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Quirinale, Conte Premier con Draghi al Colle: lo scenario senza senso presentato da Pagnoncelli a La7

Durante la trasmissione Di Martedì in onda ieri sera a La7, Nando Pagnoncelli ha tratteggiato lo scenario più assurdo di tutti: Conte Premier e Draghi al Colle

24 Novembre 2021

Nando Pagnoncelli, 2017

Nando Pagnoncelli, 2017 (fonte lapresse)

Nando Pagnoncelli ha tratteggiato nella trasmissione di Martedì andata in onda lo scorso 23 novembre uno scenario da brividi: Conte di nuovo Premier con Draghi al Quirinale. Durante l'ultimo sondaggio presentato sarebbe emerso che il 15% degli italiani preferirebbe un ritorno di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi qualora Mario Draghi salisse al Colle. Una domanda, quello posta da Pagnoncelli al suo campione di riferimento, totalmente capziosa e irrilevante da un punto di vista politico. Sì perché gli esiti del sondaggio poco indicano, se non che, se interpellati, gli italiani riconoscono il nome di Giuseppe Conte come uno dei più papabili. Un dato che assume ancora meno importanza se si considera che il 46% degli intervistati ha scelto di non rispondere o considera le opzioni presentate non appetibili.

Il sondaggio di Pagnoncelli: perché Conte a Palazzo Chigi non ha senso

Conte ha chiuso il suo ultimo mandato a Palazzo Chigi fra gli applausi dello staff presidenziale. Una delle uscite di scena che più rimarranno nella storia politica italiana recente. Ma nei fatti, sia in aula che fra la gente, Giuseppe Conte gode di un gradimento molto inferiore a quello che Pagnoncelli ha lasciato trasparire a Di Martedì. Il Movimento 5 Stelle, stando alle ultime rilevazioni Winpoll-Sole 24 Ore, viaggia intorno all'11%. Addirittura tallonato da Forza Italia (al 10,3%), che solo qualche mese fa veniva dato per morto. Conte, non solo non ha aiutato la rinascita dei 5 Stelle, ne ha addirittura peggiorato la decrescita nei numeri. Come se ciò non bastasse il M5S al momento non gode di una maggioranza parlamentare o di una possibile alleanza di governo atta a portare l'ex Primo Ministro di nuovo a Palazzo Chigi. Alle prossime elezioni Conte rischia seriamente di vedere le proprie speranze svanire del tutto.

Perché Draghi al Quirinale è più pericoloso di quanto non si creda

Come già sottolineato da questo quotidiano qualche settimana fa, l'ipotesi Draghi al Quirinale darebbe tutto un altro peso alla carica di Presidente della Repubblica nel nostro paese. Perché se nella teoria il Capo dello Stato di una Repubblica Parlamentare dovrebbe porsi sopra le parti politiche, è difficile immaginare l'uomo della Bce non lasciare la propria impronta ideologica una volta raggiunta una simile carica. Il Presidente della Repubblica non dà nessun indirizzo politica, ma rappresenta lo Stato tutto, tutte le idee, lo spirito immutabile della Repubblica. Difende gli ideali e i principi della stessa, e in questo modo è in un senso "politico" ma decisamente meno rispetto a quanto Draghi ha fatto sinora. Infini sarebbe difficile immaginare un personaggio che possiede un'autorità talmente grande che i partiti non si azzardano a contrastare, ridursi a essere minoritario rispetto al futuro Primo Ministro. Non è un caso che Giorgetti, mente politica della Lega, parli di Draghi al Quirinale come di un avvio verso un "semipresidenzialismo de-facto". Draghi al Quirinale rischia di cambiare l'ordinamento stesso della nostra Repubblica. Non è possibile immaginare una sua salita al Quirinale senza che questo rappresenti uno spartiacque decisivo nella storia del nostro paese. Più di quanto nessun altro Presidente della Repubblica abbia mai fatto in precedenza. 

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