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Quirinale, fumata nera: come previsto è stato un profluvio di schede bianche. Il più votato è Paolo Maddalena

Si è conclusa la prima votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica: vincono le schede bianche

24 Gennaio 2022

Quirinale, fumata nera: come previsto è stato un profluvio di schede bianche. Il più votato è Paolo Maddalena

Vignetta di Pierluigi Dipaola

Come previsto, il primo giorno di votazione per il nuovo presidente della Repubblica si è concluso con una fumata nera e una maggioranza di schede bianche. Tra i pochi nomi spuntano Maddalena, Rosato, Raffa, Bossi e Bersani. Qualche preferenza è andata anche a Sergio Mattarella, Cartabia e Berlusconi. Infine, qualche preferenza a Vespa e Cappato.

I partiti sono arrivati all’appuntamento del primo voto senza un’intesa su un nome: per questo motivo la maggior parte dei grandi elettori ha votato scheda bianca. Un tatticismo adoperato per prendere tempo in vista di una convergenza definita. Le trattative tra i leader di partito sono comunque in corso, e anche le prossime giornate saranno colme di incontri e telefonate. Nel pomeriggio è andato in scena l'incontro tra Matteo Salvini ed Enrico Letta negli uffici della Lega alla Camera.

Quirinale, il primo giorno di voto:

  • Maddalena: 36 voti
  • Mattarella: 16 voti
  • Cartabia: 9 voti
  • Cassinelli: 7 voti
  • Berlusconi: 7 voti
  • De Martini: 7 voti
  • Tasso: 7 voti
  • Bossi: 6 voti
  • Altri: 152
  • Bianche: 672
  • Nulle: 49

Il più votato è dunque Paolo Maddalena, giurista, magistrato e accademico italiano, che ha ricoperto l'incarico di giudice costituzionale. Con tutta probabilità, si è trattata della preferenza di una piccola minoranza della Camera. Significativi anche i nove voti a Sergio Mattarella, un "segnale" che molti potrebbero ancora preferire il presidente della Repubblica uscente.

Quirinale, le dichiarazioni

Di seguito alcune dichiarazioni riportante dai grandi elettori fuori dalla Camera. 

"Non parlerei di nomi fino a quando non c'è chiarezza sulle conseguenze sulla maggioranza di governo. In questo momento, e nel prossimo anno, con tutti i problemi che abbiamo sul tappeto. La meraviglia è che Draghi ha incontrato Salvini... Quello di cui bisogna parlare da parte delle forze della sua maggioranza è proprio qual è la situazione dopo le elezioni, sul suo governo, delicatissimo, perché ha una maggioranza, ma ha anche una serie di problemi. Il punto è proprio se questa maggioranza di governo si sradica: non si è preoccupata di garantire che bisogna governare il Paese. Quelle ragioni che portarono Mattarella a dare l'incarico a Draghi esistono e continuano ad esistere. Non si è creato nessun nuovo equilibrio di maggioranza nel Paese in quest'anno. I problemi da affrontare sono tanti sia in Italia che a Bruxelles ". Lo ha detto all'Adnkronos Vincenzo Scotti, a lungo ai vertici Dc, già ministro dell'Interno.

"Spero in un accordo entro giovedì. L’Italia non ha superato l’emergenza per questo Draghi dovrebbe restare a Chigi. Casini? È certamente una figura che ha le caratteristiche per unire”. Così il senatore Pd, Andrea Marcucci, dopo il voto alla Camera.

Paolo Maddalena

"Sicuramente essere la più giovane del Parlamento alla mia prima legislatura è una grande emozione", racconta all'Adnkronos la deputata grillina Angela Raffa, la più giovane tra i grandi elettori chiamati a votare il nuovo Capo dello Stato. "E' un grande privilegio - sottolinea - poter votare per eleggere il Presidente della Repubblica. L'Istituzione del nostro Paese più amata. Quella che ha tenuto insieme la nazione nel mare in tempesta dei cambiamenti politici e delle crisi. Però non sbagliatevi. Io sono consapevole del mio ruolo e del mio compito, non sarà l'emozione a guidare il mio voto. Il nostro obbiettivo è chiaro, Giuseppe Conte ha pieno mandato a rappresentarci nelle trattative per tenere alta l'asticella e dare al Paese un presidente che rappresenti al meglio l'unità nazionale".

"Draghi è una delle ipotesi in campo, non è la sola ma è una delle ipotesi in campo e sta in piedi solo in un quadro accordo politico. L'elezione del presidente della Repubblica non può essere un gesto di risulta tecnocratica ma una scelta politica e questo impone un accordo sul governo dopo". Così Matteo Renzi alla Camera.

Quirinale, proseguono gli incontri tra i partiti

Nel frattempo proseguono gli incontri tra i leader politici al fine di trovare una convergenza su un possibile nome per il Colle. Nel pomeriggio di lunedì il segretario della Lega Salvini e quello del Pd Letta si sono riuniti a un tavolo per lavorare su delle ipotesi comuni. "L'incontro con Salvini è stato positivo. Ci vediamo domani", ha dichiarato Letta all'uscita degli uffici della Lega alla Camera dei Deputati.

Salvini ha poi incontrato anche il presidente del M5s Giuseppe Conte, come riportato da fonti pentastellate, in un mini vertice in cui "c’è stata totale sintonia sulla necessità di rafforzare e intensificare il confronto, iniziato la settimana scorsa, per mettere da parte al più presto le schede bianche e scrivere un nome che unisca il Paese". Confronti tra Salvini e i leader progressisti sono stati salutati positivamente dalla coalizione di centrodestra: "È bene che ci si parli", ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti Giorgia Meloni.

Quirinale, ancora presto per sapere chi sarà il nuovo presidente

La seconda votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica andrà in scena martedì 25 gennaio sempre alle ore 15, per consentire la partecipazione ai funerali del deputato Fasano. Da mercoledì lo scrutinio previsto è alle 11, orario che dovrebbe essere confermato anche per le successive votazioni che dovessero rendersi necessarie, secondo l'orientamento emerso dalla Conferenza congiunta dei capigruppo di Camera e Senato. Per le prime tre votazioni il quorum richiesto è quello dei 2/3 dell'Aula, vale a dire di 672 grandi elettori. A partire dalla quarta votazione basterà invece la maggioranza assoluta dei membri dell'Aula.

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