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Gentiloni per il Colle: l'idea di Renzi per spaccare Pd/M5s e il centrodestra

Il leader di Italia Viva avanza il nome del suo passato successore a Palazzo Chigi per il Quirinale. Un modo per dividere ancora di più le alleanze a destra e sinistra e andare verso un grande centro

23 Novembre 2021

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Paolo Gentiloni (fonte LaPresse)

Tutto si può dire di Matteo Renzi, tranne che non sia un abile stratega politico. Checché ne pensino i suoi avversari politici, il leader di Italia Viva riesce a far pesare davvero tanto il non esagerato monte di voti a disposizione del suo partito. Dopo aver portato alla fine del governo Conte bis e all'inizio del governo Draghi, l'ex premier ci riprova con una mossa a effetto che potrebbe non solo portare un nome a lui gradito al Quirinale, ma anche spaccare le due ali destra e sinistra favorendo così il suo progetto di grande centro, nel quale si vede come il possibile uomo forte, al netto delle possibili elezioni del 2022.

Dal cilindro di Renzi spunta Gentiloni: ecco perché può avvicinare il Grande Centro

Ed ecco allora che dal cilindro delle candidature per il Quirinale spunta il nome di Paolo Gentiloni. Un nome che prende quota dopo la cena segreta tra lo stesso Gentiloni e Renzi, della cui esistenza ha dato conto Repubblica. Dopo anni di gelo, un movimento inedito che può portare a novità importanti sul fronte presidenza della Repubblica. D'altronde il nome di Gentiloni è visto bene da Draghi, è visto bene in Europa. E soprattutto garantirebbe la permanenza di Supermario a Palazzo Chigi, garantendo a Renzi di non doversi presentare al voto nel 2022 ancora impreparato alla costruzione del grande centro che ha in mente.

La mossa di Renzi potrebbe spaccare le due ali. In primis l'alleanza tra Pd e M5s. Non è un mistero che Gentiloni non piaccia ai pentastellati. E invece piace molto al Pd. Basti leggere le parole di Andrea Marcucci a Repubblica: "Gentiloni sarebbe un ottimo nome per il Colle, potendo contare non solo su un ottimo curriculum nazionale, ma anche su un crescente prestigio internazionale in Europa e negli Stati Uniti. Detto questo, ricordo che i nomi buoni devono arrivare in prossimità del 18 gennaio, quando le Camere riunite inizieranno le votazioni. Le persone equilibrate e di buon senso come il Commissario europeo - riprende il senatore Pd - trovano sempre l'attenzione dovuta anche negli altri schieramenti. Paolo, anche quando in passato ha avuto deleghe molto delicate, penso al suo ministero delle Comunicazioni, ha sempre parlato con tutti, trovando soluzioni di sistema che si sono dimostrate molto efficaci".

Allo stesso tempo il leader di Italia Viva potrebbe riuscire a creare caos anche a destra, con Forza Italia più vicina a dire sì al commissario europeo anche per non sconfessare la linea europeista e così ampliare la frattura già esistente con Lega e Fratelli d'Italia. Un progetto che può davvero portare alla realizzazione di un grande centro.

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