curricula strategici, per dargli una mano, per far crescere il Paese. Son stati sgamati e se si ricattano vicendevolmente appena cade il primo birillo, come un dominano cadono tutti. Soprattutto se le mogli e le “fidanzate” si mettono di traverso a fargli smettere di “far politica” a tutti i costi, visto che prima non avevano magari un lavoro.»

 

La definiscono una whistleblower. Ma cosa è e perché Le hanno affibbiato questo appellativo?

«Una delle poche cose buone dei M5S fu nel 2017 la Legge 179/2017 “a tutela del Whistleblower”, ovvero di colui che, dipendente nella Pubblica Amministrazione, denuncia presunti illeciti/reati/irregolarità: nei paesi anglosassoni e finanche in dittatura cinese i whistleblower vengono premiati, mentre qui, come il mio caso dimostra, vengono demansionati, privati del proprio gruppo di lavoro di ricerca, magari certosinamente costruito in 30 anni. Alla fine, vincerò per un semplice motivo: che se non vinco viene a decadere il sindacalismo in Italia e avviene la guerra civile perché nessun cittadino è disposto a sapere che i monitoraggi di zone, ad esempio sismiche, vulcaniche o di campi geotermici, è in mano a certe mani. Saranno i cittadini che faranno accesso agli atti per leggere le registrazioni che ho fatto a questi signori e ci sarà la guerra civile. Conviene quindi che vinco sia nel civile che nel penale, come già sta avvenendo. Non tutta la magistratura è marcia e quello che ho già trovato marcio è stato a sua volta denunciato con tanto di prove. Palamara ha messo in luce il torbido ma non possono esagerare. Ho le spalle protette da 300 registrazioni.»

 

Recentemente, ha vinto due cause grazie al fatto di aver registrato delle conversazioni al ministero dell’ambiente, tra politici, imprenditori, manager e non solo. Nessuno, a quel punto, poteva smentire le magagne.

«Non al Ministero dell’Ambiente ma sul Ministero dell’Ambiente, o meglio su fatti inerenti a fondi pubblici MATTM e INGV che dovevano arrivare alla Fondazione CMCC di Lecce: ad esempio, ho registrato un membro del cda di INGV che ha ammesso che 1 milione di euro circa è passato a questa fondazione senza che fosse stato verbalizzato dal cda o senza che ci sia stato un passaggio chiaro e trasparente di questi fondi pubblici verso questo privato: mi han dato il mio primo procedimento disciplinare nel 2014, che però han dovuto archiviare perché avevo ragione io e non volevano farlo uscire su Tribunali Pubblici, ma poi da lì è iniziato il mio calvario per mano prima di un membro CMCC e di INGV contemporaneamente, cotal Fabio Florindo, che mi ha demansionato secondo diverse registrazioni. Poi nel 2016-2017-2018 ho sgamato, sempre grazie a mie registrazioni sia la Direttrice Generale, Maria Siclari, sia un noto calabrese INGV di nome Pasquale Guidace, con Il Fatto Quotidiano che ha vinto la causa penale con lui, come l’ho vinta anch’io. Guidace ha fatto zitto zitto una rapida carriera presso INGV, supportato dagli omertosi INGV con cariche politiche elargite da certi governi di sinistra. Carlo Doglioni, presidente INGV pro-tempore, ha perso in penale con me per le querele che mi ha fatto. Una certa calabrese conterranea del Pasquale Guidace, Maria Siclari, che incredibilmente ancora gira per la Pubblica Amministrazione in Italia come Direttore Generale di ISPRA. Lo stesso Nicola Morra chiese il commissariamento di INGV a più riprese ma poi quando è andato al Governo non si è mosso nulla.»

 

Nelle vittorie legali, quanto ha contato la stampa a suo sostegno?

«Non saprei dire. Una cosa è certa: se Il Sole 24 Ore mi ha dato il premio alla carriera per il mio operato e per le mie opinioni scritte, come mai non si è posto il problema del mio licenziamento sul suo giornale? Avrebbe sgamato che proprio per il tipo di battaglie energetico/climatiche/etiche contro le speculazioni della “green economy” son stata licenziata di fatto. Quindi, quello che le posso rispondere è che manca la continuità dei giornalisti e soprattutto dei “giornaloni” di seguire l’iter di noi coraggiosi whistleblower, che sacrifichiamo il nostro stipendio ed il nostro posto di lavoro per il bene comune. E’ per questo che, anche su suggerimento di un amico come Santo Versace, pur avendo lui idee politiche leggermente diverse dalle mie, mi ha consigliato nel 2018 di creare la Federazione civica italiana bene comune (www.fci-benecomune.eu), come poi ho fatto.»

 

Cosa ne pensa del conflitto Russia-Ucraina? Quali sono le ombre e le situazioni omesse da esperti e media italiani?

«Dobbiamo stare con chi ha energia e materie prime: ovvero le steppe sconfinate e senza inutili ed inquinanti navi gasiere dagli USA, ogni 6 giorni in attracco a Porto Tolle e Piombino. Per il resto, ormai sia la Nato, che i servizi segreti, che gli Stati, compresi gli USA, sono divisi in 2 blocchi, che non sono più destra e sinistra. Sono piuttosto genderismo-transumanesimo-industria-farmaceutica privata-digitalizzazione-finanza speculativa da una parte e famiglia-diritti personali non fluidi-patrie-campi a grano/petrolio/cereali-banche legate alla produzione vera/lingotti oro, dall’altra. Non ci dovrebbero essere dubbi con chi stare.»

 

Ultima domanda. A che punto è davvero l’Italia sulle politiche energetiche?

«Dopo che abbiamo scritto la SEN, Strategia Energetica Nazionale, nel 2011, in cui c’è anche il mio zampino, ho tutti i documenti, e non veniva scritta dal 1988, motivo per il quale il Paese è collassato, Monti non serviva più perché non aveva un partito territoriale con sé ed allora il passo successivo, ovvero la stesura/ottemperamento della Legge Sblocca Italia, che Enrico Letta non ha recepito facendo cadere il suo breve governo, come da me a suo tempo raccontato sui giornali, fu dato in mano da ottemperare al successivo governo Renzi, che fu ancora meno capace, come ho raccontato a mia firma su Il Sole 24 Ore del 14 maggio 2015, proprio su argomento Stoccaggi Gas Naturale. Dopo poco, infatti, il suo Governo è caduto. Mai infastidire la Confindustria in campo energetico: i governi cadono sempre per motivi energetici. Ma su quel lontano 2015, motivo di tutti i nostri guai, preferisco tornarci su un’altra intervista, vista la delicatezza ed attualità dell’argomento.»

Pubblichiamo per correttezza e trasparenza la replica di INGV. La Sig.ra Fedora Quattrocchi sta preparando una dovuta e legittima controreplica; invero, ci dispiace non vedere nella bacheca ufficiale del sito web INGV, come reciterebbe la Legge 150 sugli uffici stampa pubblici, molti articoli che citano INGV, compreso il nostro. Sottostante, la replica:

“Le notizie riportate nell’intervista a Fedora Quattrocchi il 22 giugno 2022 sono del tutto false e, oltretutto, diffamatorie. Tra le falsità affermate, per offrire ai suoi lettori la migliore conoscenza dei fatti citati, si evidenzia che le sospensioni dal lavoro e il conseguente licenziamento della dott.ssa Fedora Quattrocchi sono stati comminati da un Ufficio Procedimenti Disciplinari terzo ed imparziale. La fondatezza di tali provvedimenti è stata confermata da ben due sentenze del Tribunale di Roma (n. 7585/2021 e n. 7622 del 2021)”.

 

 

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