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Mascherine a scuola, Draghi verso lo stop in aula: "Importante stare insieme"

Il premier Mario Draghi in visita alla scuola media Dante Alighieri di Sommacampagna: "Spero che l'anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine e che la pandemia non ritorni". E ai ragazzi dice: "So quanto avete sofferto"

20 Maggio 2022

Mascherine a scuola, Draghi verso lo stop in aula: "Importante stare insieme"

fonte: imagoeconomica.it

Mascherine a scuola, Mario Draghi va verso lo stop all'obbligo in aula: "É importante stare insieme". Lo annuncia oggi, venerdì 20 maggio 2022, il Presidente del Consiglio in visita alla scuola media Dante Alighieri di Sommacampagna, in provincia di Verona, dove si svolge la prima visita in Regione da premier. "Un saluto ed un abbraccio grande ai veneti. In fondo anch'io sono mezzo veneto", dice salutando i giornalisti presenti al suo arrivo. Draghi incontra il particolare una classe della scuola media Dante Alighieri di Sommacampagna, la 2D, che nelle scorse settimane aveva mandato diverse lettere a Palazzo Chigi indirizzate proprio a Draghi. Il contenuto? I ragazzi volevano "spiegazioni sulla guerra in Ucraina".

Mascherine a scuola, Draghi agli studenti: "So quanto avete sofferto"

Mario Draghi ha fatto visita alla scuola in provincia di Verona, dove è stato accolto dalla dirigente scolastica Emanuela Antolini, dal sindaco Fabrizio Bertolaso e anche dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Presenti anche altre autorità locali. Il premier ha subito parlato dell'obbligo di mascherine a scuola. "Spero che l'anno prossimo non ci sia più bisogno di mascherine e che la pandemia non ritorni", ha detto. "So quanto avete sofferto, alla vostra età è importante stare insieme. Gli insegnanti vi aiutano ad avere consapevolezza, assieme ai genitori, ma anche i vostri amici. Stare insieme aiuta a capire chi siete, con amore, con bontà, con allegria. Vi dovete divertire".

Sul tema guerra in Ucraina, ha invece affermato: "Quel che si deve fare è cercare la pace, far in modo che i due smettano di sparare e comincino a parlare. Questo è quello che noi dobbiamo cercar di fare". E ancora: "A Putin ho detto 'la chiamo per parlare di pace', e lui mi ha detto 'non è il momento'. 'La chiamo perché vorrei un cessate il fuoco', 'non è il momento'. 'Forse i problemi li potete risolvere voi due, perché non vi parlate?', 'Non è il momento'. Ho avuto più fortuna a Washington parlando con il presidente Biden; solo da lui Putin vuol sentire una parola e gli ho detto che telefonasse".

"Il suggerimento - ha aggiunto - ha avuto più fortuna perché i loro ministri si sono sentiti", ha concluso. "Chi attacca ha sempre torto. C'è differenza tra chi è attaccato e chi attacca, bisogna tenerlo in mente. Come quando uno per strada è grosso grosso e dà uno schiaffone a uno piccolo". "Quello che è successo - ha concluso infine Draghi oggi - è che il piccolino adesso è più grande e si 'ripara' dagli schiaffi, prima di tutto perché è stato aiutato dagli amici, ma anche perché combatte e si difende per un motivo, la libertà", ha concluso.

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